Il ciclo nella Contea (Lo Stiletto di R. Cacciami)

Le polemiche innescate dalla poco felice frase di un consigliere comunale di Ceccano nei confronti di una sua collega, in piena assise. Innescano la prima stilettata del 2018 dell'impareggiabile signora del giornalismo: Rita Cacciami

Rita Cacciami

Vice direttore L'Inchiesta Quotidiano

Evvai. Sembra che per chiudere il 2017 e aprire il 2018 non si possa far altro che deridere noi donne.

 

Ma sì, adesso penserete che alluda a quel Macciomei da Ceccano e alla sua infelicissima quanto fuori luogo esternazione durante l’assise. (Leggi qui Il bilancio del 2017 del Conte Belsorriso I (di R. Castellano Sindici) Riferendosi apertamente al ciclo mestruale (in quella sede attribuito alla consigliera Maliziola) che rende il popolo femminile ondivago, quando non preda di altalenanti sbalzi di umore. Tali da determinare decisioni incoerenti.

 

In poche battute da maschilista (e maleducato, mi si consenta) incallito, visto che non si era nel corso di una bevuta in Vineria ma in un austero palazzo municipale, si è rilanciato il più trito dei luoghi comuni tanto cari a molti esponenti del sesso maschile.

 

Beninteso. Non è che il ciclo mestruale non comporti sbalzi d’umore, ma a meno di rari casi patologici, le donne convivono con quella scadenza mensile senza avere particolari problemi. E conservando tutte le carte in regola per poter adempiere ai loro compiti sociali, familiari, professionali.

 

Se così non fosse, nessuno affiderebbe la direzione di un laboratorio di fisica ad una donna o finirebbe sotto i ferri se in camera operatoria ci fosse un chirurgo al femminile. Tanto per esemplificare.

 

Certo, se siamo ancora qui a ribadire un concetto così banale, siamo fermi all’ anno zero della emancipazione. Umana. Non solo femminile. Ma in compenso abbiamo fatto passi da gigante nel diario mestruale tenuto dai colleghi uomini.

 

Chissà cosa penserà il Macciomei di turno (perché sono tanti, eh!) delle donne in menopausa. Non oso immaginare.

 

Ma signori cari, non è mica finita qui perché sempre in Ciociaria vivono esemplari maschili che vorrebbero addirittura negare il voto alle donne nella prossima tornata elettorale. Un’iperbole valida per fare colpo sui social, certo. Ma pericolosa quanto un’Infezione da parotite che circoli tra maschi adulti chiusi in una sauna.

 

Al punto che si giunge ad affermare che “si sa che il 90% delle donne italiane vota senza criterio (…) voteranno quasi venti milioni di donne che ancora una volta saranno l’ago della bilancia.

 

Le single che sono 4 milioni voteranno quello che vota il datore di lavoro o la famiglia. Quelle sposate, conviventi e fidanzate che sono 16 mln voteranno quello che voteranno i rispettivi mariti, compagni e fidanzati. Solo quel 10% esprimerà un voto autonomo e politico”.

 

Primo commento in calce al post “infatti le donne non dovrebbero votare“.

 

Come vedete, Macciomei in confronto è quasi un dilettante. Buon 2018, amiche donne. Abbiamo ancora molto lavoro da fare. Nei giorni sì, ovviamente. Quelli non cerchiati in rosso. Buon anno!