Alatri si prepara a festeggiare gli 800 anni del Miracolo dell’Ostia Incarnata. Le celebrazioni sono fissate per il 13 marzo del 2028. Sarà un'occasione di sviluppo per il turismo religioso. La benedizione del Vescovo Santo Marcianò
Non solo candidata Capitale nella Cultura nel 2028 insieme ad Anagni, Veroli e Ferentino. Nel 2028 ricade un’altra data storica per Alatri: questa volta sul fronte religioso. Si festeggeranno gli 800 anni, con tanto di bolla papale di Papa Gregorio IX il 13 marzo 1228, del Miracolo dell’Ostia Incarnata. Ed il sindaco vuole che sia celebrato degnamente e più ancora: vuole che Alatri diventi una città eucaristica.
Il miracolo dell’Ostia Incarnata di Alatri è riconosciuto dalla Chiesa come uno dei quattro principali miracoli eucaristici insieme a Bolsena, Siena e Lanciano. Il racconto più completo del fatto è nella bolla Fraternitatis Tuae, che papa Gregorio IX inviò al vescovo Giovanni V il 13 marzo 1228, pochi anni dopo il Concilio Lateranense in cui venne introdotto il principio della Transustanziazione. Cioè, per i cristiani, con la consacrazione fatta durante la Messa c’è la conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo.

Gli affreschi della cattedrale di Alatri narrano la vicenda: una giovane, spinta da una vecchia, sottrasse l’ostia consacrata durante la comunione e la nascose. Dopo tre giorni la trovò trasformata in carne. Pentita, confessò tutto e consegnò la reliquia al vescovo. Oggi il frammento è custodito nella cappella dedicata al miracolo, nella navata destra della cattedrale di San Paolo ad Alatri.
Il rilancio del turismo religioso
Il sindaco Maurizio Cianfrocca ha trovato un forte alleato nel vescovo Santo Marcianò: nel giorno del suo insediamento a settembre scorso pronunciò parole forti sul tema con l’obiettivo di rendere “Alatri una città Eucaristica capace di trasformare il miracolo custodito nei secoli in missione viva nel mondo”. (Leggi qui: Il vescovo Marcianò e la prima visita “ad gentes”: tradizione, emozione e cuoricini).

L’obiettivo è lavorare ad un percorso che finalmente dia visibilità ad un miracolo rimasto nascosto per troppo tempo. Il miracolo dell’Ostia Incarnata “infatti non è solo una pagina straordinaria della nostra storia, ma un segno di fede che continua a parlare al cuore di credenti e visitatori da tutto il mondo”. Custodito nella Cattedrale cittadina, il Miracolo resta per la comunità “un richiamo costante alla speranza, alla spiritualità e ai valori che ci uniscono”.
In vista delle celebrazioni del 13 marzo 2028, l’Amministrazione comunale annuncia l’avvio di un percorso condiviso finalizzato a un progetto di valorizzazione che coniughi fede, studio e promozione culturale. “Siamo convinti – sottolinea il Sindaco – che la collaborazione istituzionale sia la via più efficace per far conoscere, in Italia e all’estero, la straordinaria ricchezza spirituale e storica di questo evento”.
Puntiamo ad istituire “un Comitato Scientifico per preparare la città all’800 anniversario dell’evento prodigioso che cadrà nel 2028 e dedicato alla divulgazione del Miracolo Eucaristico mantenendo un dialogo costante e un raccordo diretto con la Chiesa locale”.
L’obiettivo

Il fine è trasformare le celebrazioni del 2028 in “un grande momento ecclesiale e cittadino”, capace di rafforzare i legami tra fede, cultura e identità. “Il Miracolo dell’Ostia Incarnata è un dono prezioso: insieme abbiamo il dovere di custodirlo e trasmetterlo alle future generazioni”.
Un 2028 che in attesa del responso della candidatura a Capitale della Cultura rappresenta un bivio per il rilancio turistico in tutte le sue fattispecie che potrebbe definirsi storico ed epocale. Inizia il conto alla rovescia



