Nonna Pia, partita da Arpino nel 1955 e diventata star dei social in America

Pia Quaglieri ha lasciato Arpino a 18 anni con una valigia e qualche speranza. Settant'anni dopo, i suoi video di cucina arrivano sugli smartphone di milioni di persone. Senza assessorati, senza uffici stampa, senza piani di promozione. Le è bastata una cucina.

Una cucina. Un grembiule. Le mani che impastano. Pia Quaglieri ha 87 anni, è nata ad Arpino e vive in America da quando ne aveva 18. Non ha mai fatto la promoter, la brand ambassador, l’influencer. Ha fatto la pasta. E milioni di persone la guardano. Nessun ufficio stampa, nessuna campagna istituzionale, nessun piano di promozione territoriale. Solo una cucina, e dentro quella cucina settant’anni di Ciociaria che non se ne sono mai andati davvero.

L’ambasciatrice più efficace

Nonna Pia Quaglieri

Pia Quaglieri, per tutti è Nonna Pia. Nata ad Arpino nel 1937, a 18 anni ha lasciato la sua terra ed ha attraversato l’oceano insieme ad Antonio, anche lui ciociaro. Era una delle tante ragazze e dei tanti ragazzi che nel dopoguerra partivano dall’Italia con una valigia, qualche certezza e moltissime speranze. Sarebbe potuta restare una delle infinite storie private, una delle tante vicende dell’emigrazione italiana. Invece, settant’anni dopo, quella stessa storia è finita dentro gli smartphone di milioni di persone. Nonna Pia è diventata una star dei social raccontando ciò che aveva sempre fatto: cucinare.

Ed è proprio qui che la sua storia diventa interessante anche per chi guarda alla politica, alla società e al futuro dei territori. Perché mentre istituzioni e amministrazioni spendono energie per spiegare al mondo le proprie eccellenze, una signora emigrata dalla Ciociaria è riuscita a fare promozione territoriale senza chiamarla promozione territoriale. Non ha venduto un territorio. Lo ha fatto assaggiare.

Nei suoi video non c’è una lezione sulla Ciociaria. Non ci sono slogan, mappe o campagne istituzionali. Ci sono ricette, gesti, ingredienti, memoria. C’è una cucina italiana filtrata attraverso la storia personale di una donna che non ha mai reciso il filo con la propria terra. E quel filo, oggi, arriva molto più lontano di quanto probabilmente Pia avrebbe potuto immaginare quando lasciò Arpino nel 1955.

L’emigrazione che da perdita diventa patrimonio

(Foto © DepositPhotos.com)

Per decenni l’emigrazione è stata raccontata soprattutto come una ferita: giovani costretti a partire, paesi che si svuotavano, famiglie separate, radici lasciate alle spalle. La storia di Nonna Pia permette di guardare quella stessa vicenda da un’altra angolazione. L’emigrato non porta via soltanto se stesso. Porta con sé una lingua, un accento, una ricetta, una festa, un modo di stare a tavola. Porta un pezzo del territorio. E qualche volta, come nel caso di Pia, riesce persino a restituirlo al mondo. La sua cucina è diventata così una sorta di archivio vivente della memoria italiana e ciociara. Un archivio senza scaffali, senza teche e senza didascalie: vive nei video e nella relazione con chi li guarda.

L’autenticità che nessun algoritmo può inventare

Pia Quaglieri è partita quando TikTok, Instagram e i social non erano nemmeno fantascienza. È arrivata alla popolarità digitale in un’età nella quale nessuno avrebbe immaginato di poter diventare un fenomeno del web: 4,1 milioni di follower su un account, 1 milione su un altro, mezzo milione su un altro ancora. I suoi tutorial, le sue ricette tradizionali vengono rilanciate e ricondivise. Ma soprattutto è arrivata portando con sé una cosa che nessun algoritmo può inventare: l’autenticità di una storia vissuta.

È partita dalla Ciociaria. Ha costruito la sua vita in America. E oggi, attraverso i suoi video, quella Ciociaria torna indietro e viaggia nel mondo. Perché alla fine può succedere che una ragazza partita da Arpino nel 1955 diventi, senza averlo programmato, una delle più originali ambasciatrici della Ciociaria nel mondo.