Lo stato etico tra il  ministro sapiens,  il sesso scritto e lo spid per gli onanisti

Un’analisi provocatoria sullo “stato etico” tra nuove norme sul consenso, controllo digitale e libertà individuali, che intreccia politica, filosofia e costume per denunciare una crescente invasione dello Stato nella sfera privata.

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

Il ministro sapiens Carlo Nordio lo ha detto veramente! Vestito di pelle di mammut e con la clava in mano, mentre dalla caverna teneva una conferenza sulla violenza contro le donne, lo ha detto veramente: con lo stesso tono con cui lo diceva l’homo sapiens. Parole sue: “L’uomo da millenni è abituato a dominare sulla donna. Nel codice genetico dell’uomo c’è una resistenza alla parità dei sessi“. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di sabato 22 novembre 2025).

Fantastico ho pensato io dall’alto del mio conclamato spirito maschilista: finalmente uno che rimette le cose a posto. Il ritorno al Diritto Naturale. Ma la gioia è durata poco perché dall’altra stanza mi è arrivato un urlo che c’era da buttare l’immondizia e dare da mangiare ai cani. Ed io, zitto zitto, mi sono alzato per adempiere ai miei doveri. Borbottando si ma piano per non farmi sentire troppo. Non si sa mai.

Comanda la donna

È sempre la donna a comandare

Perché quello che ha detto Nordio purtroppo è una cavolata: è la donna che comanda da millenni. Ma senza nessun dubbio. Lo avevano capito così bene i nostri antenati che la parola donna deriva da domina, tradotto dal latino colei che comanda. Non è che si sono nascoste ve lo hanno proprio detto. E da millenni ogni donna è domina.

Si noi facciamo sta scena che comandiamo noi, il maschio italiano, la virilità, battiamo i pugni. Ma comandano loro: le donne. Poi noi uomini ci dividiamo in due categorie. Quelli che lo negano, che continuano a prendere mazzate senza fine. E quelli come me che lo hanno capito subito ed hanno abdicato al potere per non perdere tempo e vivere serenamente. Abdicato al potere ma non al ruolo eh ancora qualche pistolotto maschilista per non dare l’impressione di essere troppo succubi lo facciamo sempre. Ma è finzione scenica.

La nuova legge

(Foto © Depositphotos.com)

Ma la cosa singolare è che queste dichiarazioni del Nordio Sapiens arrivano nella conferenza stampa per presentare alcune nuove norme sulla violenza sulle donne. Ed al netto che il problema è ovviamente molto serio e grave queste dichiarazioni e la struttura stessa delle norme si sono prestate ad un dibattito molto frizzantino in settimana. (Leggi qui: «Only yes means yes» e finalmente l’abbiamo detto).

Eh si perché la nuova legge già passata alla Camera ed in attesa della conferma in senato introduce un concetto semplice: senza consenso è stupro. E questo consenso deve essere “libero ed attuale”. Diciamo subito che, pensando ai numerosi casi di violenza recenti ed in continuo aumento, la legge affronta un tema giustissimo e forse darà lo strumento per risolvere alcuni casi che prima erano sul filo del dubbio.

Ma è la sua applicazione pratica che ha tenuto banco per tutta la settimana nel dibattito sui social. Tutti si sono sbizzarriti sul tema del consenso libero ed attuale ad immaginare quali fossero le forme con cui questo consenso andava manifestato. Chi propendeva che bastasse il consenso orale ma alcuni obiettavano “e se te lo toglie mentre è in corso l’atto”? Altri propendevano per la forma scritta. Alcuni predisponendo già dei moduli molto dettagliati da sottoscrivere prima dell’atto in cui spuntare le varie prestazioni da effettuare a scanso di equivoci. Insomma uno storico passaggio tra il sesso orale e quello scritto. Anzi sottoscritto.

C’era una volta l’amor cortese

Lancillotto e Ginevra

La materia effettivamente non è di facile districazione considerando che già oggi più del 50% delle denunce per stalking e violenza sono riconosciute false dal principio. Ma se questa legge dovesse servire a condannare almeno uno di quelli che hanno veramente commesso abusi e resterebbero impuniti allora avrebbe fatto il proprio lavoro egregiamente.

