Gianni Perilli, l’uomo che porta i suoni attraverso il tempo

"Un bel giorno mi telefona Ennio Morricone..." e potremmo chiuderla qui. Punto. Ma vi perdereste una storia straordinaria, quella di un musicista che è stato al fianco dei più grandi, salvando dal tempo i suoi dell'antica tradizione

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Sta sul palco sotto ai riflettori ma un passo indietro al frontman. Pochi sanno che lui non è solo uno dei protagonisti. È l’uomo che prende i suoni dal tempo e li riporta in vita, costruendo gli strumenti che ormai non esistono più. E senza i quali nessuno può riprodurli da decenni. Gianni Perilli è uomo che attraversa il tempo e viaggia tra i confini.

La sua storia parte dagli Stati Uniti, passa per la Ciociaria, da Villa Latina, ma si sposta di nuovo repentinamente negli Stati Uniti. «Mio padre nacque a Brooklyn da famiglia italiana, crebbe lì e iniziò a suonare proprio nella Grande Mela. Imparò a suonare zampogna e ciaramella da alcuni conterranei italiani. Poi tornò in Italia, a Villa Latina, nacqui io e fin da subito mi ha trasmesso l’amore per la ciaramella. Lui era bravissimo. Sembrava di ascoltare un violino talmente era dolce il suo modo di suonarla. Io ho sempre cercato di imitarlo, avevo quattro anni e nascosto sotto un tavolo guardavo le prove della banda del paese di cui lui faceva parte. Li ascoltavo per ore!».

L’ America, la roulotte, la fisarmonica 

Gianni Perili bambino negli Usa

Il papà di Gianni fece diverse volte ritorno negli States, era molto richiesto come riparatore di strumenti musicali. I viaggi diventarono così frequenti che si trasferì di nuovo lì con tutta la famiglia, piccolo Gianni compreso.

Purtroppo all’epoca per gli immigrati c’erano solo case vecchie e fatiscenti. «Mio padre era ‘schifettoso’ e non voleva stare in quel genere di posti. Quindi con i primi dollari guadagnati acquistò una roulotte e fu la nostra casa per cinque anni!».

Ma in America, oltre a vivere in una roulotte, il piccolo Gianni impara subito a suonare. A cinque anni il padre gli insegna i segreti della fisarmonica mentre a undici anni, quando fecero rientro in Italia, entrò nella banda del paese.

«Nella banda servivano strumenti a fiato, io volevo suonare il sassofono, ero innamorato di quello strumento. Ma già ce n’erano 4 o 5, così imparai a suonare la tromba e mi adattai. Avevo undici anni, non potevo dire di no!». 

Opening Act: Julio Iglesias! 

Una foto di famiglia di Perilli dell’epoca ‘americana’

L’amore per il sax fu messo da parte solo temporaneamente. Giusto il tempo di formare i primi gruppi ed iniziare a sperimentare musica più moderna. Nacquero così ad Atina i Greenwich Park, una delle prime rock band locali che si dilettava a suonare pezzi dei Jethro Tull.

Ma Gianni è un’anima irrequieta, sempre pronta a seguire la musica e a mollare tutto per essa. Capita infatti che una sera ad Atina un suo amico che viveva in Belgio gli propone di trasferirsi. E di farlo per unirsi a lui in questo progetto rhythm and blues, composto da italiani, i Soul Timers. Poi venne notato dal duo locale Jeff & James che lo introdussero nella loro band.

Nacquero così Jeff&James and JJ Band. Incisero un pezzo, Change, che finì nelle hit parade spagnole. Seguì un tour in Spagna ed una sera nella Plaza de Toros di Valencia si ritrovarono un giovane semi sconosciuto che faceva loro da spalla. Quel giovanotto di belle speranze si chiamava Julio Iglesias! 

Napoli, Bennato e Pino Daniele 

Perilli con Eugenio bennato e i Musicanova

Poi la chiamata da Napoli di Eugenio Bennato che aveva ascoltato questo gruppo belga con quel suono caratteristico. Era la ciaramella di Gianni Perilli ma lui credeva fosse un sintetizzatore. Solo quando li vide suonare dal vivo capì che in effetti non era un sinth.

Ne segue una corte spietata da parte di Bennato e l’ingresso di Perilli nei Musicanova, collettivo con i maggiori interpreti della musica folk napoletana destinato alla fama nazionale; sua la colonna sonora dello sceneggiato televisivo L’eredità della priora.

Il nome di Perilli inizia a circolare e le collaborazioni si moltiplicano. Assieme a Pino Daniele e Rosario Jermano scrive e registra la sigla di LineaBlu, programma Rai. Con il trio Archè porta il suono di zampogna e ciaramella negli Stati Uniti ed in Canada; con Tullio De Piscopo incide un 33giri e collabora con Peppe Barra.

