Premio Barbato a Carlo Fucci: memoria, coraggio e Stato nei territori di confine

Un premio che unisce memoria e presente: la storia di Nicola Barbato e il riconoscimento al Procuratore di Cassino Carlo Fucci come presidio di legalità tra Lazio e Campania.

Non è un premio come gli altri quello conferito il 10 gennaio scorso, alla Tenuta Reale di Carditello, al Procuratore Capo della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. A renderlo diverso è innanzitutto il nome che porta, carico di significato e memoria: quello di Nicola Barbato, Vice Sovrintendente della Polizia di Stato. Un nome che richiama una storia di coraggio, di servizio allo Stato e di legalità pagata a caro prezzo, diventata simbolo di una battaglia che non può essere dimenticata.

La storia di Nicola Barbato

Nicola Barbato

Il premio nasce dalla volontà di mantenere viva la memoria di Nicola Barbato, rimasto gravemente ferito nel 2015 durante un’operazione antiracket a Fuorigrotta. Barbato e un collega avevano individuato le anomalie di un sistema criminale pronto a manifestarsi apertamente: un esattore della camorra stava per chiedere il pizzo a un commerciante all’interno di un negozio di giocattoli.

Durante l’intervento della polizia, l’azione degenerò tragicamente. Barbato fu colpito alla schiena da diversi colpi di pistola, rimanendo paralizzato e costretto da allora su una sedia a rotelle.

Per quel gesto di servizio e per il sacrificio, nel 2016 a Nicola Barbato venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile per merito straordinario. Nel 2022 arrivò anche l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Barbato è scomparso il 9 marzo 2024. Viveva a Carinaro, nel Casertano, e ha lasciato la moglie e due figli.

Da questa storia nasce la scelta di intitolargli un premio che non fosse solo commemorazione, ma testimonianza concreta e attuale di legalità.

Il riconoscimento a Carlo Fucci

Carlo Fucci

In questo solco si inserisce il premio attribuito a Carlo Fucci, magistrato che guida oggi una delle Procure più delicate del Lazio, quella di Cassino. Un ufficio giudiziario la cui competenza va oltre il solo Cassinate e abbraccia territori complessi come il Sud Pontino e l’Alto Casertano. Aree di confine, segnate da pressioni criminali, illegalità economica e presenza della criminalità organizzata.

Il senso del premio sta nel legare la memoria di chi ha combattuto il racket pagando un prezzo altissimo a chi oggi è chiamato a garantire la presenza dello Stato nei territori più difficili. Intitolare il riconoscimento a Nicola Barbato significa ricordare che la legalità non è un concetto astratto. Conferirlo a Carlo Fucci vuol dire affermare che quella legalità ha bisogno di istituzioni forti, visibili e credibili. Capaci di dare continuità al sacrificio di uomini come Barbato.

È questo il filo che unisce Carditello, Cassino, il Sud Pontino e l’Alto Casertano.