«La Promessa» di Aprile a Fiuggi: ottant’anni di voto femminile

A Fiuggi la presentazione de La Promessa di Marianna Aprile diventa un confronto sul ruolo delle donne nella politica e nella società. Tra memoria storica e diritti ancora incompiuti, emergono le testimonianze di Natia Mammone e Anna Teresa Formisano.

Ottant’anni dal diritto al voto per le donne in Italia, la lotta delle suffragette, le donne della Resistenza contrapposte alle donne del regime. E poi un viaggio a ritroso fino ad Adamo ed Eva, con un passaggio sui miti greci e la citazione di donne che si sono distinte anche nel periodo buio del Medioevo. Fino ad oggi, con donne che guidano un governo e il maggiore partito di opposizione. La Promessa di Marianna Aprile racconta tutto questo: una ricerca storica approfondita e dettagliata, con la passione e l’intuito della giornalista che mettono in luce storie di donne diventate esempi.

La presentazione del libro nella sala bomboniera del teatro di Fiuggi si è trasformata in un dibattito sul ruolo della donna nelle istituzioni e nella società: sulla parità di genere, sulle difficoltà incontrate per arrivare fino ad oggi, sui diritti conquistati che non devono essere dati per scontati. E sulla promessa di una parità non ancora raggiunta.

L’appuntamento è stato organizzato dall’associazione TrovaAutore di Fiuggi, fortemente voluto dalla consigliera regionale del PD Sara Battisti, che ha dialogato con l’autrice.

Mammone e Formisano: due «prime volte» a confronto

da sinistra: Anna Teresa Formisano, Natia Mammone, Marianna Aprile, Sara Battisti, Lorenza Di Brango

Ospiti della serata due donne che hanno segnato una prima volta ciascuna. Natia Mammone, deputata del PCI eletta nel 1987: la prima deputata che in Aula ha rappresentato la provincia di Frosinone. E poi Anna Teresa Formisano, attuale garante per i diritti dei disabili nel Lazio, ma prima donna ad essere stata eletta nel Consiglio Regionale dalla provincia di Frosinone. 

Attraverso le domande della giornalista Lorenza Di Brango hanno raccontato le loro esperienze, il modo in cui sono riuscite ad affermarsi e le modalità con le quali hanno provato a cambiare un sistema creato per gli uomini. A Fiuggi è emersa tutta l’emozione di Natia Mammone nel racconto della prima volta in cui ha varcato i cancelli di Montecitorio; nelle parole di Anna Teresa Formisano, che ha ricordato un tempo in cui candidarsi sembrava impensabile. Resta vero un principio: «Una donna, quando è al potere, o anche solo se ha una voce riconoscibile, disturba. Lo abbiamo visto accadere con le costituenti e non ha mai cessato di essere così».

«Questo libro racconta la resistenza e il coraggio delle donne fino ai giorni nostri — ha dichiarato Sara Battisti. — Siamo arrivati fin qui, ma manca ancora la capacità di annodare i fili e comprendere cosa abbiamo ereditato e cosa ancora deve essere difeso, ma soprattutto raggiunto come obiettivo comune. Oggi le donne continuano a essere meno rappresentate e spesso sono costrette a scegliere tra carriera e maternità, perché non sono stati costruiti strumenti concreti per una vera parità».

Perché i diritti non sono un punto di arrivo. Sono un fuoco da tenere acceso, ogni giorno.