In fuga dal confronto ed anche da Alcatraz

La fuga dal confronto Meloni - Schlein è solo l'ultima tappa di una società in fuga. Dalla quale dovremmo scappare pure noi. per non essere costretti a dover seguire un dibattito che ormai a nessuno interessa

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

È saltato ufficialmente il confronto Meloni – Schlein. Ufficialmente colpa della par condicio. Che al pari del deus ex machina nelle tragedie greche viene tirata fuori e brandita come una clava a proprio uso e piacimento quando non si sa come uscire fuori da un problema. Prima era riservato all’intervento alle divinità. Oggi basta un garante qualsiasi.

Le stesse divinità che ha imprecato il buon Bruno Vespa che aveva lavorato di cesello per accaparrarsi l’inedito appuntamento tra la leader del Governo e quella dell’’opposizione. Unica occasione diciamocelo per ascoltare un dibattito sui temi delle elezioni Europee. Che stanno passando incidentalmente nella vita dei cittadini a mo’ di ectoplasma elettorale. Quasi inavvertite.

Fuga da Alcatraz

Ma non è solo dai confronti che si tenta la fuga, l’agone politico ormai è caratterizzato da un unico motivo: quale carcerato a caso liberare dopo lungo ed interminabile dibattito politico. Sono finiti i tempi delle fughe da Alcatraz. Ricorderete il filmone mitico dove Clint Eastwood nei panni di Frank Morris, la storia è vera come il personaggio, lottava per fuggire dal penitenziario di massima sicurezza vicino a San Francisco. La fuga dai penitenziari è un genere prolifico e di successo nella cinematografia mondiale caratterizzato dalla grande fatica, sacrificio e inventiva che i fuggitivi di volta in volta dovevano dimostrare. Azioni eroiche spericolate a rischi altissimi, suspense, a volte fallimento a volte trionfo.

Adesso cari amici democratici di tutto il mondo non serve più niente di questo. Basta un piccolo dibattito su internet un comitatino, un gruppo di pressione che subito i politici a corto di qualsiasi azione propria oramai si lanciano in battaglie incredibili per la liberazione di questo o quel soggetto. Omicidi, spioni, terroristi, picchiatori non importa il reato se il tribunale del web o dei webeti direbbe Mentana ha decretato l’assoluzione i politici nazionali in ogni ordine e grado si lanciano in azioni di tutti i tipi per accontentare la folla. Dal più piccolo consigliere fino al presidente del Consiglio dei Ministri.

Nessuno di loro invero credo abbia visto il Gladiatore. Le scene in particolare in cui Commodo per ingraziarsi il popolo romano accondiscendeva a tutte le provocazioni ma il popolo stesso continuava ad osannare solo il gladiatore. Diciamo la versione romana del grazie Mario del duo Troisi Benigni declinata in ambiente medievale. (Leggi qui: Grazie Mario Reloaded).

Ma il popolo cambia idea

L’imperatore faceva il pollice verso, il gladiatore non uccideva il rivale. In genere disobbedire all’imperatore era una condanna a morte certa. Ma il popolo urlava Massimo il misericordioso, trovando doti dove prima erano difetti. E l’imperatore seguiva ob torto collo il volere del popolo. Talmente tanto pedissequamente che alla fine ci lasciava, giustamente le penne. Perché il popolo cambia idea tanto repentinamente quanto radicalmente.

Adesso non dico di studiare i classici per comprendere il rapporto potere folla, ma almeno una guardata al Gladiatore datevela. E che a nessuno venga in mente di leggere lo straordinario classico “La psicologia delle folle” di Gustave le Bon. Sarebbe eccessivo.

