Indiscreto – Spifferi romani (Venerdì 26 marzo 2021)

Spifferi romani del venerdì. La riorganizzazione di Durigon: anche gli uffici stampa. Una poliglotta per la Asl di Frosinone. Doppio Cavallari per Forza Italia. Una presidenza per Ciacciarelli. Il tramonto di Abodi. Raggi all'angolo, Zingaretti sulla rampa. Riaprite i ristoranti: Guido D'Amico soffre troppo

La Lega si rinnova (coi giornalisti)

Claudio Durigon comincia ad organizzare la sua macchina da guerra per affrontare la scalata verso le elezioni Regionali. Il collaudo ci sarà già durante la campagna elettorale di ottobre per il Campidoglio e per gli altri Comuni che torneranno al voto nel Lazio. Tra questi anche Latina: un tempo feudo del centrodestra e ora governata da un cartello civico né di destra, né di sinistra, né grillino.

Nel dream team del coordinatore regionale e sottosegretario entra un king maker dell’organizzazione sui territori come il senatore Umberto Fusco di Viterbo, già commissario per le province del Lazio; fu lui ad allestire lista ed alleanze per la Lega nel Comunali vinte dal centrodestra a Cassino eleggendo in un colpo solo 3 Consiglieri ed ottenendo il vicesindaco. Umberto Fusco è il nuovo vicesegretario regionale.

Claudio Durigon con Gianfranco Rufa. Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica

Nel team entra anche il senatore Gianfranco Rufa di Veroli che si è messo in luce nel suo ruolo di commissario della Lega per la provincia di Latina, cioè proprio il feudo del sottosegretario. Da oggi è il nuovo Segretario amministrativo del Lazio.

Il consigliere regionale Daniele Giannini è il nuovo responsabile Enti locali mentre Isabella Ciolfi è la responsabile del tesseramento.

Il segretario regionale del Carroccio e sottosegretario al Mef ha voluto in prima persona occuparsi della squadra destinata a occuparsi dell’ufficio stampa e della comunicazione della Lega. Il responsabile dei rapporti con i media è Francesco Kamel, mentre il responsabile della comunicazione del gruppo Regione Lazio e della comunicazione delle province di Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti è Giuseppe Sarra. A Frosinone sarà coadiuvato dall’ex vicepresidente della Provincia Andrea Amata mentre allaa Pisana lo coadiuverà Alessandro Misuri.

Nuovo responsabile della Comunicazione per la provincia di Roma è Massimiliano Tommasi, mentre Gianandrea Sapio è il responsabile della comunicazione a Roma. Il coordinamento social è invece affidato a Enrico Maria Casini, coadiuvato da Marco De Cesare e Alessandro Maria Terra.

Una romana per la comunicazione della Asl di Frosinone
L’ingresso della Asl di Frosinone

Otto pubblicazioni, quattro lingue parlate correntemente (inglese, francese, italiano e portoghese), esperienze all’estero ed in particolare nel Mozambico: la giornalista Paola Rolletta è la nuova addetta stampa della Asl di Frosinone. Coadiuverà la manager Pierpaola D’Alessandro rimasta senza lo storico comunicatore Marco Ferrara, andato in pensione nei mesi scorsi lasciando libero il principesco studio al piano terra della palazzina Direzione in via Fabi.

La giornalista è risultata la prima nella graduatoria finale degli aspiranti, risultando la più titolata e la seconda nel colloquio, totalizzando un punteggio finale con un larghissimo vantaggio sugli altri aspiranti.

Per dieci anni a capo della comunicazione del programma Dream a Maputo in Mozambico per la Comunità di Sant’Egidio, è stata corrispondente dell’agenzia Agi e direttore del periodico on line Faro di Roma. Inizia a Frosinone con un incarico semestrale.

Cavallari in Forza Italia (ma anche no)

Enrico Cavallari entra in Forza Italia ma ne resta anche fuori. Il nuovo responsabile enti locali per la Capitale del partito di Berlusconi è stato presentato in pompa magna al Senato da Gasparri, Tajani & Co. manco fosse stato arrivato CR7. Poi però non ha aderito al gruppo consiliare di FI alla Pisana. Risulta ancora iscritto al Misto. E tale continuerà a risultare, secondo fonti ben informate in Consiglio regionale.

Enrico Cavallari – (Foto: Imagoeconomica Stefano Carofei)

Cavallari è diventato un piccolo caso politico. Perché è il presidente del Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e in questi giorni, archiviato il rimpasto di giunta con l’ingresso del M5S in maggioranza, alla Pisana tiene banco il tema del rinnovo delle presidenze di commissione.

