Meglio il pallone che ‘Il vigneto dell’amore’

Gli Europei che coincidono con gli esami di Maturità. La nostra generazione invece ebbe i Mondiali: quelli dell'82 in Spagna. Difficile tenere tutto. Ma sicuramente il palinsesto aiuta...

Rita Cacciami

In punta di stiletto. Il veleno è previsto nella ricetta.

Maturità e calcio. Una combo micidiale, da montagne russe. Il caldo, l’ansia che ti assale, il ripasso che preme, lo scritto e poi l’orale che avanza. Ma anche l’assoluto bisogno di seguire i pre-partita, i pronostici, anticipare le mosse del ct, programmare le serate e i pomeriggi. Sempre calendario alla mano. E mica solo della Nazionale, ci sono anche gli artisti del centrocampo e gli attaccanti che giocano con i colori degli avversari. E poi ancora i commenti post partita, le interviste, le sintesi. Un delirio di deconcentrazione dai programmi ancora da completare. Accompagnato da quel “sì, ma poi mi alzo all’alba domani mattina” che è il mantra per ogni maturando che si rispetti.

Europei e maturità

La maturità 2024 è abbinata agli Europei. La mia, nel 1982, al Mondiale. E chi non lo ricorda quello scorcio d’estate passato tra libri e tv? Tra il 14 giugno e l’11 luglio il grande sogno, con Bearzot a guidare quell’Italia bistrattata e poi osannata, fino al “Campioni del Mondo” che lascia delusa la Germania Ovest di allora. Urlato enfaticamente tre volte dall’indimenticabile Martellini, mentre il presidente Sandro Pertini rischiava l’infarto di gioia in tribuna, in piedi accanto al Re di Spagna, gridando tutti al miracolo Italia.

Non fu un miracolo, invece, anzi tutt’altro, il mio scritto di matematica, che restava purtroppo una grande sconosciuta. Non solo per me, ma fu magra consolazione. Il CT della nostra mitica classe V D del Pellecchia nulla poté di fronte ad un presidente di commissione che non era solo autoritario e severo, ma deciso a fare il giustiziere. Di conseguenza, fu un tracollo di voti finali. Penalizzando anche delle autentiche eccellenze che, va sottolineato, avrebbero meritato il massimo.

Ce ne siamo fatti una ragione e ognuno ha comunque trovato il suo percorso. Senza mai smettere di voltarsi indietro per ricordare da dove siamo partiti. Insieme, uniti, affiatati. Come una vera squadra di calcio che sa orientarsi in campo, consapevole del proprio ruolo e delle capacità di spendersi a favore di tutti.

“Non avrai mai mia figlia”

(Foto © DepositPhotos.com)

Gli Europei 2024? Noi non avevamo i social, i maturandi di oggi sì. L‘in bocca al lupo via IG da parte degli Azzurri è un bel messaggio, piace anche ai genitori e ti fa sentire più tifoso. M piace meno, invece, l’idea di ‘palinsesto differenziale’ pensata da Rai Due.

Dal 14 giugno vedo in programmazione in prima serata titoli come “Non avrai mai mia figlia” , “Il velo nuziale“, “Non preoccuparti delle piccole cose” o “Il vigneto dell’amore“. Questo è il tenore. Dubito piacciano al pubblico maschile. Credo, piuttosto, sia una programmazione da ‘donne’. Notoriamente, secondo un retaggio del passato, assai refrattarie al calcio.

Spiace deludere la Rai, ma mia madre, a 95 anni suonati, segue la Nazionale in tv. Ma questa è una storia che vi racconterò in seguito…