Per dirla più semplicemente il dibattito politico contemporaneo è fatto così. Si alza Cospito al 41 bis qualcuno dice “non è giusto” e parte il dibattito per liberarlo. C’è un tale Zaki prigioniero in Egitto? E mica è giusto, il Governo intervenga per liberarlo. La Salis va a pestare neofascisti in Ungheria? E che reato è, liberiamola subito e candidiamola alle Europee. E funziona pure, adesso andrà ai domiciliari su cauzione e se eletta immunità parlamentare europea. Il padre di costei, un soggetto unico, invece di ringraziare ha ululato contro il Governo perché a suo dire la cauzione la doveva pagare il Governo. A dimostrazione che se gli dai un dito si prendono tutto il braccio. Come diceva il Rutelli impersonato da Guzzanti rivolgendosi a Berlusconi: “t’avemo portato l’acqua co le orecchie, ma che ci volevi pure la scorzetta di limone?”.

Il ritorno di Chico

Giorgia Meloni incontra Chico Forti

Lo stesso comportamento di quel tal Zaki, uno che manco parlava italiano che non ha mai nascosto l’idiosicrasia per chi lo ha liberato, criticando anzi ampiamente.

Non ultimo il rientrante fresco fresco di ieri Chico Forti, condannato all’ergastolo negli Usa per omicidio, adesso sconterà la pena in Italia. Questo almeno a differenza degli altri non ha sputato veleno sulla Meloni che si è data da fare per liberarlo l’ha anzi sinceramente ringraziata insieme al Governo tutto. Ma in una modalità freudianamente particolare. “Ringrazio Giorgia Meloni che è stata un personaggio fantastico, insieme a tutto il governo. E indipendentemente dalle ideologie politiche mi ha aiutato”. Così ha testualmente detto.

Ecco questo “indipendentemente dalle ideologie politiche” ricorda a me che seguo la vicenda da tempo, che la battaglia su Chico Forti fu una battaglia di molti esponenti di sinistra. Lui stesso non ha mai celato la sua preferenza politica. Cito tra i più ferventi sostenitori Luigi Manconi il marito della Bianca Berlinguer ma molti altri.

Promessa mantenuta

Giorgia Meloni

Però oggi sui social personali della nostra Presidente del Consiglio campeggia l’intervista a Chico Forti con sotto la didascalia “promessa mantenuta”. Qualche maligno sotto ha commentato che era l’unica mantenuta. Ma sono battute.

Quello che interessa me è che in piena campagna delle Europee l’argomento centrale elevato addirittura a promessa politica sia il trasferimento di un omicida dagli Usa. Perché io il passaggio in cui si eleggevano questi temi di piccolo cabotaggio giudiziario a temi politici di rilevante importanza francamente me lo sono perso. Eppure osservo una classe politica intera dibattere solo di questi casucci che francamente poco interessano. Queste fughe da Alcatraz 2.0.

E stride come invece l’opportunità di un dibattito tra la leader di governo e quella di opposizione possa saltare per cavilli burocratici da par condicio. L’unica occasione in cui si sarebbe stati costretti a spiegare quali sono le visioni in campo per la costruzione del futuro governo europeo. Fare scoprire le carte dare informazioni programmatiche ai cittadini. Annullata.

Nemmeno sanno che si vota

La campagna Ue per il voto

Vi sarete resi conto anche voi che noi stiamo per andare a votare ma nessuno sa su cosa si baseranno le scelte dei nostri futuri eletti. Io incontro persone addirittura ad uno stadio inferiore: che non sanno proprio che si vota. Non solo gli argomenti. Allora non so se il dibattito saltato da Vespa si tratti di una fuga strategica di una delle due contendenti e non solo il risultato del frignare degli altri leader di partito consideratisi esclusi. Ma di sicuro è una fuga della politica dai cittadini.

Perché in nessuna nazione civile al mondo la soluzione al problema della par condicio invece di essere una maggiore partecipazione diventa l’eliminazione totale del dibattito. Che per me è un elemento gravissimo di decadimento della qualità politica. Non dico quelle belle Tribune Politiche affollatissime, i ping pong, i Mixer le litanie della Prima Repubblica. Ma almeno un bel dibattitone tra i principali leader stile Seconda Repubblica datecelo. Per amore del cielo e della politica. Qualche bello scontro per cui tifare partecipare schierarsi.

