Dal caso Conte-Piantedosi alla vicenda Del Mastro, dalla crisi energetica all'eliminazione dell'Italia dai Mondiali: non sono mancate in questi giorni tante sorprese in un crescendo rossiniano. Ostacoli imprevisti che creano imbarazzi, difficoltà, problemi ai cittadini e delusioni.
“Qualsiasi sorpresa era una rottura di palle immensa. Buona o cattiva che fosse, perché la sorpresa era un deragliamento, un ostacolo improvviso davanti alla regolarità della noia esistenziale, un imprevisto che lo costringeva a reagire, a rispondere, a prendere una decisione. E sapeva anche che una sorpresa non arriva mai da sola”. Così scriveva Antonio Manzini, l’autore da cui hanno tratto la bella serie Rocco Schiavone, in un libro che si chiama Pulvis et umbra. Ed aveva ragione soprattutto sul fatto che le sorprese non arrivano mai sole.
Devono essersene accorti anche la Meloni, Trump e molti dei personaggi in voga in Europa e nel mondo visto che ultimamente le sorprese non mancano di certo. Dalle più amene come le relazioni extraconiugali fino alle più serie come le guerre.
Rocco Schiavone ed i livello di rotture di co….ni

Sarà stato sorpreso pure Rocco Schiavone al secolo Marco Giallini quando gente come Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi ha chiesto un’interrogazione parlamentare e la cancellazione di una serie come Rocco Schiavone, e solo perché il protagonista è un poliziotto che si fa le canne. Ci sono moralismi e moralismi. A proposito di sorprese una ha raggiunto il povero Gasparri silurato da capogruppo.
Ma il Rocco Schiavone della serie è un personaggio sui generis. Da vicequestore ha istituito un decalogo delle rotture di coglioni che riservano le sorprese. Ci sono 10 livelli di rottura di co….ni, da quello meno fastidioso a quello più insopportabile. A dire il vero il protagonista interpretato da Giallini parte dal sesto livello e sale fino al decimo. Il decimo sono gli omicidi.
Vai a capire la Meloni ad esempio se ha lo stesso metodo di catalogazione con tutte le sorprese uscite collateralmente. A partire dal no inaspettato al referendum fino alla sostituzione dei ministri. Fino al nuovo affaire extraconiugale con protagonista Piantedosi e la avvenente giornalista ciociara Claudia Conte. Replica simile al caso Boccia-Sangiuliano finito a dimissioni e denunce.
Il caso Conte-Piantedosi

Io la immagino poverina Giorgia assediata nel suo ufficio coi funzionari ed i segretari che entrano ed escono per informarla delle evoluzioni del momento. Entra uno e informa sul conflitto con l’Iran. Il successivo che ammonisce sugli aumenti della benzina e del costo della vita. Poi l’ultimo miserrimo che annuncia che l’amante di Piantedosi ha fatto outing ed è scoppiato un casino.
E lei che sprofonda disperata sulla poltrona mormorando“non ce la faccio più” come la moglie torinese di Furio in Bianco Rosso e Verdone. Furio era quello che si faceva mandare a quel paese dall’Aci mentre chiedeva le previsioni del tempo e le diceva “Magda tu mi adori e allora lo vedi che la cosa è reciproca”.
Magari tra un po’ anche lei chiederà ai suoi collaboratori come fa Rocco Schiavone, prima di entrare, di classificare le notizie secondo una precisa scala di rotture di coglioni. Diventerà una necessità per non impazzire.

D’altronde il caso è un po’ particolare. La signora si fa intervistare da Money il cui conduttore era prima a radio Atreju quindi non proprio un bolscevico. E le fa la domanda pilotatissima sulla sua relazione con Piantedosi che risulta tra l’altro super sposato con prole.
E lei candida dice “non posso negarlo” ma sono molto riservata sulle mie cose personali. Ah fresca, alla faccia della riservatezza dirlo in un intervista. Io a vederla ho strabuzzato gli occhi. A parte il livello recitazione zero. Ma si capiva bene che era super concordata. Resta solo da sapere il perché a questo punto.
Le interviste impossibili
C’è chi come Travaglio pensa alla vendetta di lei contro lo stesso ministro. Chi come Renzi pensa che sia un regolamento di conti interno al centro destra. Chi come me pensa che siano tutti dei fagiani. Si distingue Lilli Gruber che da vera intellettuale di sinistra consiglia la Meloni di “obbligare i suoi ministri a tenerlo nelle mutande”. La classe è classe.

