• HOME
  • POLITICA
  • ECONOMIA
  • SPORT
  • TOP & FLOP
  • SENZA RICEVUTA
  • RUBRICHE
    • Il futuro di Fiorito
    • Coccodrilli
    • Storie nella Storia
    • Nunc est bibendum
    • C’è bisogno di Parola
    • La nostra storia industriale
    • Il Ponte del Dialogo
    • CulturE
    • Faccia a Faccia
    • Opinioni
  • AUTORI
    • Alessio Porcu
    • Alessandro Salines
    • Franco Fiorito
    • Roberta Di Domenico
    • Redazione Cassino
    • Redazione Ceccano
    • Paolo Carnevale
    • Saverio Forte
    • Gianpiero Pizzuti
    • Emiliano Papillo
    • Massimiliano Pistilli
    • Andrea Apruzzese
    • Guido Spegli di Presene
    • Pietro Alviti
    • Marco Stanzione
    • Martina Ottaviani
    • Carlo Alberto Guderian
    • Piero Cima-Sognai
    • Ambrogio Spreafico
  • Chi Siamo
AlessioPorcu.it
  • HOME
  • POLITICA
  • ECONOMIA
  • SPORT
  • TOP & FLOP
  • SENZA RICEVUTA
  • RUBRICHE
    • Il futuro di Fiorito
    • Coccodrilli
    • Storie nella Storia
    • Nunc est bibendum
    • C’è bisogno di Parola
    • La nostra storia industriale
    • Il Ponte del Dialogo
    • CulturE
    • Faccia a Faccia
    • Opinioni
  • AUTORI
    • Alessio Porcu
    • Alessandro Salines
    • Franco Fiorito
    • Roberta Di Domenico
    • Redazione Cassino
    • Redazione Ceccano
    • Paolo Carnevale
    • Saverio Forte
    • Gianpiero Pizzuti
    • Emiliano Papillo
    • Massimiliano Pistilli
    • Andrea Apruzzese
    • Guido Spegli di Presene
    • Pietro Alviti
    • Marco Stanzione
    • Martina Ottaviani
    • Carlo Alberto Guderian
    • Piero Cima-Sognai
    • Ambrogio Spreafico
  • Chi Siamo
Il Ponte del Dialogo

«Sentinella, quanto manca della notte?»

Ambrogio Spreafico - 24 Agosto 2026
ARTICOLO LETTO 2.360 volte

0
(Foto © Stefano Strani)

Un verso di Isaia, un ritornello in ebraico, una canzone di Guccini. E una domanda che attraversa i secoli e arriva fino a noi: quanto resta della notte per chi soffre, per gli esclusi, per i bambini delle miniere? La risposta del profeta non è un calendario: è un invito.

Ambrogio Spreafico

Dei Verbum Audiens

«Sentinella, quanto manca della notte?»

Ho riletto queste parole tratte dal libro del profeta Isaia (capitolo 21, versetto 11) quando ho riascoltato la canzone di Guccini: Shomer ma mi-llailah? Così suona il ritornello, in lingua ebraica. Una canzone bellissima e suggestiva, che induce a una profonda riflessione.

L’oracolo del silenzio

Siamo davanti a un testo misterioso del libro di Isaia, il cui destinatario non è del tutto chiaro: «Oracolo di Dumah», una località piuttosto lontana che non appare altrove. Il profeta chiarisce subito che il dialogo avviene presso Seir-Edom, popolo confinante con la Giudea. Dumah, invece, vuol dire «silenzio». Quindi si potrebbe dire anche: «oracolo — cioè Parola — del silenzio». Dopo l’annuncio di sconfitta che il profeta aveva rivolto al grande impero di Babilonia, di cui si canta la fine (gli imperi prima o poi finiscono tutti!), ora egli stesso sente il bisogno di chiedere silenzio.

(Foto: Can Stock Photo / zhuda)

Davanti alla violenza, alla guerra, alla devastazione di popoli e territori, ai profughi che fuggono la guerra e i cambiamenti climatici, a volte si può fare solo silenzio, anzitutto per ascoltare. Il silenzio è necessario a fermarsi, a volgere lo sguardo oltre se stessi e il proprio piccolo spazio quotidiano. Chi è credente lo può rivolgere a Dio, per cercare una risposta.

Così, nella notte del dolore, si alza un grido ripetuto, parole piene di paura e angoscia di un popolo — o forse dell’umanità intera — che chiedono all’unica voce capace di rispondere, quella della sentinella, perché può guardare lontano dalle mura della città: «Sentinella, quanto resta della notte?»

Quanto resta della notte?

Quanto resta della notte, ci chiediamo anche noi in questo tempo di dolore e di smarrimento? Quanto resta a chi soffre per la violenza del mondo e per l’ingiustizia della povertà? E quanto resta per i tanti esclusi, per gli abbandonati nelle strade delle nostre città? Quanto resta per i malati, i fragili, i bambini che scavano nelle miniere del Centrafrica di molti altri Paesi, minerali preziosi per noi, prima di morire inghiottiti dalle frane?

(Foto © Unicef)

«Quanto resta della notte»: sono parole che esprimono una domanda, ma anche una supplica che rivolgiamo a Dio, unendoci a tutti coloro che, forse, non hanno neppure la forza e la voce per gridarlo. Lo gridiamo a quel Dio che ha creato tutti a sua immagine e somiglianza e che non potrebbe certo approvare chi uccide le sue creature.

Noi lo gridiamo a Lui, perché è proprio Lui la sentinella, il Dio che veglia sul mondo, che non fa vacillare il nostro piede, che non si addormenta mai, come canta il Salmo 121, il Salmo di Dio custode, sentinella che veglia nella notte e protegge dal male.

