Inaugurato il monumento epigrafico dopo il restauro voluto dall'Amministrazione comunale. L'orgoglio del sindaco Piergianni Fiorletta: "Quest'intervento segna l’avvio di una nuova fase nella nostra strategia culturale che punta a valorizzare i beni storici come leva di sviluppo culturale, turistico ed economico”
La vocazione culturale ed artistica di Ferentino s’arricchisce, sognando di diventare città turistica. In attesa di conoscere l’esito della finale per la nomina di “Capitale della cultura”, l’Amministrazione comunale oggi ha riconsegnato alla città il Testamento di Aulo Quintilio Prisco che il sindaco Piergianni Fiorletta ha definito “un simbolo della nostra identità che torna a parlare alla comunità”.
Il Testamento di Aulo Quintilio Prisco, uno dei monumenti epigrafici più significativi della storia romana della città, è stato restituito oggi alla piena fruibilità dopo un articolato intervento di restauro e valorizzazione. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, studiosi e numerose scolaresche del territorio, a testimonianza del forte legame tra la comunità e il proprio patrimonio storico.
Una rara iscrizione monumentale

Si tratta di una rara iscrizione monumentale scolpita nella roccia, risalente all’epoca dell’imperatore Traiano, che custodisce le ultime volontà di un importante magistrato romano e benefattore della città di Ferentino. Nel documento epigrafico il testatore destinò parte delle proprie ricchezze alla comunità, stabilendo che le rendite dei suoi beni venissero redistribuite periodicamente al popolo, lasciando così un messaggio di straordinario valore civico e sociale che attraversa i secoli.

“Con questa inaugurazione – ha dichiarato il Sindaco Piergianni Fiorletta –Ferentino restituisce alla cittadinanza un luogo simbolo della propria storia millenaria. Il restauro del Testamento di Aulo Quintilio Prisco non rappresenta soltanto un intervento di tutela del patrimonio archeologico ma segna l’avvio di una nuova fase nella strategia culturale della città, che punta a valorizzare i suoi straordinari beni storici come leva di sviluppo culturale, turistico ed economico”.
Un intervento ad ampio raggio
L’intervento non ha riguardato solo il monumento epigrafico ma anche il contesto paesaggistico e il percorso di accesso al sito, migliorandone la sicurezza e l’accessibilità. Il lavoro di recupero è stato promosso dal Comune di Ferentino con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il coinvolgimento di professionisti e tecnici specializzati nel restauro dei beni culturali.

La giornata inaugurale si è aperta con una visita all’area monumentale e con momenti di approfondimento dedicati al valore storico e giuridico del testamento romano, che rappresenta un unicum nel panorama archeologico italiano.
Il sindaco Piergianni Fiorletta, accompagnato dal vice sindaco Andrea Pro e da molti amministratori tra cui i delegati alla cultura Luca Zaccari ed ai lavori pubblici Alessandro Rea, ha ringraziato la Soprintendenza, i tecnici e gli uffici comunali che si sono distinti per l’impegno e la competenza nelle varie fasi della realizzazione.
Tutti gli ospiti illustri
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, l’ex Procuratore della Repubblica di Frosinone Antonio Guerriero, il Soprintendente Alessandro Betori e i tecnici coinvolti nel restauro. Poi i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza,il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, i primi cittadini di Anagni, Alatri e Veroli, partner di “Hernica Saxa 2028”, ed il presidente della sezione di Ferentino di Archeoclub d’Italia, Antonio Ribezzo.

Presenti inoltre i dirigenti scolastici di numerosi istituti con al seguito molti studenti di ogni età. Un’iniziativa che fin da subito ha assunto anche un carattere pedagogico e di divulgazione affinché anche i più giovani possano immergersi nella storia del millenario patrimonio culturale della città di Ferentino.
“La pietra incisa duemila anni fa torna oggi a parlare alla nostra comunità – ha concluso il Fiorletta – Ricordandoci che la memoria non è soltanto conservazione del passato, ma responsabilità verso il futuro. La valorizzazione del nostro patrimonio culturale rappresenta un investimento sulla crescita civile e sullo sviluppo del territorio”.
La celebrazione di Aulo Quintilio Prisco

Il monumento, fatto erigere nel II secolo d.C, è ricavato su una viva rocciaed è costituito da un’edicola impostata su un basamento con pilastrini angolari. Al centro dell’edicola è inserita l’iscrizione, di carattere onorario e di notevole interesse giuridico. Fa memoria di un magistrato locale, appartenente alla tribù Palatina, vissuto nella prima metà del II sec. d.C di nome Aulo Quintilio Prisco, eletto 2 volte quattuorviro, quattuorviro quinquennale, pontefice e prefetto dei fabbri, nonché magistrato e patrono di Ferentino.
La lunga iscrizione celebra, dunque, Aulo Quintilio Prisco ricordando le sue numerose cariche pubbliche e i benefici che procurò al popolo ferentinate. Il testamento segue di sei mesi il recupero e la riapertura al pubblico del Teatro Romano ed anticipa la prossima inaugurazione del museo cittadino sotto il Martino Filetico.