Anche se poi finiremo tutti dentro lo stesso governo europeo perché la conclusione è quella. Almeno dateci l’impressione di stare decidendo qualcosa. Solo questo chiediamo. Non vogliamo decidere veramente, fatecelo solo credere. Chiedo troppo lo so. Perdonatemi. Ma vedrete che molti non andranno a votare proprio per queste ragioni.

I dibattiti che mancano

Giovanni Toti (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

E sulla stessa scia giudiziaria oggi la notizia che hanno beccato Fleximan. Ricordate quello che tagliava gli autovelox segando i pali. Un pacioso veneto di quarant’anni. E che ha detto la gente? “Lui dovevamo candidare alle Europee”.  Vedete tutto torna.

O il dibattito sull’arresto di Toti il presidente della Liguria. Con picchi di dibattito tra quelli schierati per l’innocenza maldestra e quelli che senza dubbio lo additano di essere un rude mafioso. Oramai sta mafia è dappertutto. Ma ce lo vedete Toti mafioso? Io lo chiamo da anni simpaticamente il topolone. Perché come lo vedo mi ricorda Gas gas ricordate il topo cicciottello che veste e aiuta Cenerentola nel classico Disney? Riguardatelo e ditemi se non è lui. Identico.

Ma a parte gli scherzi anche questo è un altro tassello del dibattito politico che ormai coincide esattamente con quello giudiziario. C’è una identità quasi perfetta ormai. Perdonatemi una nota non politica ma curiosa l’unico di cui non si parla mai è quel Turetta orribile assassino della povera Cecchettin. Per un caso così clamoroso non una foto, una dichiarazione, una indiscrezione dal carcere, una velina: niente. Come scomparso nel nulla. Ma è solo una curiosità.

La fuga al centro

Allora per concludere questo mio modestissimo ragionamento il centro della politica oggi è esclusivamente giudiziario. Ed il tema principe è la fuga.

La fuga è diventato un valore in politica, tanto quanto lo è stata in amore per secoli. In amor vince chi fugge. Chi non lo ha ripetuto. Ma in politica siamo sicuri valga lo stesso adagio? Lo vedremo presto.

Io nell’incertezza ho rispolverato Schopenhauer. “Le vie di fuga e di liberazione dal dolore”. Ricordate? Ne ha scritto nobilmente. E ne individuava tre: l’arte, la morale della compassione e l’ascesi. L’arte ha una capacità liberatoria perché forma di conoscenza disinteressata. La morale della compassione invece perché comporta un impegno a favore del prossimo. L’ascesi invece toglie la volontà. Consiste nella negazione del desiderio nell’astenersi volontariamente da ciò che è piacevole da ricercare ciò che è spiacevole.

Si lo so oggi mi richiama qualcuno e mi dice daje co ste citazioni filosofiche, scusate colpa del liceo classico. Ma sono così utili. A me lo sono per dire che la filosofia ha sempre una via di salvezza per l’uomo. Anche tra mille opinioni diverse. La fuga dal dolore Schopenhauer la codifica. L’uomo ha la possibilità di fuggire dal brutto. Ancora di più dal dolore. La fuga ha un valore benefico allora.

frame dal film Arancia Meccanica

Ma siccome i filosofi tedeschi non li legge più nessuno, a me sembra più che ci tengano inchiodati ad una sedia con gli occhi obbligatoriamente spalancati ad osservare questa realtà che ci circonda. Esattamente come in Arancia Meccanica di Kubrik nella la scena in cui Alex de Large al secolo Malcom Mc Dowell viene costretto a guardare interminabili video con uno strumento meccanico che lo costringe a tenere gli occhi aperti. Potentissima.

Se anche voi siete presi da questa opprimente sensazione di dover guardare obbligatoriamente cose che non vi interessano avete una inaspettata via di uscita: dedicatevi alla nobile arte della fuga. Va di moda e siete ancora in tempo. Per ora.