Gianni con Pino Daniele

«Con De Piscopo nacque tutto per caso, lui litigò con il suo trombettista mentre io mi trovavo nello studio di Pino Daniele. Fu Pino stesso a dirmi di farmi avanti per sostituire il trombettista di Tullio. Nacque così il disco Acqua e Vient». 

Il Maestro Morricone e le radici

Sax, tromba, Napoli, il Belgio, il rock progressivo, la world music… Gianni è stato tutto questo. Ma il vero primo amore lo ha consacrato, quella ciaramella che lui stesso ha contribuito ad innovare.

«Mio padre è stato tra i primi a suonare zampogna e ciaramella in chiave anche moderna. Con lui abbiamo studiato la Ciaramolla. Cioè una ciaramella con l’ottava bassa ricavata dalla canna più grande della zampogna. Oppure la ciaramella con le chiavi per poterla suonare anche con i semitoni. Per non parlare della zampogna senza l’otre. Cioè soffiando direttamente dal collo per avere un suono non continuato, con delle “staccature” diciamo”».

Gianni Perilli con Ennio Morricone

L’estro e la voglia di suonare lo hanno portato in giro per il mondo. Ma fu questo studio nel vivisezionare una zampogna ad attirare l’attenzione di uno dei più grandi musicisti della nostra storia contemporanea. Un giorno squilla il telefono e… “salve, sono Ennio Morricone…”. È uno scherzo pensò Gianni, ma non lo era. Era il Maestro! Il dialogo telefonico ha del surreale : “Ho chiamato il conservatorio di Frosinone. Ho bisogno di una parte di ciaramella per il film di Sergio Citti, Magi Randagi».

«Guardi Maestro se vuole vengo a Roma».

«No va bene anche qui al telefono». 

«Maestro veramente la ciaramella non la tocco da qualche giorno. Dovrei bagnare le ance». 

«Non c’è problema guardi, la richiamo tra 10 minuti». 

Una parte ottenuta per telefono

Una ‘Ciaramella’

E così fece. Lo richiamò dopo 10 minuti e Perilli ottenne la parte per telefono. Dopo qualche giorno gli arrivò la partitura via fax con tanto di dedica. Poi andò a Roma a registrare col Maestro. 

Morricone però non ha mai dimenticato Perilli, il suo modo di suonare e soprattutto quella strana Ciaramolla.

Infatti dopo qualche anno altro dialogo surreale al telefono: «Perilli, quando registrammo le musiche di Magi Randagi mi fece ascoltare quello strumento, la Ciaramolla. Ce l’ha ancora?». 

«Si maestro certo».

«Sto componendo la colonna sonora per un film. Mi piacerebbe inserire una parte di Ciaramolla, le mando un fax con le partiture». 

Quel fax conteneva le partiture di Baaria, stavolta con dedica di Morricone e Tornatore. Il maestro porta con sé Gianni Perilli anche per una decina di concerti, compreso quello di Natale nella Basilica di Assisi.

MBL, Acquafondata e Carlos Núñes

Gianni Perilli con i Mbl

Negli ultimi anni Gianni Perilli collabora e suona con amici di vecchia data. Amici che condividono con lui la passione per la musica e le tradizioni popolari. Come Benedetto Vecchio ed il suo ensemble MBL. (Leggi qui Benedetto Vecchio, il restauratore che chiuse la bottega e iniziò a suonare).

«Anni fa suonai a Cassino con Eugenio Bennato e i Musicanova. Benedetto era tra il pubblico, avrà avuto 15/16 anni, mi venne a salutare dopo il concerto. Lo rividi anni dopo, aveva formato questa band totalmente radicata nel territorio ormai già rodata a livello locale e non solo. Iniziai a collaborare con loro e ci lega ancora un grande rapporto di amicizia». 

Musica popolare che si fonde con etnica e sperimentazione, rock, jazz e world music. Una serata la porto nel cuore, 9 anni fa, Festival della zampogna di Acquafondata. Sullo stesso palco MBL con Gianni Perilli. Ed una jam con l’ospite speciale della serata, il musicista Galiziano Carlos Núñes. Un concerto indimenticabile. Il sound del basso Lazio ha sposato il nord della Spagna in una piazza di un paese di 300 anime. Sono quelle congiunzioni astrali che capitano una volta nella vita, come disse Núñes: «Stasera Acquafondata è il centro del mondo».

Un pensiero ai nipoti

Lo spartito inviato per fax da Ennio Morricone

Gianni oggi vive a Formia, non lontano da quello studio dove incise con Pino Daniele. È una persona felice ed appagata, e dopo aver suonato in giro per il mondo ha solo un desiderio da avverare ancora. «Vorrei passare il mio tempo ad insegnare la musica ai miei nipoti, nient’altro. Vorrei trasmettere loro la passione, l’amore per uno strumento. Come fece mio padre con me. È il mio unico sogno nel cassetto». 

E se lo dice uno che ha ricevuto diverse telefonate da Ennio Morricone… Beh, giù il cappello e sù gli strumenti signori! 

Qui il video