DiVinum, ovvero brindare con Cicerone!

Arpino ha ospitato l’incontro tra produttori di diverse regioni d’Italia organizzato da Enoteca Barnaba, un momento per degustare vini, aprirsi al confronto e… fare turismo

Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Tutto è cominciato da Cicerone, dalla piazza a lui dedicata, nel suo paese natale. Arpino, perla della Ciociaria, una cittadina di una bellezza disarmante, famosa in tutta Europa per gli studi classici, patria del Certamen Ciceronianum Arpinas e faro culturale di un intero territorio.

Egli stesso scrisse: «Come non tutti i vini, così non tutti i caratteri inacidiscono invecchiando». Ironia tagliente e diretta che faceva presupporre una buona conoscenza in materia enologica.

Su quella umana alziamo le mani e tiriamo giù il cappello. E proprio all’ombra della sua statua, circa un anno fa il giovane Alessio Ferrari inizia a ragionare sull’idea di coniugare due concezioni di bellezza: la cultura ed il vino.

Foto: AG. IchnusaPapers)

Il progetto parte proprio sotto il liceo classico Tulliano. Lì c’è l’enoteca Barnaba da lui gestita:

«Ho iniziato a lavorare a questa giornata più di un anno fa, ho voluto proporre ed estendere un concetto che porto avanti nel mio locale. Ossia dare spazio prima di tutto al territorio e poi anche a quelle aziende di altre regioni che lavorano a stretto contatto con la vigna, i cosiddetti artigiani del vino».

Dal Lazio al Piemonte: vecchi e nuovi amici

Dunque piccole realtà e vini autentici: «Le aziende che abbiamo selezionato sono tutte medio piccole, producono vini che rispecchiano il loro terruar e sono molto attente al rispetto della natura».

Un concetto questo abbracciato anche da una decina di aziende provenienti da diverse realtà: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Molise, Campania.

Ad ospitare l’evento i giardini del ristorante hotel “Cavalier d’Arpino“, un ampio spazio dove gli espositori hanno avuto modo di raccontare se stessi ed i loro prodotti in tutta tranquillità. E noi, il sottoscritto, Roberto e Franz, amici e compagni dell’ennesima avventura eno-pericolosa, questa tranquillità l’abbiamo abbracciata.

Location e atmosfera: quelle giuste

Il giardino di DiVinum

Una tranquillità fatta nostra sin dal primo pomeriggio: passeggiando sui prati verdi tra un calice e l’altro, tra un crostino con olio ciociaro o con paté vari, sfizioserie nell’angolo food. Insomma, ci siamo acclimatati a dovere!

Il relax ha regnato sovrano e l’atmosfera si è dimostrata giusta per parlare, confrontarsi, fare squadra.

Del resto l’obiettivo di Alessio era proprio questo: «È stato bellissimo vedere i produttori parlare tra di loro e relazionarsi, degustare gli uni i prodotti degli altri, scambiarsi bottiglie e recapiti, il mondo del vino deve vivere di questo, spaziare ed aprirsi a nuovi canali».

Eno-turismo, Cicerone e Pearl Jam

Eventi del genere fanno bene anche al turismo. Durante le degustazioni ho ascoltato persone parlare in inglese e in spagnolo: all’inizio credevo fosse l’effetto dell’ennesimo calice. Perché ho assaggiato tutto eh, la didattica è didattica!

I compagni dell’avventura eno-pericolosa

E invece no, erano proprio turisti: «Una soddisfazione unica aver ospitato persone da altre nazioni, perché hanno avuto la possibilità di conoscere la nostra concezione di vino/azienda, hanno potuto parlare con i produttori. Ma soprattutto hanno visto Arpino e ne sono rimasti stregati. Li capisco bene, io stesso ho deciso di aprire il locale qui perché sono innamorato della città di Cicerone».

E vi capisco anche io: Arpino è ormai un pezzo di cuore e lasciarla al tramonto, dopo una giornata come questa, te lo gonfia ancora di più. Si torna a casa, Ten dei Pearl Jam sparato in macchina con l’approvazione dei compagni di viaggio e pensiero alla prossima edizione. Alessio, ce l’hai promesso: mi raccomando! 

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