Forza Italia ha – manterrà – la presidenza della commissione Sanità con Giuseppe Simeone. Se Cavallari aderisse al gruppo forzista perderebbe la presidenza. Meglio restare al Misto, giocando sul fatto che il Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi può andare tanto all’opposizione quanto alla maggioranza.

E Cavallari in questa legislatura è stato prima opposizione, poi maggioranza, poi ancora opposizione. Chi meglio di lui può monitorare?

Ma i calcoli di Cavallari potrebbero rivelarsi sbagliati. La presidenza della sua commissione dovrà sì andare all’opposizione, ma sarebbe stata già assegnata alla Lega, in particolare a Pasquale Ciacciarelli, in uscita dalla Cultura. Tre le presidenze a FdI: pluralismo dell’informazione (Antonello Aurigemma), Covid (Chiara Colosimo) e Controllo contabile (confermato Giancarlo Righini).

Ma i giochi si chiuderanno dopo Pasqua.

Il tramonto di Abodi
Andrea Abodi

A questo punto pare chiaro che Andrea Abodi non sarà il candidato sindaco di centrodestra.

La sua designazione, ad opera Fratelli d’Italia, non ha mai preso quota seriamente in questi mesi e anche Matteo Salvini, che pure s’era detto disponibile a valutarne il profilo, ultimamente parla e vuol sentir parlare solo di Guido Bertolaso.

Spero ci ripensi e accetti la candidatura”, dice il leader leghista, sostenuto dal forzaleghista Francesco Giro. Chiaro che su Bertolaso s’è saldato l’asse di governo FI-Carroccio. Gasparri lo dice chiaramente: Bertolaso è un ottimo candidato, sarebbe un eccellente sindaco, è conosciuto dai romani, è esperto di macchina amministrativa. (Leggi qui Virginia vacilla in Aula. A destra pressing su Bertolaso).

Poi la stilettata: se la Meloni è in campo bene, altrimenti FdI dovrà indicare un nome che appaia ai cittadini immediatamente migliore. Una bocciatura per Abodi, semisconosciuto alla città secondo l’opinione di Lega e FI che continuano il pressing su Bertolaso. E su FdI.

Raggi all’angolo
Nicola Zingaretti e Virginia Raggi (Foto Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Brutte notizie per Virginia Raggi. L’incontro tra il segretario del Pd Enrico Letta e il capo in pectore del M5S rinsalda l’alleanza tra Dem e pentastellati. Avanti insieme alle prossime amministrative e poi alle regionali e alle politiche. Eccolo servito il nuovo Ulivo di Letta.

Già, ma Roma? A Roma l’idea è trovare un candidato unitario, condiviso da Letta e Conte e sottoporlo alle primarie, che lo legittimerebbero con una designazione trionfale. Primarie aperte, con tutti invitati: Carlo Calenda e Virginia Raggi compresi. Difficile però che possano accettare. Soprattutto la Raggi: le primarie metterebbero a confronto poche migliaia di iscritti 5 Stelle con tutti i tesserati del Pd. Che sarà pure un partito non più tanto in forma, ma sulle truppe cammellate può dire ancora qualcosa, indipendentemente dal fatto che le primarie si celebrino on line o ai gazebo.

L’ex strategy per sbarazzarsi di Virginia è quindi pronta, benché Beppe Grillo contenuti a blindarne la ricandidatura. Per questo al Pd serve un big, molto più big di Roberto Gualtieri, messo in stand-by da Letta e di fatto bocciato, divenuto una seconda scelta. Perché la prima non può che essere Nicola Zingaretti.

Colazioni romane
GUIDO D’AMICO. (FOTO: PAOLO CERRONI / IMAGOECONOMICA)

Cosa ci faceva il presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico a colloquio fitto con il sottosegretario Claudio Durigon e con il responsabile per il radicamento nel centrosud Francesco Zicchieri?

Il numero 1 dell’associazione delle piccole e microimprese dicono che abbia parlato di alcune soluzioni necessarie per aiutare il mondo delle Partite Iva messo in ginocchio dalla pandemia. Ma anche che si sia appassionato molto ad alcune recenti operazioni interne della Lega.

Impegnato nella scalata per succedere a se stesso nel prossimo congresso nazionale di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico pare stia soffrendo molto un aspetto del lockdown: la chiusura dei ristoranti, luogo preferito per la sua attività di lobby.

Tema del quale si è lamentato poi durante un lungo colloquio con un direttore di un giornale nazionale.

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