Sembrava di vedere le mitiche “interviste impossibili” della Gialappas dei tempi d’oro. Col calciatore che diceva “sono pienamente d’accordo a metà col mister”. Ma le interviste di questi giorni le superano di gran lunga.
Lo stesso ho strabuzzato gli occhi a guardare il video dell’avvocato Gallo, legale della famiglia Caroccia quella indagata con Del Mastro, il viceministro costretto alle dimissioni per questa vicenda. Gallo in realtà era famoso solo perché stava un giorno si ed uno no in tv a parlare del caso di Garlasco.
All’uscita dell’udienza, testuale, dice che i soldi dell’operazione ristorante li ha messi quasi tutti Del Mastro. Dice che è un benefattore, col tono di uno che fintamente lo sta aiutando invece lo ha messo in un mare di ulteriori guai. Anche qui fuoco amico? Non è il massimo dichiarare che è un viceministro a finanziare il ristorante di uno in odore di mafia e riciclaggio. Non lo qualificherei proprio come un aiuto diciamo.
E infatti i verbali delle deposizioni della Caroccia, già pubblicati ovunque in ossequio al segreto istruttorio, confermano la dazione di 45 mila euro. Ecco la vera sorpresa: prima i politici prendevano i soldi dalla mafia adesso li danno. Si scherza ma è un bel paradosso direi.
La sorpresa della crisi energetica

Come dicevamo all’inizio le sorprese non vengono mai sole. È l’effetto sorpresa. Come quello su cui contava Trump bombardando all’improvviso l’Iran. E sorpresa sorpresa l’Iran non solo resiste ma contrattacca. Soprattutto blocca lo stretto di Hormuz. E chi paga il blocco navale? I contribuenti ovvio con benzina ed energia alle stelle. Non si sa bene poi il perché visto che riserve ce ne sono molte, è solo la solita speculazione. E il costo della vita sale alle stelle.
Infatti Meloni parte due giorni fa a sorpresa per un viaggio nei paesi arabi in cerca di soluzioni condivise per allentare la stretta energetica. Ma dove è finito il piano Mattei che doveva salvarci? Trump se la ride perché gli Stati Uniti sono autosufficienti energeticamente. Soprattutto da quando estraggono tramite il fracking cioè la frantumazione delle rocce il petrolio ed il gas con una tecnica che prima non veniva utilizzata perché illegale.

Allora ne risente solo l’Europa. Fatta di gente che si fa prendere sempre di sorpresa. Eppure con la guerra in Ucraina dice che avevano dei piani di sicurezza energetica infallibili. Si è visto, adesso arriva il caldo riesumeranno Mario Draghi per dirci di non usare i condizionatori. Gli Usa intanto si godono il loro petrolio e ci vendono gas al triplo del prezzo di quello russo che però noi non compriamo più perché Calenda si è tatuato slava ucraina.
Ci siamo messi nelle peggiori condizioni dal punto di vista energetico. In un cul de sac dicono i francesi. Dobbiamo dipendere a turno da altri che sempre a turno ci prendono a pizze in faccia e ci triplicano i prezzi. Dei geni veri.
Ramadan, Pasqua e il flop… mondiale
Io poi voglio aggiungere la mia sorpresa personale pasquale. Da Milano a Bologna fino all’Inghilterra e alla Francia quest’anno festeggiamo il Ramadan. Che altri non è che la brutta copia della Quaresima che invece non celebriamo più perché demodé. Un sintomo di ebetismo culturale oltre che religioso che detesto con tutte le mie forze. Col principe Carlo, un altro intelligentone, che fa un discorso sul Ramadan e non cita nemmeno la Pasqua.

