Da Ripi a Sanremo, la consacrazione di Annarita Nobili

La Lady Chef ciociara ha portato la sua arte culinaria nell'area Hospitality del Festival della Canzone Italiana. Il segreto: "Studiare sempre, aggiornarsi, contaminarsi con i segreti delle cucine di altri mondi”

Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

La musica ha smesso di suonare e Annarita non sta nella pelle. Del resto non capita tutti i giorni di essere selezionati per partecipare al Festival di Sanremo. Ma Annarita non è una cantante, ne una musicista, tantomeno una presentatrice; Annarita è una Lady Chef. Insieme ad un nutrito gruppo di altri cucinieri provenienti da ogni parte dello stivale, ha reso i pasti di cantanti e addetti ai lavori meno frugali e più speciali del solito.

Nella kermesse nazional popolare per eccellenza, tra vip e glitter, glamour e tappeti rossi c’è stata anche Annarita Nobili: titolare da 23 anni dell’Osteria Nobili di Ripi. “Sono al settimo cielo, è stata un’esperienza davvero unica, ho conosciuto e ho lavorato fianco a fianco con tanti grandi chef, è stata un’occasione per dimostrare il mio valore ma anche per imparare.

Studiare, studiare e ancora studiare!

Annarita Nobili

Ecco appunto, imparare. Perché questa è Annarita, una forza della natura, in costante crescita e mai doma, Lady Chef con la voglia di stupire e stupirsi.

Sono cresciuta nel bel mezzo della Ciociaria, dove sin da bambina ho assaporato l’arte della cucina povera e gustosa delle nonne. Le mie erano ristoratrici già dal secondo dopoguerra. Poi negli anni è cresciuta in me la consapevolezza che quello era il mio percorso. Allo stesso tempo è maturata la scelta di allontanarmi un po’ da quella che è la classica cucina locale per guardare altrove, aprirmi al mondo, rivisitare i classici a modo mio e sperimentare nuovi sapori“.

Una mentalità che l’ha portata lontano pur restando in Ciociaria, saldamente ancorata al territorio ma con la mente e il talento proiettati al mondo. “Non mi tiro certo indietro se un cliente cerca piatti tipici locali o della cucina laziale. Ma non è quello il mio marchio di fabbrica, la mia cucina è prettamente di pesce e guarda piuttosto alla tradizione partenopea. Poi negli anni ho affinato anche diverse tecniche orientali proprio per quel che riguarda i prodotti ittici. Sono convinta che il pesce vada gustato il più possibile in maniera naturale e su questo abbiamo molto da imparare dai giapponesi per esempio“.

Osteria Nobili, credibilità lunga due decenni

Dunque materia prima protagonista e di qualità. Ricerca, innovazione e collaboratori competenti, questo è oggi il regno di Annarita.

Sono stata testarda e caparbia, ma non ho mollato di un centimetro sulle mie idee, ho pagato di tasca mia tutti i corsi di formazione che ho frequentato, sono diventata Sommelier AIS nel 1999 e allora le donne erano pochissime, se non ricordo male solo cinque”.

Ma soprattutto cerco di lavorare con persone che abbiano la mia stessa voglia di imparare. Mia figlia per esempio è sommelier e mi aiuta in sala con la carta dei vini e con gli abbinamenti, inseguo sempre la competenza e questo i miei clienti lo hanno sempre apprezzato“.

La spedizione ligure: organizzazione impeccabile

Casa Sanremo

Dopo 23 anni arriva la chiamata dell’Associazione Cuochi Ciociari e della FiC (Federazione Italiana Cuochi) che hanno selezionato tre Lady Chef in tutta la regione Lazio. Insieme ad Annarita hanno fatto parte della spedizione Mirella Crescenzi originaria di Frosinone responsabile regionale dell’associazione e Orietta Di Lieto di Fondi.

A livello nazionale le donne sono state 26, tutte scelte in base a criteri di curriculum e credibilità. Annarita ha affrontato la sfida a viso aperto, con la solita dose di coraggio e talento. “E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita, forse ancor più di quello che avrei potuto immaginare. La RAI ha messo su una macchina paurosamente perfetta: tutti al Palafiori dove noi addetti alla cucina eravamo al terzo piano di questa struttura a cucinare per tutti i membri dello staff del festival, dai più famosi a quelli che lavorano dietro le quinte. Tutti muniti di badge, orari di entrata e di uscita, tutto preciso e perfetto”.

Ovviamente sull’aspetto culinario nemmeno si è trascurato nulla: “Siamo stati divisi in gruppi e ogni gruppo era seguito e monitorato da uno chef stellato, quindi c’è stato lavoro e confronto continuo, anche perché tutti i giorni tra pranzo e cena abbiamo dato spazio alla cucina Italiana tutta, senza trascurare le tipicità di nessuna regione, siamo stati tutti felici di rappresentare i territori ed una nazione intera attraverso i nostri piatti”.

Amicizie, confronti, voglia di normalità

Quello che più si porta dentro la nostra Chef è l’impressione di una ritrovata normalità, dopo due anni di pandemia: “In un km quadrato di spazio c’era tutto il mondo in fermento, ho ritrovato il piacere di fare amicizie nuove, riprendere contatti, confrontarmi ed arricchirmi. Ovviamente le regole da seguire c’erano ed erano rigide ma è stato bello stare di nuovo finalmente in mezzo a tanta gente, tutti impegnati, tutti a darsi da fare; tutto mi ha riportato ai tempi pre-pandemia e la cosa mi ha dato ulteriore carica e ottimismo per i tempi a venire”.

Il coronamento di un percorso, il giusto riconoscimento ad una carriera di sacrifici ma testardamente voluta e cercata: “Se dovessi rifarlo lo rifarei altre cento volte. Oggi mi sento ancora più fiera di essere ciociara e italiana, provo una gioia illimitata. Alla cucina ho dedicato la mia vita, è un lavoro che ho sempre voluto fare e non mi pentirò mai delle mie scelte. Osteria Nobili ha da poco compiuto 23 anni ma non mi sento per niente arrivata, voglio continuare a studiare e sperimentare“.

E se questo è lo spirito la riviera ligure sarà solo una tappa di passaggio, importante certo, ma non la più importante.

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