L’Amore (il Duro del sabato)

Luciano Duro

Narratore e Sognatore

di LUCIANO DURO

Sono storie, strappi di vita, ricordi che il tempo non potrà mai cancellare.

Ero un ragazzo allora, mi ero recato nel civico ospedale di Isola del Liri, così efficiente, ben messo, pulito e meticoloso nella cura delle siepi e delle aiuole da sembrare una grande villa signorile. Sostavo nell’atrio in attesa di un responso di esami per un normale check-up.
L’ambulanza arrivò silenziosa, senza essere preceduta dal suono della sirena, non aveva fretta e sostò lentamente davanti l’ingresso principale, lo sportello posteriore si aprì e ne usci una barella con le ruote, portata da due infermieri, uno alla testa l’altro ai piedi, subito dopo un’anziana signora, dignitosa nell’aspetto. Indossava un maglione nero ed una gonna dello stesso colore e sebbene facesse caldo aveva calze beige di lana pesanti, di quelle che usavano un tempo le donne impegnate nel duro lavoro dei campi. La conoscevo, spesso l’avevo vista al mercato di “Trito” con le sue grandi e pesanti ceste di verdura che trasportava con un carrettino. Sulla barella un uomo, il volto pallido, anch’egli molto vecchio, con un pigiama a righe blu leggermente consunto ma pulito, dagli occhi aperti e vigili. La barba un po’ lunga non gli conferiva un aspetto trasandato.

La donna lo precedeva, quasi ad interrompere il trasporto, lo accarezzava, si chinava su di lui e delicatamente baciava, la fronte, le guance e le labbra come fossero due ragazzi. C’era in ciò che vedevo una serena rassegnazione, non isterismo e pianti, sebbene fosse evidente un distacco ormai imminente.

Gli anni vissuti avevano dato un senso completo alla loro esitenza, così, semplicemente, con serenità e con il tempo che scorreva senza far rumore, tra gioia e felicità. Avevano scritto insieme una intensa storia giunta ormai alla fine, le pagine del libro erano ormai esaurite, non c’era spazio per scrivere altro. Lei parlava con dolcezza e lo rassicurava, tenendogli stretta la mano.

Capii allora cosa fosse l’amore vero, un sacro fuoco, eterno, che il tempo non potrà mai spegnare, quel sentimento che si prova quando il cuore si scioglie in un abbraccio ampio e profondo, non può essere affezione o abitudine ma va oltre la vita e la morte. Quei due mi avevano insegnato qualcosa che intravedevo ma non ancora colto pienamente. Mi allontanai e abbondanti lacrime sgorgarono dai miei occhi senza che me ne accorgessi.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright