Le botteghe della Regina Camilla, 15 modi per visitare il passato

A Castro dei Volsci l'iniziativa di 15 artigiani che, all'insegna dell'eroina volsca virgiliana, hanno aperto le loro botteghe e schiuso un mondo. Per coniugare tradizione e turismo. E dare speranza ad un settore considerato "antieconomico".

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Quando si parla di antichi mestieri non si può non parlare di botteghe, luoghi chiusi ed austeri dove però nascevano creazioni, si sviluppavano idee, pensieri e progetti. Le botteghe sono pian piano scomparse, rimpiazzate da uffici e fabbriche, ma c’è chi ancora ci crede, c’è chi si autofinanzia per rispolverare il passato. E per donare vecchie conoscenze a chi è cresciuto lontano dalle tradizioni. Tutto questo succede a Castro dei Volsci, dove l’associazione “La Scarana” ha dato vita ad un progetto semplice ma al tempo stesso rivoluzionario. Cioè (ri)aprire ben 15 botteghe nel centro storico! Da pazzi? Forse, ma tutto ciò ha un senso se non si vuol perdere il contatto con la realtà.

Conoscere le tradizioni è importante come spiega Lucia Rossi, presidente  dell’associazione: «Il progetto Le Botteghe della Regina Camilla è nato circa 3 anni fa a Castro dei Volsci . Ed ha unito la passione di 15 artigiani locali. Attraverso l’associazione hanno fuso le loro forze ed i loro talenti. Questo per far conoscere le tradizioni antiche di Castro ma anche dell’intera Ciociaria. Un modo per valorizzare un patrimonio culturale e sociale che è parte di questa terra da secoli».

Lo spirito di Camilla ai piedi di Mamma Ciociara
Le botteghe della regina camilla

Un accordo stilato anche con l’amministrazione comunale per sviluppare il turismo, per far sì che il turista di passaggio si fermi a Castro. 

«Abbiamo riaperto antiche botteghe che si trovano all’interno della cinta muraria del centro storico. Le abbiamo occupate con dei laboratori all’interno dei quali gli artigiani lavorano, accolgono visitatori, allestiscono mostre. Poi, cosa importante, insegnano ad aspiranti artigiani i mestieri di una volta».

Un atto di coraggio in un mondo globalizzato, un mondo che va veloce, che non si prende pause, che non si gode le attese. Un mondo che sta perdendo la bellezza. «Si, siamo abbastanza coraggiosi, soprattutto per il periodo che stiamo vivendo, dove il Covid ha messo in ginocchio tutti ma non noi! Siamo tenaci e forti come la Camilla descritta da Virgilio nell’Eneide, donna Volsca consacrata dalla Dea Diana, coraggiosa e temeraria. Infatti proprio a lei ci siamo ispirati per il nome delle botteghe».

Una passeggiata ricca di tradizioni
VICOLI DEL CENTRO STORICO

Premesso che il centro storico di Castro dei Volsci è bello già di suo, con queste botteghe la sua bellezza si esalta e si evolve. Lo fa paradossalmente guardando al passato; mostrando gli antichi mestieri i vicoli diventano vivi, trasudano sapere e conoscenza. 

Paolo De Lellis è il tessitore che lavora ancora con un telaio del 1600 (avete letto bene, mille seicento!). Telaio che ha dapprima restaurato e poi reso funzionale alle sue abilità. Con questo telaio Paolo produce tessuti che vengono poi venduti al pubblico, anche personalizzati. La domenica inoltre è a disposizione per insegnare come usare il telaio a chi fosse interessato

Una delle botteghe più grandi ospita quattro diverse esposizioni: ceramica, legno cuoio e vino. Gli oggetti in legno sono realizzati con materiali di riciclo. Vale a dire parti di botti, pezzi di mobili destinati al macero e invece recuperati e lavorati con design anche attuali e moderni. 

Martina Garofali è una ceramista. Lavora con la tecnica giapponese raku, con smalti ed ossidi, per dare unicità al proprio lavoro. Infatti ogni pezzo lavorato con questa tecnica è diverso dagli altri, unico ed irripetibile. Anche Martina ha avviato percorsi di didattica sia in presenza sia online. Eugenio Campagna è un artigiano del cuoio, passione scoperta da pochi anni. Realizza svuotatasche, portafogli, portamonete e portachiavi. Da vero autodidatta, ed essendo anche molto giovane, sperimenta di continuo. E si inoltra spesso in nuove forme di lavorazione della materia prima. 

Le botteghe del centro

Franco Rossi, anche lui di Castro, è un produttore vitivinicolo. Produce Cesanese, vitigno autoctono per eccellenza. Pensate che le vigne più antiche tramandate dalla sua famiglia sono ancora quelle maritate, alte più di due metri, che necessitano di una scala per essere vendemmiate. Ha chiamato il suo Cesanese Traerus, come il nome latino del fiume che scorreva nelle terre vicine.

Sara Cerroni è un’artigiana che rivisita in chiave moderna i gioielli tipici ciociari. Gioielli come l’orecchino da donna che si donava alla nascita e che si portava praticamente per tutta la vita. Una sorta di carta di identità, con aggiunte ad ogni momento saliente del corso della vita: nascita, sviluppo, matrimonio e, nel caso, vedovanza

Patrizia Biondi è anch’essa artigiana e nella sua bottega si trovano gioielli ed abiti vintage interamente cuciti a mano. Invece Eleonora De Santis si occupa del reparto cucito creativo, realizza accessori per la cucina ma anche borse e calamite di Castro raffiguranti la donna ciociara. Nella stessa bottega ci sono anche dei dipinti in acquerello e carboncino di Rita Rosati, particolarmente affascinanti le opere che ritraggono i volti di Sofia Loren e il compaesano Nino Manfredi che proprio a Castro dei Volsci ebbe i natali. 

Il piacere dell’attesa

Le botteghe sono aperte anche in tempo di Covid, tutte le domeniche e tutto l’anno. Lo scopo principale va oltre il turismo e mira alla conservazione di queste ormai vetuste conoscenze. Conservare la memoria è importante, soprattutto per i ritmi della nostra società, dove purtroppo l’artigianato è diventato antieconomico, le tecnologie hanno preso il sopravvento e a stento ci si ricorda del modo di lavorare di una volta, quando per fare un oggetto o un utensile ci si mettevano ore, giorni, a volte settimane. 

Una passeggiata tra queste antiche botteghe ti riconcilia con il tempo ed il suo significato, e ti fa riscoprire il piacere della scoperta e dell’attesa.