L’accanimento terapeutico dell’Europa

Un editoriale duro e ironico sull’Europa che persevera in politiche inefficaci: agricoltura, guerra, green deal e migrazioni diventano esempi di un accanimento terapeutico che ignora i dati e scarica i costi sui cittadini.

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

È un ossimoro l’accanimento terapeutico. L’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro.

l’Europa sembra essersi specializzata nei controsensi infatti. In genere si parla di accanimento terapeutico quando si somministrano determinate cure ma consapevoli che probabilmente non hanno effetto. Ma si continua a dispensarle.

Questo sembra essere l’unico elemento logico che guida alcune scelte che in questi anni caratterizzano l’azione delle istituzioni di Bruxelles.

I trattori a Bruxelles e la patata come simbolo

La protesta a Bruxelles con i cumuli di patate

Prendiamo alcuni casi anche di questi giorni. Le avete viste le proteste degli agricoltori nella capitale belga?Incredibile sono entrati con i trattori fino a dentro le istituzioni. Con una protesta durissima hanno messo a ferro e fuoco lunghissime ore le istituzioni europee. 

La scena di vedere la polizia che attacca persone che protestano per il loro lavoro, per la loro vita, io la trovo sempre raccapricciante. In questo caso ancora di più.

La più bella tra le proteste ha visto grossi camion scaricare sulle strade tonnellate di patate. All’inizio hanno solo ostruito la circolazione ma una volta schiacciate hanno formato una poltiglia viscida e spessa che non permetteva aderenza alle macchine che la percorrevano che quindi rimanevano li a slittare. Tutto questo nel centro del centro della politica europea.

E non fate battute sul fatto che la patata sia pericolosa.

Mercosur, Magreb e l’agricoltura sacrificata

Ma perché protestavano? Per l’accordo fatto col Mercosur che sarebbe l’associazione dei Paesi sudamericani ai quali veniva dato un vantaggio commerciale per le esportazioni in Europa.

Aldo Mattia (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Giustamente i contadini europei si chiedono ma perché l’Europa si occupa di favorire le importazioni agricole invece di sostenere l’agricoltura dei Paesi europei? Come hanno spiegato giovedì su Teleuniverso il vicepresidente nazionale di Coldiretti David Granieri ed il deputato Aldo Mattia (una vita in Coldiretti con incarichi di vertice): se possono importare da noi i loro prodotti allora gli si imponga di adottare le stesse regole che siamo costretti ad applicare noi agricoltori italiani nelle nostre stalle e sui nostri campi. Ed hanno ragione alla grande. Ma si tratta di puri interessi di parte affermati attraverso decisioni geopolitiche.

Se volete un altro esempio guardate gli stessi tipi di accordi con le nazioni del Magreb. Risultato? L’Italia è passata dal primo al quarto posto nella produzione mondiale di olio di oliva. Superata quest’anno addirittura dalla Tunisia che ha beneficiato di massicci aiuti europei.

Ma perché li aiutiamo? Perché dovrebbero stabilizzare l’economia e ridurre le ondate migratorie in Europa. Ma le ondate migratorie sono aumentate e loro ci hanno superato in produzione. Pensate che c’è qualcuno che si sia seduto abbia analizzato i dati e detto ma facciamo qualche correzione? Nessuno ve lo dico io. E questo è un fulgido esempio di accanimento terapeutico.

Ucraina, Grecia e doppi standard

La grande manifestazione di Piazza Syntagma ad Atene

Che dire poi del recentissimo accordo per rifinanziare la guerra in Ucraina. Novanta miliardi di euro. Per un Paese che non è europeo. Ricordate per pochi miliardi cosa fecero alla Grecia la fecero fallire. Ed era la culla della civiltà europea.

Adesso oltre ai millemila miliardi in armi finanziamo anche una guerra che tutti hanno capito ormai sia giunta al capolinea con la prevalenza Russa. Il direttore su questo punto non è d’accordo e sostiene che si stia combattendo una guerra con cui arginare il neo imperialismo russo, intenzionato a restaurare la cortina di ferro con i suoi confini. Ma a prescindere dalle finalità: accanimento terapeutico? Ma certo.

