Gli ultimi fatti di cronaca, come il brutale omicidio dei 4 braccianti, ci fanno sorgere il serio dubbio che il mondo stia prendendo una deriva pericolosa in cui mancano rispetto e dialogo pacifico ed invece prevalgono potere, denaro, guerre ed affari. Tutto il contrario di quanto si legge nella prima pagina della Bibbia in cui Dio ha dato vita all'essere umano a sua immagine e somiglianza
Aprendo la prima pagina della Bibbia leggiamo che Dio ha dato vita all’essere umano, maschio e femmina, a sua immagine e somiglianza. Ogni persona, quindi, porta in sé, secondo la fede ebraico-cristiana, l’impronta di Dio. Si tratta di un’affermazione straordinaria che, raccolta in quel libro così umano e divino insieme, rimane una sorgente di saggezza e di buon senso.
Basta tuttavia anche solo uno sguardo veloce ai titoli dei giornali o alle news che scorrono sui social – perché ormai si pensa di capire il mondo e se stessi in un messaggio lampo – per far sorgere il serio dubbio se non stiamo perdendo l’umanità: quel tratto che ci caratterizza e ci fa vivere nel rispetto dell’altro, nell’incontro, nel dialogo pacifico, nella gentilezza della diversità che arricchisce l’interlocutore.
Invece l’altro rischia di divenire un fastidio, un estraneo, un essere inutile, a meno che serva ai propri fini e al proprio interesse. Siamo in un mondo che si destreggia tra risse e guerre, a cui sembra nessuno riesca a porre fine, se non mettendo paura e stringendo catene che imprigionano.
Il caporalato e i 4 braccianti bruciati vivi

Uno degli ultimi tragici episodi che fa rabbrividire – e che ha risvegliato il senso della giustizia, sperando non solo quello del manganello – è stata l’uccisione brutale di quei quattro braccianti bruciati vivi nel pulmino che li avrebbe dovuti portare al lavoro, meglio dire, alla schiavitù. Ci stupiamo? Sì, certo. Siamo inorriditi? Sì, certo.
Ma la piaga del caporalato continua da anni, da nord a sud del nostro cosiddetto bel Paese, a rendere schiavi migliaia di persone. Da vescovo di Frosinone ho conosciuto Marco Omizzolo, da anni impegnato a denunciare questa piaga che resiste a tutto. Possibile che non ci siano interventi seri ed efficaci per entrare nei meandri di questo affarismo disumano, che schiavizza migliaia di persone?
Potere e denaro fanno festa, quando si mettono insieme. È la logica disumana delle guerre e degli affari, davanti a cui solo la convergenza e la lotta di uomini e donne che non cedono alla disumanità e all’ingiustizia possono contribuire a un cambiamento radicale. Di fronte a una prepotenza violenta, del tutto disinteressata all’umano, solo una forza spirituale e umana può dare inizio a un vero cambiamento. Ovviamente, anzitutto i decisori istituzionali sono chiamati a fare il loro dovere e ad assumersi le loro responsabilità.

Questi mali si combattono con una visione sul lungo periodo, non schiacciata sul presente: una visione fatta di educazione, cultura, rispetto per la legalità, riconoscimento dell’altro. Giovanni Paolo II aveva scritto in un poema: «Il mondo soffre per mancanza di visione». Ma è necessaria la responsabilità di tutti, una visione comune in cui ognuno si senta custode del prossimo, soprattutto di chi è più debole.
Il martire che non lasciò passare il riso avariato
La forza di un potere ingiusto e corrotto si scardina solo quando qualcuno sceglie di resistere e di lottare, a rischio persino della propria vita. Nel mese di giugno dello scorso anno Papa Leone ha riconosciuto il martirio di un giovane di 26 anni della Repubblica Democratica del Congo, Floribert Buana Chui, beatificato il 15 giugno 2025.

Era un giovane della Comunità di Sant’Egidio di Goma, nel Kivu — amico di tanti ragazzi di strada a cui faceva la scuola e che aiutava a reinserirsi nella vita della città. Radicato nella Parola di Dio e nell’amicizia, sognava la pace per quella terra percorsa da troppe armi e da tanta ingiustizia.
Era Commissario per le Avarie del governo congolese alla Dogana di Goma, per il controllo delle derrate alimentari provenienti dal confinante Ruanda. Fermò più volte generi alimentari avariati e pericolosi per la vita delle persone. L’ultima volta fu fatale. Il giovane commissario ricevette forti pressioni – con offerte consistenti di denaro – perché lasciasse passare alla frontiera tonnellate di riso avariato.
Lui le fece distruggere secondo le normative vigenti. «Floribert non intendeva sacrificare la vita degli altri, piuttosto avrebbe sacrificato la propria». Così, il 7 luglio 2007 Floribert viene rapito da ignoti e poi, dopo essere stato torturato, viene ucciso. Il suo martirio indica che l’umanità nutrita dalla forza umile della fede può vincere il potere oppressivo e il denaro, che provocano la morte. E la corruzione corre dappertutto, anche non lontano da noi.
Le levatrici che ridefinirono l’immaginario morale
Scrive Jonathan Sacks, commentando le due levatrici che si erano rifiutate di obbedire al Faraone che voleva fossero uccisi tutti i maschi ebrei (Libro dell’Esodo, 1,15-21): “La nozione stessa di autorità viene definita dalla trascendenza del diritto sulla forza, della moralità sul potere. Rifiutandosi di obbedire a un ordine immorale, Sifrà e Puà ridefinirono l’immaginario morale del mondo». (Alleanza e Conversazione. Esodo. Il libro della redenzione, Giuntina 2025, pp. 42-43).

Per questo, ogni volta che nella storia di Israele il potere calpesta la giustizia, nascono i profeti e nasce la critica sociale, che afferma la giustizia contro l’onnipotenza di un potere che opprime. Credo che il nostro Dio non smetterà di suscitare profeti che si ribellino al potere del denaro e della forza per rendere possibile una convivenza pacifica e degna del nostro essere nel mondo custodi e non padroni.