A me ogni volta però viene da pensare letterariamente all’ “amor cortese” quella concezione dell’amore nata nel medioevo nelle corti del sud della Francia con i trovatori che descrive un sentimento nobile e raffinato che poi da noi è sfociato nel “dolce stil novo”.

Ricordate il Cavalcanti ed il Guinizzelli che col suo verso “Al cor gentile rempaira sempre amore” fa da manifesto alla concezione dell’epoca del rapporto uomo donna. Il cavaliere che in modo estenuante e cortese per l’appunto corteggia la pulzella finché ella cede alle sua lusinghe. E il cavaliere declama: “o pulzella o pulzella mi lasci attentare alle sue virtù” e lei obbligatoriamente sempre: “no messere no messere che dite”. Poi alla fine anche se non si dovrebbe dire cedeva eh. Ma dopo molti tentativi! E tra me e me pensavo che con la legge attuale questi cavalieri minimo li arrestavano tutti. Che paradosso eh.

Fine del corteggiamento

Ma quanto era bello quel rituale di corteggiamento cortese, continuo, appassionato. Anche quei no che però in quell’epoca potevano anche voler dire di si. Ecco questa legge non sappiamo quanto funzionerà contro la violenza ma di sicuro un punto fermo culturale lo segna: rischia di portare alla morte definitiva dell’erotismo e del corteggiamento.

Un piccolo punto nel percorso di “rieducazione” dell’uomo e della sua progressiva demascolinizzazione. E la colpa è proprio degli uomini che incapaci oramai a conquistare una donna ricorrono alla violenza. Che non è mai giustificabile in alcun modo. Alcuni dicono per retaggio culturale, io ritengo più per incapacità conclamata. Ma per me allargando ancora di più lo sguardo tutto questo ha un solo nome: Stato Etico. E ne parleremo fra breve subito dopo avervi fatto un altro esempio.

Abbiamo capito che lo Stato ormai ci ha detto come dobbiamo fare l’amore. Con quali modalità e limiti. In precedenza ci aveva detto pure dove e spesso anche con chi quando vigevano ancora le leggi sull’infedeltà coniugale. Lo Stato è diventato guardone.

Lo Stato Guardone

Lo è talmente tanto che non si accontenta di disciplinare il rapporto tra i due sessi. Vuole sapere pure come lo fai da solo. Si perché molti non hanno notato che il dodici novembre scorso entrava in vigore la legge che prevede che per accedere ad un sito porno tu ti debba qualificare, identificare e iscrivere attraverso lo Spid. Si avete capito bene serve lo Spid anche per una innocua e soddisfacente masturbazione solitaria. E se oggi lo stato si accontenta di sapere tramite gli accessi quando ti fai le pippe presto, attraverso le preferenze a cui tu acconsenti ogni volta in cui entri su un sito, saprà anche su che cosa le fai.

Lasciamo stare l’aspetto ludico e ridicolo di questa misura ed anche che nessuna delle grandi piattaforme si è conformata alla legge pensando che è certamente un’assurdità tutta italiana. Ma anche questo ha una parola sola: Stato etico. Oltre che guardone si intende.

La famiglia nel bosco

Ma per questa settimana non basta. Ricordate il caso della famiglia nel bosco trattato la scorsa settimana. Bene i giudici hanno disposto l’allontanamento coatto dei tre bambini dalla famiglia portandoli in una struttura specializzata. La decisione peggiore che si potesse attendere. Applicazione esatta di una ideologia malata e dello stato etico. Ti tolgo i figli perché non hanno il bagno e non vedono altri ragazzini. Perché invece allontanarli violentemente dai genitori gli fa bene. Ipocrisia allo stato puro. Mentre nella stessa settimana i giudici hanno lasciato i figli in custodia a due mamme che poi li hanno brutalmente uccisi e fingono di non vedere violenza e degrado nei campi rom di tutta Italia. (Leggi qui: La famiglia nel bosco, il Nuovo Mondo e la Lebensborn).

Allora lo Stato oggi vuole dirti come vivere la tua vita, come devi educare i tuoi figli, dove li puoi fare stare, poi vuole dirti come devi rapportarti con le donne, come devi fare sesso e come se non bastasse anche come e quando devi masturbarti. Se non sono aberrazioni da stato etico queste.

