Venticinque anni di Ernica Etnica: Veroli si prepara alla festa dei suoni popolari

Dal 7 al 10 agosto il centro storico di Veroli celebra il quarto di secolo della rassegna dedicata alla musica popolare e alle culture del Mediterraneo. Tre serate con Officina Zoè, Eugenio Bennato e le Officine Meridionali Orchestra, più l'appuntamento speciale con il Festival Internazionale del Folklore di Alatri e la compagnia argentina Danzantes di San Luis.

Non è un’edizione qualunque: è quella del compleanno con la cifra tonda. E per i suoi venticinque anni Ernica Etnica si regala qualcosa che non aveva mai fatto, un salto fino in Sud America. Al ritmo del Malambo argentino che risuona sotto le stesse pietre dove per un quarto di secolo hanno ballato tarantelle e pizziche: a Veroli il folklore del mondo trova casa in piazza.

Le manifestazioni con il tempo smettono di essere semplici cartelloni estivi e diventano, quasi senza accorgersene, un pezzo dell’identità di una città. A Veroli è stato così per i Fasti Verolani, per il Festival della Filosofia, per la rassegna dello Sport Raccontato. Ed ora accade lo stesso anche con Ernica Etnica: la città attraversa una ideale soglia del tempo. Nata nel 2000, la manifestazione di musica etnica arriva quest’anno alla venticinquesima edizione, un traguardo che la colloca tra gli appuntamenti più radicati dell’estate della provincia di Frosinone.

Un quarto di secolo di musica e incontro

Ambrogio Sparagna ad Ernica Etnica (Foto © Ciociaria Turismo)

La formula che ha reso la rassegna un punto di riferimento resta quella delle origini: portare a Veroli la musica popolare del Mediterraneo. Intesa non come semplice folklore da cartolina ma come linguaggio capace di raccontare identità diverse: territoriali, generazionali, culturali, mettendole in dialogo tra loro.

In venticinque anni il festival ha saputo rinnovare il proprio cartellone senza smarrire questa vocazione originaria, consolidandosi come uno degli appuntamenti che meglio definiscono la proposta culturale estiva della città.

Si comincia venerdì 7 agosto con Officina Zoè e lo spettacolo “Magia e ritmi del Salento“, un ritorno alle radici più meridionali della musica popolare italiana. Sabato 8 agosto sale sul palco Eugenio Bennato, tra i nomi più riconoscibili della scena, con il suo “Briganti del Presente Tour 2026“. Domenica 9 agosto il compleanno numero venticinque si festeggia con un concerto celebrativo affidato alle Officine Meridionali Orchestra, dirette da Giuliano Gabriele: una serata pensata esplicitamente come sintesi e omaggio a un quarto di secolo di programmazione.

Oltre i confini della tradizione italiana

I sindaci di Hernica Saxa

La novità di quest’anno arriva il giorno successivo alla chiusura della rassegna vera e propria. Lunedì 10 agosto Veroli ospiterà infatti una tappa del Festival Internazionale del Folklore di Alatri, inserita nel progetto Hernica Saxa che lega le due città attraverso percorsi culturali condivisi.

Protagonista della serata sarà la Compagnia Folklorica Internazionale Danzantes di San Luis, in arrivo dall’Argentina: oltre cinquanta ballerini che porteranno in piazza un repertorio costruito sul Malambo, sul Tango e sulle danze più rappresentative della tradizione popolare argentina.

Un allargamento di orizzonte non casuale, che estende il perimetro geografico della rassegna dal Mediterraneo al Sud America, restando però fedele all’idea di fondo: la musica e la danza popolare come patrimonio condiviso, capace di attraversare confini e generazioni.

Quattro sere nel cuore della città

Il sindaco Germano Caperna

Per quattro serate consecutive il centro storico di Veroli si trasformerà quindi in un crocevia di suoni, danze e racconti provenienti da luoghi diversi tra loro, ma accomunati da una stessa idea di cultura popolare come esperienza collettiva.

Un anniversario importante, quello dei venticinque anni, che la rassegna sceglie di celebrare non guardando soltanto al proprio passato, ma aprendo (con la tappa del Festival Internazionale del Folklore) una finestra su un orizzonte più ampio.

Per dire, ancora una volta, che Veroli è la città della Cultura, senza steccati e senza confini: dove la contaminazione tra le idee è l’aria che si respira. Per crescere. Ed andare ancora più lontano.