Per un Paese poi recentemente sconvolto da scandali milionari dei funzionari attorno a Zelensky, personaggi che facevano i loro bisogni su sanitari fatti in oro. Roba da film sui gitani.

Zelensky, elezioni e paradossi

Volodymyr Zelensky (Foto © President of Ukraine P.O.)

E Zelensky, che cambia posizione ogni giorno, ha detto se ci date i soldi rinunciamo a entrare nella Nato”. Come se fosse un diritto acquisito. Affermazione che non si può che commentare con stupore e sgomento.

Il presidente ucraino non sa più oramai come procrastinare le elezioni, dice non si possono fare per la guerra. Ma intanto giocano normalmente il campionato di calcio.

Putin furbo come una faina, letta la dichiarazione dilatoria di Zelensky ha dichiarato potremmo fermare le ostilità nei giorni del voto”. Ben sapendo che il leader ucraino ha una popolarità ai minimi termini e rischierebbe di perdere e anche sonoramente.

Green Deal e industria sacrificata

Foto Tony Vece © Ansa

Forse un altro esempio ancora chiarisce meglio il concetto dell’accanimento terapeutico. Il green deal. Che tutti siamo d’accordo nel migliorare l’ambiente è certo. Sono gli strumenti per arrivarci che dividono le opinioni.

Gli strumenti individuati dall’Ue sono risultati catastrofici. Praticamente in tutti i settori di investimento. Primo fra tutti l’automotive praticamente distrutto a favore dei costruttori cinesi che oramai la fanno da padroni. Prendete la 500 elettrica. Sapete quante ne hanno vendute in Europa lo scorso anno? Trecento. Si trecento. Un numero ridicolo ed insostenibile economicamente.

Ma l’Europa ha cambiato rotta? No. Accanimento terapeutico ad oltranza.

Migrazioni: obbligo e beffa

(Foto: © DepositPhotos.com)

Vogliamo citare al volo anche le politiche migratorie? Funzionano? no. Ma le manteniamo anzi le implementiamo. I flussi spettanti all’Italia in questo nuovo accordo sono più alti del passato. Anche su questo il direttore non sarà d’accordo: sostiene che la contaminazione tra popoli ci ha fatto crescere ed arrivare fino a dove siamo oggi, e che se gli americani non avessero aperto le frontiere oggi non avremmo avuto Steve Jobs. E né io né lui avremmo un computer decente sul quale scrivere.

Ma quello che mi rende perplesso in modo assoluto è che il nostro Paese non potrà godere di una norma che hanno invece gli altri. Come ad esempio l’Ungheria che già lo utilizza. Rifiutarsi di fare entrare i migranti e pagare per questo una multa.

L’Ungheria paga un milione di euro al giorno all’Europa per tenere chiuse le sue frontiere. L’Italia no. Quindi oltre al danno anche la beffa. Siamo arrivati all’immigrazione obbligatoria. Ed accanita.

Tra eutanasia e accanimento

Senza entrare nel tema basti ricordare che l’argomento accanimento terapeutico è cardine del dibattito sulla eutanasia.Della quale l’accanimento terapeutico è l’opposto. Certo fa pensare che se il parallelo funziona la UE sembra stia lottando concettualmente tra l’eutanasia e l’accanimento terapeutico. Tutti e due esiziali per questa istituzione. Allegria direbbe Mike Bongiorno. Se le prospettive sono queste.

Forse fanno bene gli agricoltori a difendersi con il lancio della patata. Ah a proposito quelle non schiacciate venivano raccolte e portate a casa da passanti felici. A me ha ricordato “Servi della gleba” di Elio e le Storie Tese. Un titolo agricolo che racconta uomini che inseguono donne che non li considerano. E pur comprendendolo continuano a farlo. Ecco un caso chiaro di accanimento terapeutico.

L’importante per noi è che nel nostro rapporto con l’Europa non si finisca come Elio che nella canzone arriva a dire: “se vuoi mi metto una scopa nel sedere e ti pulisco la stanza”.

Speriamo solo che dall’accanimento terapeutico non si passi davvero a fare i servi della gleba. È una possibilità tutt’altro che remota. Ma io credo proprio, non se ne abbia nessuno, di non essere portato per il ruolo. Unicuique suum.