Se l’efficienza del Nord poggia sul lavoro degli emigrati da Sud

I luoghi comuni tra Nord e Sud. Il viaggio del prof frusinate tra Storia e falsi miti. Fino a scoprire che buona parte dell'efficienza del Nord poggia sul lavoro di un capitale umano del Sud. Il caso emblematico è...

Henry David Toro
Henry David Toro

Preside frusinate in prestito all'Emilia

I luoghi comuni” italiani sono un nervo scoperto da Nord a Sud. Così molti amici mi hanno scritto pregandomi di puntualizzare alcuni dettagli del resoconto sul mio ritorno nella Bassa Modenese a distanza di vent’anni. In particolare il luogo comune che indicherebbe il Nord quale regione più efficiente e organizzata d’Italia. (leggi qui Allo specchio dopo vent’anni e scoprire che siamo rimasti come ai tempi del Papa Re).

La dominazione spagnola di Milano

È vero, da docente di Storia devo riconoscere che il settentrione ha subito in qualche caso pessime dominazioni straniere (come quella spagnola del XVII secolo a Milano). O che, al contrario, dominatori illuminati d’Oltralpe quali i francesi (pardon: gli Angioini) non è che abbiano brillato per efficienza e gentilezza giù al Sud (chiedere ai siciliani per la rivolta dei Vespri nel 1282).

E ancora: Napoli è stata certamente, dal Medioevo al periodo dell’Illuminismo, un centro culturale di primissimo livello in Europa, una capitale verso la quale convergevano artisti e uomini di cultura da ogni parte del continente. Ma poi è arrivata la Restaurazione, il Sud poco sviluppato si è trovato indietro, sfavorito anche dalla geografia (la Pianura Padana è piatta, ricca di fiumi navigabili ed è molto vicina all’Europa). La Chiesa non ha aiutato, i baroni e i latifondi nemmeno, e chi più ne ha più ne metta … insomma si è arrivati alla situazione attuale

Ora, proprio su questo ci sarebbe tantissimo da dire, a dimostrazione che spesso i “luoghi comunirivelano verità incontrovertibili.

Mi spiego: quando nel 1999 giunsi a Milano, mi resi conto quasi subito che la “questione meridionale” era tutt’altro che risolta. Una buona parte dell’attività economica, amministrativa, persino culturale della Lombardia, di allora come di oggi, poggiava su un capitale umano proveniente dal Centro e dal Sud. E qui basti ricordare l’ironica risposta che il direttore frusinate del Corsera, Luciano Fontana, dette a Luca Cordero di Montezemolo che gli chiedeva perché a dirigere il quotidiano di via Solferino ci fosse un frusinate (oltre a Dario Di Vico ciociaro doc, ex vice direttore e – aggiungerei tra i tanti – l’altro frusinate Prima Tromba del Teatro alla Scala): “Caro Dottore, questi sono mestieri che i milanesi non vogliono fare più!”. 

Sempre più giovani da Sud a Nord

A parte gli scherzi, però, bisogna riconoscere che è in continuo e costante aumento il trasferimento di giovani studenti e professionalità dal Centro-Sud verso il Nord, che così si arricchisce di risorse economiche e umane a scapito del Meridione, che arranca ovviamente sempre più. Allargando lo sguardo si potrebbe anche azzardare che sono tanti i “cervelli” che lasciano l’Italia per il Centro-Nord dell’Europa, confermando così amaramente il detto che “c’è sempre qualcuno più a Nord di te” (con buona pace di sovranisti e nazionalisti i quali non si rendono conto che l’unica e preoccupante emigrazione è quella dei nostri migliori giovani, che lasciano il Paese per cercar fortuna all’estero).

Giungendo in Emilia nel 2019 questi fatti (o “luoghi comuni”) sono stati ampiamente confermati. Una buona parte della struttura produttiva ed amministrativa della regione poggia su risorse umane provenienti dal Sud (curiosamente la Campania qui è largamente rappresentata) o da Paesi extracomunitari.

In conclusione, allora, la questione sembra spostarsi dalle sottigliezze storiche alle problematiche economiche più attuali: perché ancora nel XXI secolo continua questo travaso di risorse umane da Sud a Nord, con annessi costi economici e sociali anche molto elevati? Perché il Sud non è capace di “imitare” i modelli produttivi e organizzativi di regioni quali l’Emilia-Romagna, la Lombardia o il Trentino Alto-Adige?

Perché, infine, la qualità della vita ed il senso civico al Nord sono maggiormente sviluppati, al netto di fenomeni comuni come la corruzione, variamente distribuita da Nord a Sud?