Quelle 7 cose che rendono simpatico il Coronavirus (di H.D Toro)

Foto © Imagoeconomica / Alessia Mastropietro

Il Coronavirus ha tolto quasiasi inbizione agli 'webeti' : tutti commentano tutto. E meno capiscono, più commentano. Pretendendo anche di essere creduti. Così, il Coronavirus alla fine rischia di risultare simpatico, per un po' di cosette che ci ha ricordato e messo in chiaro

Henry David Toro
Henry David Toro

Preside frusinate in prestito all'Emilia

A me il Coronavirus sta simpatico – lo dico provocatoriamente. Per carità, sono morte molte persone in Cina e diverse anche in Europa e in Italia. A tutti noi queste settimane stanno creando grande apprensione e incertezza. Alcuni addirittura preconizzano scenari apocalittici come nei film o romanzi distopici di fantapolitica.

Tuttavia, a parte l’emergenza, da un punto di vista filosofico l’esperienza Coronavirus è positiva per ciò che ha prodotto in termini di modificazione del nostro modo di vivere e di pensare a noi stessi, agli affetti, agli altri e al mondo in generale. 

Webeti alla riscossa

Innanzitutto, riflettendo sui motivi che hanno determinato la nascita di questa rubrica nel 2018, devo convenire che il fenomeno del webetismo e dell’analfabetismo digitale, dapprima confinato entro margini tutto sommato ristretti, si sta disastrosamente allargando a dimensioni cosmiche.

Coronavirus, donna con mascherina Foto © Stefano Cavicchi / Imagoeconomica

Mi è capitato in questi giorni di leggere su alcune chat messaggi scritti di getto, documenti “inoltrati” come al solito senza riflettere, bufale, fake news condivise solo per la smania di arrivare primi (ma primi dove?), e domandando da dove venissero siffatti documenti, le risposte talvolta erano: “me lo ha girato un collega, un amico, mia moglie” … insomma il famigerato “me lo ha detto mio cugino!”.

Un susseguirsi spasmodico di siti con indirizzi improbabili e lunghissimi (informareperresistere.org, noncelodicono.info, vattelapesca.com, ecc…) che vengono insistentemente postati (e ai quali persone serissime rispondono in modo serissimo), siti di enti istituzionali chiaramente falsi (ma che pochi si prendono la briga di andare a verificare – verificare viene da verum facere, fare/rendere vero).

Un fenomeno, come quello del Covid-19, assolutamente democratico, non c’è che dire: postano bufale l’operaio, il ragioniere, il laureato, il plurilaureato, il poveraccio come il milionario, in un mare di condivisioni che ci sommergono e sfiancano, come se prudenza e razionalità piano piano stessero svanendo dalla faccia della terra. Preoccupante nel mondo ipertecnologico di oggi. 

Grazie Covid-19

Tuttavia, sono grato al Covid-19 per tutto ciò che ci ha ricordato e insegnato.

In ordine sparso:

siamo tutti uguali su quest’atomo opaco chiamato Terra: si ammalano dottori, politici, gente comune, ricchi, poveri, intelligenti e cretini.

siamo anche tutti tremendamente fragili, se un virus invisibile può condizionare la vita, l’economia e il calendario di svariati miliardi di abitanti sul pianeta; “giunchi pensanti” – come diceva il genio francese Blaise Pascal. E tutto ciò grazie al Covid-19.   

sembriamo pure cinici e indifferenti, se riusciamo a divertirci postando meme ironici mentre il virus sconvolge la vita di tante altre persone (ma questo è forse un meccanismo di difesa che ci porta a esorcizzare il pericolo).

Coronavirus, cliente con mascherina al ristorante di piazza Navona Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

alla fine di questa storia avremo anche un quadro più chiaro delle persone che ci circondano: c’erano alcuni che non volevano migranti in entrata nel nostro paese; solo in caso di guerra – dicevano. Poi in Siria e in Libia è scoppiata una guerra terribile con bombardamenti a tappeto. E niente, ancora affermavano che non li volevano far entrare. Poi al minimo sorgere di un rischio di contagio (con percentuali bassissime di morte, peraltro) in tanti a svaligiare supermercati, a chiudersi in un isolamento anche peggiore di quello dei sovranisti e a chiedere aiuto. Ecco, il Covid-19, nonostante tutto, ci ha chiarito le idee e ci ha reso – voglio sperare – più saggi.  

abbiamo compreso (forse) che alcune battaglie valgono molto più di altre: ad esempio quella per la scienza e la medicina ufficiale. Avete notato che i No-vax sono scomparsi dal dibattito mondiale? Nessuno di questi presunti eroi del libero pensiero sarebbe disposto a giurare che il Covid-19 si sconfigge senza far nulla, e che non sia fondamentale trovare al più presto un vaccino per il virus proveniente dalla Cina. E avete letto che la più grande azienda produttrice di prodotti omeopatici al mondo, la francese Boiron, ha sconsigliato di utilizzare i propri prodotti contro il Covid-19? E’ la vittoria della medicina istituzionale, la vittoria della chimica e della scienza contro gli improvvisatori e gli incompetenti.

finalmente si è capita l’importanza delle tecnologie digitali nelle scuole. Nel 1800 il mondo aveva i cavalli, le strade sterrate e le aule scolastiche con banchi e cattedra. Nel XXI aerei, internet, e sempre le solite aule con banchi e cattedre. Non può essere! La scuola sembra essere rimasta al 1800. Ben venga, allora, l’emergenza Covid-19. Ma su questo argomento torneremo ad approfondire in seguito. 

più banalmente, abbiamo ottenuto la presenza nelle scuole di sapone e disinfettanti; l’assunzione di molti precari nelle ASL ed ospedali. Abbiamo compreso l’importanza del ruolo della sanità pubblica italiana, nella quale quasi tutti i servizi sono gratuiti per i cittadini (anche per quelli che evadono le tasse), mentre negli USA un tampone costa svariate migliaia di dollari.  

Per questo e per tanto altro, grazie Covid-19.   

Crediti: Foto © Imagoeconomica / Alessia Mastropietro