Eppure noi celebriamo la Pasqua di risurrezione che ha un valore evocativo potentissimo, radici che vogliamo cancellare con sopraffazione. Abbiamo ridotto anche la Pasqua ad un evento commerciale. Tutti pronti ad adorare il dio ovetto kinder con la speranza di trovare come sorpresa il batmanetto montabile. Una tristezza assoluta.
Ma la sorpresa pagana della settimana è stata l’eliminazione dell’Italia dai mondiali. Come dite? Sono tre mondiali che ci eleminano non può essere considerata una sorpresa? E avete ragione è un’abitudine oramai. Siamo mollicci pure nel calcio dove eccellevamo anche nei momenti più difficili della nostra storia.
Tristezza a palate
Ma c’è un comune denominatore in tutte queste sorprese, diamine non ce n’è una positiva. Mai che succede come canta Renga in una canzone che si chiama la sorpresa appunto “la sorpresa di un raggio di sole in una giornata di pioggia in città”. Invece “tristezza a palate” come canta Mariottide, il personaggio di Maccio Capatonda. Tristezza a palate!

Forse avevano ragione come sempre gli antichi greci. Per Aristotele, la filosofia nasce dalla meraviglia (thauma), che originariamente indicava uno stupore angosciante di fronte all’esistenza e alla vita stessa, non solo un semplice stupore piacevole. Questo senso profondo di sorpresa stimola domande fondamentali e riflessione critica, spingendo l’uomo a cercare spiegazioni e significati oltre l’ovvio.
E allora la domanda che ci facciamo noi: tutte queste soprese del cavolo almeno ci serviranno ad imparare qualcosa a renderci edotti attraverso l’esperienza. Per esempio sull’energia in Europa no. Ci facciamo sempre sorprendere come i polli. La sorpresa però è considerata in filosofia sia un’emozione improvvisa sia un motore di conoscenza e riflessione, capace di interrompere la routine e stimolare la meraviglia e l’apprendimento. Sorpresa come esperienza e motore di conoscenza.
La sorpresa non è un semplice disturbo della routine, ma il luogo in cui l’esperienza prende vita e si trasforma in apprendimento. Ogni vera esperienza nasce da una situazione in cui la continuità della vita è interrotta, generando uno squilibrio che richiede una risposta nuova. In questo senso, la sorpresa diventa scintilla della conoscenza, motore di innovazione personale e sociale, e strumento per sviluppare creatività e capacità di improvvisazione nella vita quotidiana.
La Resurrezione di Cristo, la sorpresa più grande
E per questo per ultima citiamo la sorpresa più grande e famosa della storia. La resurrezione di Cristo appunto. Che si creda o meno, che sia stata reale o meno di certo ha lasciato i suoi contemporanei a bocca aperta. Tanto da essere tramandata e celebrata da millenni.

La Resurrezione di Cristo è un simbolo di speranza e rinnovamento, rappresentando la vittoria sulla morte e la promessa di vita eterna. Le immagini e le opere d’arte che la rappresentano, come la fenice che risorge dalle ceneri, evocano la possibilità di una nuova vita. Questo simbolismo è essenziale per i cristiani, poiché rappresenta la vittoria sul peccato e sulla morte. La Resurrezione non è solo un evento storico, ma un messaggio di luce e salvezza.
L’uovo pasquale (non quello kinder), simbolo di nascita e trasformazione, riflette la potenza della resurrezione, suggerendo che la vita può fiorire anche dopo le difficoltà. Questi simboli sono stati adottati dai primi cristiani, fornendo una connessione visiva e spirituale con la resurrezione. Inoltre, le opere d’arte che raffigurano la resurrezione servono a ispirare e rinvigorire la fede dei credenti, ricordando loro che la speranza è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Dunque una sorpresa positiva la abbiamo è identica a se stessa da millenni ed è un grande messaggio simbolico. Anche se le sorprese contemporanee purtroppo sono solo quelle dentro le uova di cioccolata. E per averle per belle che siano c’è sempre qualcuno che rompe le uova.
Io sono fortunato nell’ovetto ho trovato il batman in miniatura l’ho montato e messo sulla scrivania. Mi guarda brutto però, chissà perché. Buona pasqua di resurrezione a tutti.