Lo Stato etico

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Ma di cosa parliamo esattamente quando diciamo questa formula. Lo Stato etico è una forma istituzionale in cui l’istituzione statale è considerata il fine ultimo delle azioni individuali, teorizzata da filosofi come Hobbes e Hegel.

Il concetto di Stato etico si riferisce a una forma di governo in cui l’istituzione statale è vista come il fine ultimo a cui devono tendere le azioni dei singoli individui. Questo concetto è stato teorizzato appunto da filosofi come Thomas Hobbes e Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Hobbes, considerato il padre della filosofia politica moderna, sostiene che gli individui devono sacrificare parte della loro libertà per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole stabilite, creando così un contratto sociale. Il suo modello culmina nel concetto di Leviatano, un’autorità centrale che rappresenta la forza collettiva degli individui. 

Hegel, d’altra parte, definisce lo Stato come una sostanza etica consapevole, in cui lo Stato non è solo un garante dei diritti individuali, ma l’espressione più alta della vita spirituale della comunità. Secondo Hegel, lo Stato è la fonte di libertà e norma etica per l’individuo, ponendosi come fine supremo e arbitro del bene e del male. Avete capito sacrificare parte della propria libertà per garantire le regole. Io ho i brividi solo a sentirlo.

Lo Stato organico

(Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

È importante poi non confondere lo Stato etico con lo stato organico o tradizionale. Mentre lo Stato organico riconosce la legge naturale e si costruisce su di essa, lo Stato etico non riconosce alcun limite al di fuori di sé e crea la propria morale. In questo senso, lo Stato etico si pone come fondamento di se stesso, senza ammettere un giudizio esterno. Chiaro vero. “Io so io e voi non siete un cazzo” come semplificherebbe il Marchese del Grillo.

Il concetto di Stato etico evidentemente alla luce di quanto analizzato ha implicazioni significative nella politica contemporanea, poiché può portare a forme di totalitarismo, dove il bene e il male sono imposti dallo Stato stesso, piuttosto che derivare da un contratto sociale condiviso. Questo porta a una riflessione critica su come le istituzioni statali interagiscono con i diritti e le libertà individuali. 

In sintesi, lo Stato etico rappresenta una visione complessa e spesso controversa del ruolo dello stato nella vita degli individui e nella società, con profonde radici filosofiche e implicazioni politiche. E non datemi del rompiscatole è talmente evidente che ci arriverebbe chiunque. Sono tutti passaggi di uno stesso disegno. Tutti frutti di questa deviazione culturale. È chiarissimo.

Ci lascia Ornella

Poche ore fa è scomparsa Ornella Vanoni una cantante unica ed inimitabile. Una grande personalità una donna affascinante e molto erotica. Ricordate quando posò ma senza eccessi per Playboy, quando raccontava il sesso e le droghe con Strehler o quando in un intervista tra tutte donne che esaltavano il lato B degli uomini lei disse candidamente io continuo a preferire il lato A. Le sue canzoni sono dolci e romantiche ma anche alcune erotiche ed più esplicite. (Leggi qui: Ornella, la Signora dell’ironia che al Teatro Romano lasciò una scia di vita).

Rossetto e cioccolato” per esempio: peccati di gola e di carne tutto insieme in unica canzone il cui testo è pieno di allusioni tutt’altro che velate. Anzi è zeppo di versi che descrivono i dettagli di un incontro sessuale. Più romantica invece ad esempio “Imparare ad amarsi” che sembra anche esso un titolo vagamente da Stato etico e che parla del bisogno di prendersi cura di se stessi senza dipendere dall’approvazione altrui e non sacrificare il proprio equilibrio per piacere agli altri. Un concetto un po’ egoista ma politicamente corretto diremmo.

Entrambe bellissime canzoni ma non tarderà ad arrivare il momento in cui per ascoltare la seconda più da “educanda” si potrà fare liberamente mentre per sentire la prima quella da “baddie” e più esplicita è capace che ci chiederanno lo spid prima di poterla ascoltare.

E con tutto il rispetto per lo Stato etico e per il rossetto il cioccolato è cioccolato. Non si resiste mai ai dolci. Inutile regolamentare la golosità qualunque essa sia per legge. Non funziona. È come se chiedeste ad un orso di firmare un contratto prima di mangiare il Miele. Provate, vediamo come va a finire.