Ho scelto di essere vegana. All’amatriciana

Rita Cacciami

Vice direttore L'Inchiesta Quotidiano

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Rita Cacciami di RITA CACCIAMI

Vice direttore de L’inchiesta Quotidiano

 

Sgombriamo subito il campo da pregiudizi. Io non ne ho. Rispettosa della libertà altrui, vorrei allo stesso modo che si tutelassero le mie.

E sì, perché ne ho diverse. Come tutte le femmine capricciose. A tavola, per esempio. A molte donne piace stare a stecchetto, mangiare bocconcini, fare le faccette disgustate di fronte ad un bel piatto di bucatini all’amatriciana o alla carbonara.

E invece no. Quella per me è festa grande. Mi apparecchio per bene anche quando mangio da sola. Calice di vino. Panino mignon al pepe o alle noci. Piatto ricco. Untuoso. Godereccio. Alla carne preferisco il pesce. Alle patate al forno le cipolle, parimenti cotte e incrostate. Pioggia di prezzemolo, origano e basilico ovunque. Spolverate di pepe ai tre colori. Insomma, a tavola come in viaggio. Con tutti i sensi bene allerta.

Qual è il problema, direte voi. Ebbene, c’è. In particolare al mattino. La colazione a casa, un’agevole fetta biscottata con marmellata. Ma al bar, signori miei è diventato un incubo. Ti avvicini alla teca che una volta era delle meraviglie. E cosa trovi, se non un cornetto tutto nero. Sembra abbrustolito. Ed infatti è al carbone. Lo eviti come la peste e incontri il cugino. Quello vegano. E poi ancora integrale con miele. E per me, che rappresento la tradizione mediterranea anche solo a guardarmi? La colazione italiana. Quella burro e confettura di nonna. Per me la risposta è mi spiace, il resto è finito. Solo questo.

E certo. Se di cornetti normali, o almeno quelli che io considero tali, ne cuoci solo quattro perché il resto è vegano, certo che sono finiti. I vegetariani, gli anti strutto hanno la precedenza, insomma. Questo è.

Non va certo meglio al supermercato. Ma almeno, lì ancora non c’è stato il sorpasso. Se non per tutto ciò che è privo. Ben fatto, in quel caso. Di intolleranti, a questo mondo, ce ne sono sempre di più. Eccome se ce ne sono. Per molti si tratta di un’intolleranza momentanea. Per altri, purtroppo, a vita. E dispiace, certo. Un’alimentazione obbligata non è mica agevole. Ma per noi che ancora possiamo, finché il colesterolo ci assiste. Dobbiamo gettare la spugna anzitempo. Ecco cosa ci viene consigliato. Adeguarci ad un regime di vita controllato. Che già a chiamarlo regime mi viene l’orticaria.

E allora, se di qualcosa devo soffrire, ben venga l’orticaria da grassi controllati. Sarò io a decidere come distribuirli senza che mi facciano schizzare la pressione. Ma nel frattempo avrò soddisfatto il palato.

Vegani uniti, state pure indietro di qualche passo. Non vorrei contaminarvi con qualcuna delle mie patologie. Sia mai.

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