Malpensa intitolata a Berlusconi: Silvio vola postumo, i fagiani ruspano

Una settimana ricca di spunti a partire dall'intitolazione dell'aeroporto milanese al Cavaliere tra polemiche e assenze. Poi l'assemblea dell'Onu con il Netanyahu-show e il forfait della Meloni che ha preferito la settimana della moda. Il congresso regionale di Forza Italia, la figuraccia di Vannacci, le difficoltà della sinistra e il ritorno di Grillo. E chi ne ha più ne metta

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

L’aeroporto di Milano Malpensa, il secondo scalo italiano ed uno dei più grandi d’Europa, è adesso intitolato ufficialmente a Silvio Berlusconi. L’inaugurazione in grande stile ha riportato tutti ai fasti del passato. Il fratello Paolo, che parla quasi come lui, era in gran forma. Ha corteggiato praticamente tutto il parterre femminile presente: segno che il Dna non mente. Almeno nella stessa generazione.

Polemiche e assenze rumorose

A fare da padrone di casa né Giorgia Meloni né nessun membro di Forza Italia nel Governo ma Matteo Salvini. Il motivo c’è: perché è stata proprio la Lega a proporre di intitolare lo scalo al Cavaliere. Anzi, all’epoca, al sorgere delle prime polemiche, i figli di Silvio sembravano quasi infastiditi. Infatti non ce n’era neanche uno. Segno che il Dna salta, a volte, le generazioni.

Silvio Berlusconi

La sinistra, a partire dal sindaco Beppe Sala, assente ovviamente. Lo stesso addirittura ha rivendicato di aver lottato contro l’intitolazione dello scalo: come sono cambiate le battaglie della sinistra negli anni.

Lo stesso avvenimento ha provocato uno scarico di bile a molti leoni da tastiera, che nonostante l’ex presidente sia passato a miglior vita, sbottavano in video scandalizzati rosicando anche post mortem.

Che vita grama. Il più simpatico chiedeva l’intitolazione dell’aeroporto di Firenze a Pietro Pacciani. Autore della pregevole poesia “Se ni’ mondo esistesse un po’ di bene”. Grande assente a Malpensa Antonio Tajani, inviato dal Governo all’assemblea Onu dove nel suo intervento ha sfoggiato un inglese alla Biscardi da fare impallidire anche lo “shock becaaause” di Matteo Renzi.

Meloni alla settimana della moda. Netanyahu-show

Forti polemiche sul fatto che la Meloni abbia preferito andare alla Settimana della Moda invece che all’Onu. Dopo un’estate dove i social erano pieni delle immagini della bionda premier in versione da super gnocca in costume ma create dall’intelligenza artificiale, deve aver pensato che era meglio la moda che l’Onu. Renzi subito ha incalzato: “figuraccia per l’Italia” e lei ha risposto a tono che il Made in Italy era importante altrettanto. Renzi ha risposto “scisscc”.

Benjamin Netanyahu

Si è però persa l’avvenimento più qualificante del summit americano di New York.Il discorso di Netanyahu, il premier israeliano che ha tirato bordate terribili. Ricordate alla notizia del suo arrivo il sindaco musulmano di New York Mamdani aveva annunciato di volerlo fare arrestare adempiendo ad un mandato di cattura internazionale. Ma subito dopo il governo federale gli aveva detto“ma andò vai, stà bono”. È così che il leader sionista ha scorrazzato libero in città.

Non solo, nel suo intervento ha dedicato lungo spazio al sindaco pistandolo senza remore con una sicumera invidiabile. E quando aveva finito con lui ha tirato fuori un cerca persone chiedendo se lo ricordavano, per poi aggiungere Hamas lo ricorda bene. Facendo riferimento all’azione militare dove cercapersone bomba avevano ferito e ucciso membri di Hamas che li usavano per non essere intercettati coi telefonini.

Siparietto a parte quando un ministro israeliano si è avvicinato all’Onu a quello iraniano offrendosi di regalare uno Starlink l’internet satellitare di Musk per darlo simbolicamente al popolo iraniano, che vive sotto censura, per dargli la libertà di informazione. L’iraniano ha risposto solo con un granitico “mucco di tufo” fissando il foglio davanti a lui.

Il congresso di Forza Italia

Antonio Tajani proclama vincitore Claudio Fazzone (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

Tajani invece ce lo hanno rispedito in tempo per il Congresso regionale di Forza Italia a Roma che ha visto l’elezione per acclamazione di Claudio Fazzone, senatore di questo territorio e da anni uomo forte del forzismo laziale. L’arrivo di Tajani ha messo in ambasce tutte le signore presenti, terrorizzate dalla scelta di quale gonna mettere dopo le uscite tragicomiche del vicepresidente nei giorni scorsi. (Leggi qui: Fazzone, il plebiscito già scritto. E qui: Top e Flop, i protagonisti di martedì 22 settembre 2026).

Rossella Chiusaroli, la Segretaria provinciale di Frosinone, sempre elegantissima, ha scelto direttamente un paio di pantaloni per non dare adito a dubbi. Saggia. Qualificante anche la presenza del sindaco di Anagni Daniele Natalia, ah no scusate era assente dicono per la trentordicesima vacanza di quest’anno: scherzi a parte, pare avesse “un impegno in Spagna” dicono gli addetti ai livori.

