School Experience: se il cinema entra a scuola (e i ragazzi diventano giuria)

A Ceccano la quarta tappa di School Experience 5 trasforma scuole e auditorium in sale cinematografiche diffuse. Duemila studenti, temi delicati e un’idea precisa: educare allo sguardo prima ancora che allo schermo.

A scuola, di solito, si entra con lo zaino. Qui si entra anche con lo sguardo. Perché è partita la quarta tappa di School Experience 5, il festival itinerante collegato alla “madre” di Giffoni Film Festival e promosso dai Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione e del Merito. Fino a venerdì, proiezioni e dibattiti su ciò che, ai ragazzi, non resta addosso come una lezione: bullismo e discriminazioni, identità e inclusione, fragilità emotive, amicizie e famiglia, amore per la natura e rispetto dell’ambiente.

Non è un cinema “per ragazzi”. È un cinema “con i ragazzi”. E la differenza, come sempre, è tutta lì.

Duemila giurati, una città che diventa sala

I numeri fanno impressione: circa duemila studenti coinvolti, non solo delle scuole cittadine ma anche da Arnara, Patrica, Supino, Morolo e Vallecorsa. A tenere insieme il puzzle c’è il sostegno del Comune di Ceccano e la collaborazione con l’assessorato alle Politiche Culturali.

Il programma si muove tra plessi scolastici e auditorium comunale, incrociando infanzia, primaria, medie e superiori: perché qui non si “porta” un evento, si costruisce una settimana in cui la scuola diventa platea e la platea diventa giudice.

E poi c’è un dettaglio che, a Ceccano, è diventato quasi una costante narrativa: ogni volta che c’è cinema, alla fine da qualche parte spunta la firma di Ciotoli. Non per vanità: per metodo. Perché Alessandro Ciotoli della cinematografia non ha fatto un hobby da locandina ma una cifra personale, quasi un modo di respirare la politica culturale.

Alessandro Ciotoli

La tappa ceccanese vede come partner Indiegesta, realtà che da venticinque anni è punto di riferimento sul territorio. E qui serve chiarezza, perché i cognomi si assomigliano ma i ruoli no: la nota del presidente Andrea Ciotoli parla di una scelta ripetuta “per la terza volta” come conferma di un percorso solido con Giffoni, rivendicando l’idea di usare il cinema come ponte tra didattica ed espressione.

Le scuole in giuria, le sezioni in gara

La “giuria” non è un titolo simbolico: gli studenti valutano, discutono, confrontano. Le scuole coinvolte includono il liceo scientifico e linguistico e diversi comprensivi, oltre a IIS Ceccano e IIS Turriziani-Maccari.

Il calendario scorre per fasce d’età e sezioni: “Your experience” (con diverse soglie) e “Short experience”, fino al finale di venerdì 13 febbraio con la giuria più piccola, quella che riempirà il plesso “Gaetano Latini” tra giochi, divertimento e – ovviamente – cinema, con opere in concorso nella sezione “Short experience +3”. A chiudere, anche gli alunni della scuola media di Supino chiamati a valutare le opere della sezione “Your experience +11”.

Non è solo visione. È educazione allo sguardo. In mezzo, due “movie lab”: lezioni di cinema interattive per capire il linguaggio audiovisivo e provare persino a costruire una scena cinematografica. Il progetto – con la cura del responsabile scientifico Antonio Grimaldi e del project manager Marco Cesaro – non finisce qui: dopo Ceccano proseguirà in Lombardia, a Melzo, dal 2 al 16 marzo.

E a quel punto il senso è chiaro: non è “una settimana bella”. È una filiera. Un’abitudine buona.

Il punto politico (senza fare politica spicciola)

Quando una città porta duemila studenti a ragionare su bullismo, identità, fragilità e ambiente, non sta riempiendo un calendario: sta scegliendo un’idea di comunità. E quando quell’idea viene accompagnata con continuità – e sì, anche con una firma riconoscibile come quella di Alessandro Ciotoli – allora diventa una linea, non un episodio.

Il cinema, qui, non è evasione. È educazione civica con la luce spenta. E con la responsabilità accesa.

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