Il gusto del tempo che torna: eleganza e identità a “In Vino Vetus”

A Ceccano grande successo della manifestazione enogastronomica, organizzata dall'associazione Più Ceccano. Offerto ai tanti visitatori un viaggio sensoriale che è andato ben oltre la semplice degustazione. Cesanese, Passerina, Cabernet, eleganti bollicine e ratafià hanno danzato nei calici, accompagnati da eccellenze culinarie del territorio

Cala il sipario sulla seconda edizione di In Vino Vetus e lascia nell’aria quella fragranza sottile di momenti condivisi, di calici levati a una comunità che riscopre il piacere di incontrarsi. Ceccano conferma così la sua vocazione più autentica: città di storia, di sapori, di legami che si rinnovano.

Un viaggio sensoriale

Quest’anno la rassegna enogastronomica – organizzata dall’associazione culturale Più Ceccano, ormai tra i fulcri accreditati della vita culturale fabraterna – ha offerto ai visitatori un viaggio sensoriale che è andato ben oltre la semplice degustazione.

Cesanese, Passerina, Cabernet, eleganti bollicine e la tradizionale ratafià hanno danzato nei calici, accompagnati da eccellenze del territorio: il pecorino di Picinisco, la mozzarella di bufala di Amaseno, salumi e dolci che raccontano la Ciociaria attraverso la loro genuina intensità.

A rendere l’esperienza ancor più suggestiva è stato il luogo: la cantina del conte Gizzi, uno dei siti più affascinanti del centro storico. Uno scrigno di memoria nobiliare che, per molti cittadini, si è rivelato per la prima volta nella sua essenza originaria, quella della vocazione vinicola. Tra mura antiche e profumi di botte, la Fondazione Italiana Sommelier – con il coordinamento impeccabile di Massimo Livieri, amico e appassionato competente – ha guidato il pubblico in un percorso elegante e formativo.

Una città assetata di eventi di qualità

Gianluca Di Stefano

Il risultato? Un successo pieno, in termini di partecipazione e atmosfera. Ceccano si dimostra ancora una volta una città assetata – è proprio il caso di dirlo – di eventi di qualità. Una dinamica virtuosa cominciata negli anni scorsi, quando la precedente amministrazione scommise sulla possibilità di ridare slancio alla socialità attraverso una stagione culturale rinnovata. Un percorso che oggi continua, oltre i ruoli pubblici, nella consapevolezza che la bellezza degli eventi appartiene alla comunità prima che a chi li organizza.

Da fuori città sono arrivati in tanti, a conferma che In Vino Vetus sta diventando un marchio riconosciuto, sinonimo di cura e autenticità.

E già si guarda alla prossima edizione

Non sono mancati i ringraziamenti all’Arsial e all’assessore Giancarlo Righini per un supporto concreto, così come un tributo doveroso agli ideatori della manifestazione, l’ex assessore Riccardo Del Brocco e Daniele Massa, che ne hanno posto le fondamenta culturali e organizzative. Un cenno speciale alla collaborazione di Alessandro Pizzuti, presenza preziosa dietro le quinte.

E ora, chiusa un’edizione che ha saputo unire gusto e identità, non resta che alzare idealmente il calice e darsi appuntamento al prossimo evento. Perché Ceccano, ancora una volta, ha dimostrato che la convivialità è una forma d’arte: basta saperla coltivare, come un buon vino.