Si era notata già la sua assenza in un importante evento Sanofi ad Anagni dove era stato delegato a rappresentarlo il Vice sindaco: che ha incantato la folla (tra cui il presidente Rocca) con un discorso sui massimi sistemi. Alcuni sostengono che il vaccino lo abbia reso improvvisamente intelligente non si sa come. Lo stanno studiando. Ma forse era placebo. (Leggi qui: Stellantis svela i piani per Cassino Plant a Rocca il prossimo 20 ottobre).

Mastroianni e Tuffi gli anagnini al congresso

Danilo Tuffi

A rappresentare il sindaco della città dei papi al Congresso regionale c’era il fido segretario cittadino Rodolfo Mastroianni, segretario “a sua insaputa” dell’assessore regionale alla Sicurezza Luisa Regimenti. Nel senso che la Regimenti non sa proprio chi sia.

Al suo fianco Danilo Tuffi che dopo essersi fatto eleggere con una civica ha fatto il salto della quaglia in Forza Italia e in maggioranza sberleffando gli elettori. Lui ha il ruolo di supportare il Mastroianni: in pratica fa l’assistente dell’assistente. Ha pubblicato una bella foto sua con l’acclamato Segretario Regionale, la cui espressione era“ma chi è chisso”. Poi tornato ad Anagni è volato a ballare con le brasiliane sculettanti alla festa dei neo cinquantenni all’agriturismo il Sogno. Che dopo tale avvenimento ha iniziato a valutare la possibilità di cambiare il nome ne “L’Incubo”.

Della serie I Nuovi Mostri, si è auto riesumato anche Gianfranco Fini, pronto in ogni momento a dispensare una parola buona per tutti. Dopo aver passato l’estate come sempre al Circeo a fare da badante alle attempate signore presenti ha avuto un sussulto contro Vannacci in questi giorni.

Gianfranco Fini in una foto con Francesco Rutelli (Foto Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

“Di politica non capisce nulla, vuole solo che si parli di lui”, ha tuonato. Per poi liquidare anche l’Afd tedesca: “Si sgonfierà in due anni”. Che detto da uno che dopo che Tatarella la aveva costruita è riuscito nella difficile impresa di fare sparire la Destra dal panorama politico italiano è tutto un programma. Fossi l’Afd una ravanatina me la darei.

Vannacci, ufficiale poco… gentiluomo

Roberto Vannacci a Bruxelles (Foto: Alexis Haulot © European Union)

Vannacci poi fa una figura niente male per colpa della Ai. Impegnato nella campagna delle suppletive a Reggio ha schierato un candidato di bandiera con l’intento di mettere in difficoltà quello di centrodestra. Protagonista col sindaco di Reggio di accesi scontri proprio perché potrebbe favorire la sinistra con la sua discesa in campo. “Curnutu si tu e cu non t’u dice”, aveva tuonato l’esponente reggino contro il generale in un crescendo tra il rossiniano e Cetto Laqualunque.

Ma il teamVannacci incorre in una figuraccia nel pubblicare una foto della Siracusano, sottosegretario e compagna del governatore Occhiuto al tavolo con il senatore Claudio Lotito modificando la foto con l’intelligenza artificiale: dove era una semplice maglietta bianca spunta un décolleté che nemmeno Onlyfans. E giù polemiche anche giustamente.

Claudio Lotito (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Lotito dopo che lo avevano risvegliato dal tavolo, dopo aver detto “ao mica dormivo, stavo a ragionà” ha inanellato una serie di frasi latine per commentare l’accaduto tipo “mutatis mutandis reggisenis reggisenandis” per poi concludere ad minchiam “dite ai tifosi che i sordi li caccio io no loro” perché recentemente diventato presidente anche della Reggina visto che alla Lazio lo vogliono menare. Poi pare abbia chiamato Tajani per chiedere se oltre alla gonna ci fossero censure pure sul décolleté.

La sinistra in ordine sparso e il ritorno di Grillo

Giuseppe Conte (Foto: Andrea Di Biagio © Imagoeconomica)

Anche a sinistra non si ride molto ma ci si esibisce in fagianerie varie. Dopo il post di Lercio.it che annunciava il primo importante passo nella stesura del programma dei Progressisti dicendo che avevano trovato un accordo sul primo punto: non ci va la panna nella carbonara.

La Schlein ha fatto un post di giubilo, salvo poi avvisata che fosse ironico, ritirarlo. Bonelli e Fratoianni hanno detto che invece secondo loro ci va. Conte ha detto “gfhffhgn” perché lo avete notato parla come se avesse ingoiato la mattina un flacone di bostik al posto del cappuccino. Ha la bocca incollata, io non lo capisco mai.

Beppe Grillo (Foto: via Imagoeconomica)

Lo avrà traumatizzato il ritorno di Grillo alla vita pubblica. Ospite del podcast di Fedez il comico genovese ha sfoderato la solita verve che lo aveva portato a fondare i Cinque Stelle. Chiudo con una sua storiella, raccontata nel podcast, di quando ha incontrato a pranzo il premio Nobel per l’economia Stiglitz e gli ha raccontato questa barzelletta.

Un economista incontra Dio. Gli chiede sei Dio? E lui “si”. “Ma è vero che un secondo dei tuoi sono mille anni per noi?” Ed è vero che “un centesimo dei tuoi sono mille miliardi per noi?” E Dio “si”. Allora l’economista fa: “Mi puoi prestare dieci dollari?” E Dio risponde: “Si se mi aspetti un attimo li vado a prendere”.