Festival della Filosofia, la bellezza di una scommessa vinta

Al via la seconda edizione della kermesse culturale che ha rimesso la Ciociaria al centro degli spot di interesse nazionale sul settore: con Franceschini, Cacciari Maraini, De Luca ed altri “calibri grossi” ad esorcizzare quel che covid ha fatto alle nostre anime.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Veroli e la bellezza, puoi contemplarle nel loro stare assieme o puoi declinarle nel momento in cui la prima decide di mettere la seconda al centro di un discorso complesso ma non complicato. Perché la seconda edizione del Festival della Filosofia nella cittadina ernica che prenderà il via dal primo luglio sarà esattamente così: complessa ma non complicata, come le cose che inducono a pensare. Ma non mettono barriere sussiegose al pensiero.

C’è pure il ministro

Dario Franceschini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Per Veroli quello di questa estate 2021 è un bis che ormai si è fatto canone, appuntamento fisso. Un anno fa era una grande sfida, oggi è un risultato da confermare. Da incognita a certezza se ci metti piglio è un attimo, a lasciar fare alla tigna dei ciociari. (Leggi qui la presentazione della I edizione: La filosofia ‘prende casa’ a Veroli. Con vista panoramica sulla Ciociaria)

E se la filosofia è ancella della Cultura e nei sistemi complessi la Cultura è rovello nell’agenda dei governanti, allora la presenza del ministro Dario Franceschini prevista per la data del 12 luglio ha un senso compiuto.

Dal primo al 17 luglio l’amministrazione comunale ha approntato un programma e individuato un tema. Quale? “La Bellezza tra Arte, Conoscenza e Verità”, dove la prima la significa, la seconda la consente e la terza la sostanzia.

Perché a ben vedere la più alta forma di bellezza sta nel vero, quel vero che ha permesso al sindaco Simone Cretaro ed alla delegata alla Cultura Francesca Cerquozzi di seguire l’usta impopolare di una manifestazione che non è di nicchia ma che punta esattamente al contrario. Cioè a svelare il fascino di una materia complessa e mettere Veroli al centro esatto di una Ciociaria epicentrica in quanto a cultura e forgiata da una pandemia che ne ha accresciuto gli appetiti pubblici.

La cifra del carisma

Il cartellone dell’evento è cifra del carisma dello stesso, perché c’è poco da fare: per parlare di filosofia servono i filosofi, ma per parlare di quello che la filosofia fa servono molto più semplicemente donne e uomini di pensiero complesso, minatori di verità e amanti più del piccone che mulina l’aria che della gemma da trovare alla fine.

Uomini come Erri De Luca, che alle 21.15 del primo luglio, nello scrigno di Piazza Santa Salome, darà “Notizie circa la Bellezza”. O donne come Dacia Maraini, che il 4 luglio nel chiostro di Sant’Agostino proverà a rispondere alla domanda delle cento pistole: “Cosa si intende per Bellezza?”.

Monsignor Vincenzo Paglia. Foto Livio Anticoli / Imagoeconomica

Il senso stesso dell’esistenza e la bellezza delle sue epifanie su questa terra e nell’animo di chi ne calca il suolo saranno invece al centro del dialogo fra l’arcivescovo Vincenzo Paglia ed il senatore Luigi Manconi, il 9 luglio in Piazza Santa Salome.

Ma la se bellezza è un fine da realizzare oltre che uno stato da contemplare allora chi ne tiene il governo degli intenti non ha il titolo, ma l’obbligo a parlarne. È il senso dell’intervista che il direttore ciociaro del Corsera Luciano Fontana farà a Dario Franceschini.

Il pregio della Filosofia

Piccola digressione: il pregio del Festival della Filosofia ernico, già sperimentato con l’edizione di esordio del 2020, è quello di svelare la vera natura della materia.

Natura che non è oscuro e settario sacello di pensieri astrusi per borghesie annoiate e sventaglianti nell’afa pigra della provincia, ma figlia eternamente minorenne della Storia, degli uomini che la fanno e delle società che ne tessono trama ed ordito.

Veroli ha il merito di ghisa di aver dato popolarità ad una cosa che ancora in troppi non ritengono “popolare” e l’ha messa in arcione mainstream alla faccia di ogni camarilla chiccosa.

Il 13 luglio lo “theazein” greco, quello che lessicalmente ha partorito una faccenducola come il teatro, partorirà lo step con cui il direttore artistico Fabrizio Vona e Marica De Chiara presenteranno la conferenza-recital su “La bellezza fra apollineo e dionisiaco”, un’endiade che sembra ricamata alla perfezione sulle spalle della Ciociaria, da sempre spersa fra i suoi umori di terra sanguigna e i suoi progetti di territorio complesso.

La bellezza da cercare nella Filosofia

Massimo Cacciari (Foto: Paolo Lo Debole / Imagoeconomica)

Il 15 luglio toccherà a Paolo Quintili e Daniela Angelucci sciorinare la loro “fetta di bellezza”. Quale? Quella sulla “Dimensione teatrale della Filosofia” e su “Bellezza e verità in scena”. A volte la bellezza devi cercarla, perché c’è, esiste ed è sempre stata lì, ma gli occhi per guardarla e i cuori per bearsene sono volti altrove, spersi in un’esistenza che ha gettato via le sue bussole primigenie.

Ecco, “Dove si nasconde la Bellezza” proveranno a spiegarlo Giuseppe Patella e Carmela Morabito il 16 luglio nel chiostro di Sant’Agostino. E se una cosa sia bella perché reale o se la bellezza abiti al di fuori di quello che tocchiamo toccherà dirlo il 17 luglio, in chiosa con crescendo fumantino conoscendo il perlage del tipo, a Massimo Cacciari, lui che è osservatore prima ancora che filosofo, o forse filosofo proprio perché è osservatore.

Tutto bello, come la bellezza che di quel bello sarà al centro e che servirà a ricompattare i sorrisi che covid ci ha tolto dai volti. Perché a Veroli l’aforisma di Barker lo hanno capito ed applicato talmente bene da farlo diventare mantra, mantra ciociaro: “Saperlo è Scienza, usarlo è Arte”.

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