La coscienza annebbiata: come il male si insinua

Dio parla dal silenzio, non resta muto, perché vuole rispondere alle paure e al grido che viene dalla sofferenza del mondo. Infatti Dio, la sentinella, risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite». Non smettiamo di chiedere, di porci domande. È già l’inizio della risposta, dell’attesa che può indurre al cambiamento di se stessi.

Ambrgio Spreafico (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

Non si può rimanere muti davanti alla forza del male. È facile, quasi istintivo, vivere con una coscienza annebbiata del male che ci circonda e appare invincibile. Le preoccupazioni, le piccole angosce quotidiane, gli impegni, l’individualismo riducono, senza volerlo, l’orizzonte largo della sentinella, che guarda lontano, si accorge del nemico che avanza, del male che incombe come una minaccia. Così il male arriva improvviso, arma le mani violente, oscura i cuori, si insinua pian piano nelle menti impaurite, addormentate, sazie, soddisfatte per ciò che hanno — o insoddisfatte e tristi per quanto manca — rassegnate e rivendicatrici davanti a un futuro incerto e difficile.

«Convertitevi, venite»: mai rassegnarsi nella notte

Allora noi domandiamo e il profeta risponde: «Convertitevi, venite!» Mai rassegnarsi nella notte! Viene anche il mattino, il tempo della luce e della giustizia, che spunta come l’aurora. Ma il mattino apre a una domanda e a un invito.

Foto: Igor K@rpov / Pexels

 

La risposta alla notte, che permette al mattino di manifestarsi, è la «conversione»: il cambiamento di se stessi volgendosi oltre, all’Altro da noi. Quante volte nella Bibbia e nei Vangeli si invita alla conversione, a cambiare direzione, strada, cuore. Troppo facile pensare che sono gli altri che devono cambiare.

E infine il profeta aggiunge: «Venite». È un plurale. C’è bisogno che cominciamo a camminare insieme per resistere al male, senza scappare e senza scaricare le responsabilità — come si usa fare — ma guardandolo in faccia e cercando risposte. Il mondo le aspetta da tutti, nessuno escluso.

Tag: Ambrogio Spreafico, Francesco Guccini, Isaia
0
Ambrogio Spreafico 24 Agosto 2026
  • 13 Settembre 2026
    CAI di Alatri, ottant’anni e non sentirli tra montagne e tutela dell’ambiente

    Dal Chiostro di San Francesco a Campocatino, due giorni di eventi per celebrare una storia fatta di sentieri, volontari e tutela della montagna. Campoli: «Prendersi cura degli Ernici significa prendersi cura del futuro».

  • 13 Settembre 2026
    Ceccano, la stessa centralina letta in due modi opposti

    Querqui risponde punto su punto all’opposizione con la serie storica ARPA: sforamenti dimezzati dal 2022. Del Brocco replica a muso duro, contesta scuolabus e murale antismog e rilancia sul Decreto Crescita: 130mila euro persi.

  • 13 Settembre 2026
    DallAmericaRattuso. Andata senza ritorno

    Tra America e Italia è stata una settimana dove “cazzari” e “gaffeur” hanno impazzato. Dal sindaco di New York Mamdani all’omologo di Anagni; da Trump alla Meloni fino ad Harry e Meghan. Un campionario variegato che dovrebbe indurre a profonde riflessioni sul ruolo pubblico di alcuni personaggi

  • 13 Settembre 2026
    Sora e la strategia del ragno

    Inizia da oggi la sua collaborazione con Alessioporcu.it la collega Irene Mizzoni. Già direttrice di autorevoli testate d’informazione locale e collaboratrice dei principali quotidiani del territorio. A lei il compito di raccontare Sora ed il suo distretto. * L’eclissi dell’opposizione e la strategia del ragno: come il civismo ha inghiottito i partiti mentre la città riaccende i motori

  • 13 Settembre 2026
    Le Prime Pagine dei giornali di domenica 13 settembre 2026

    Le Prime Pagine dei giornali in distribuzione nelle edicole del Lazio domenica 13 settembre 2026

  • Home
  • Chi Siamo
  • Privacy Policy
AlessioPorcu.it
  • HOME
  • POLITICA
  • ECONOMIA
  • SPORT
  • TOP & FLOP
  • SENZA RICEVUTA
  • RUBRICHE
    • Il futuro di Fiorito
    • Coccodrilli
    • Storie nella Storia
    • Nunc est bibendum
    • C’è bisogno di Parola
    • La nostra storia industriale
    • Il Ponte del Dialogo
    • CulturE
    • Faccia a Faccia
    • Opinioni
  • AUTORI
    • Alessio Porcu
    • Alessandro Salines
    • Franco Fiorito
    • Roberta Di Domenico
    • Redazione Cassino
    • Redazione Ceccano
    • Paolo Carnevale
    • Saverio Forte
    • Gianpiero Pizzuti
    • Emiliano Papillo
    • Massimiliano Pistilli
    • Andrea Apruzzese
    • Guido Spegli di Presene
    • Pietro Alviti
    • Marco Stanzione
    • Martina Ottaviani
    • Carlo Alberto Guderian
    • Piero Cima-Sognai
    • Ambrogio Spreafico
  • Chi Siamo

Grandi Comunicatori & Associati Srls
Partita IVA: 14373381004 - Testata giornalistica n° 4/2017 Registro della Stampa Tribunale di Cassino - ROC Registro Operatori della Comunicazione n° 31196 - Privacy Policy - Powered by VERDANA