I Thirsty Brothers a tutta birra (Nunc est bibendum)

Una passione che coinvolge tre fratelli, tanti esperimenti 'per gioco' con gli amici. Poi 'un colpo di testa' e parte la produzione della prima birra artigianale nella Valcomino. È quella dei Thirsty Brothers

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

“Come profumano i tigli nelle serate di giugno!

L’aria talvolta è così dolce che chiudi gli occhi;

Il vento è pieno di suoni, – la città non lontana, –

E profuma di vigna e di birra…”

State calmi, non sono diventato raffinato ed intellettuale all’improvviso. Ho soltanto preso in prestito questa frase di Rimbaud perché rispecchia alla perfezione l’incontro che ho avuto con dei ragazzacci ciociari che si sono messi in testa di fare la birra. Questi sono pazzi e loro ne sono consapevoli, tuttavia non gli si può rimproverare nulla, semplicemente perché fanno un prodotto eccezionale… ma ci arriveremo.

La “sbroccata”

I Thirsty Brothers

L’idea nasce dall’amicizia ben consolidata tra Gianmarco e i fratelli Matteo e Marco, appassionati e bevitori di birra; tra un boccale e l’altro iniziano a studiare la materia e a fare le prime prove con il famigerato kit per realizzare la birra in casa.

La prima prova non fu memorabile ma ebbe il grande merito di farci interessare ancora di più”: Matteo sorride pensando alle prime esperienze. Sciorina aneddoti e si perde nei ricordi: “Abbiamo conosciuto l’azienda “Polsinelli Enologia” di Sora e abbiamo iniziato a frequentare i loro corsi sulla birra. La curiosità ci ha divorato e stesso lì abbiamo acquistato il primo vero mini impianto per fare una birra come si deve“.

Passano gli anni, aumenta l’impegno e si susseguono sperimentazioni e sbronze in casa. Gli amici fanno da cavie e le cavie sono sempre più soddisfatte. Le tecniche si affinano, l’ambizione comincia a fare il solletico: “Abbiamo fatto prove per quasi 4 anni, forse ci serviva una scossa e ce la siamo data da soli, un giorno esco dall’università piuttosto incazzato e sbrocco a dovere, chiamo Gianmarco e gli dico che il nostro momento è arrivato!” L’approvazione dall’altro lato della cornetta è immediata, si comincia! 

Il Territorio 

Le prove le hanno fatte, le cavie hanno apprezzato,”l’uomo del monte ha detto si“, dunque perché sti ragazzi sono dei pazzi? Perché si trovano in Val di Comino! Territorio difficile a livello occupazionale e principalmente votato alla viticoltura può essere “conquistato” solo con talento e idee originali. Pertanto, quando è arrivato per loro il momento di iniziare non potevano limitarsi solo ed esclusivamente ad aprire un Birrificio artigianale, no, dovevano fare di più.

Il luppolo prodotto in Valcomino dai Thirsty Brothers

Ed ecco che nella terra del Cabernet di Atina nasce il primo Birrificio Agricolo, azienda agricola che produce birra con malti ed orzo coltivati esclusivamente in loco.

Abbiamo creato una vera e propria azienda agricola perché siamo molto legati al nostro territorio, curiamo una certa biodiversità e abbiamo anche una piccola vigna… Non si sa mai l’evoluzione che può prendere il mondo della birra! Scherzi a parte volevamo un prodotto locale al 100% e la nostra più grande soddisfazione per ora è quella di aver creato una birra autoctona. Certo l’ispirazione arriva dagli Stati Uniti, dal Belgio ma abbiamo fatto tutto con orzo e luppolo a km zero“.

Le Birre

La mia soddisfazione invece arriva quando si beve (ma questo ormai è cosa nota!) ed è un vero piacere assaporare il frutto di tanti esperimenti.

Fox Trot gusto pieno, avvolgente, retrogusto amaro

Thirsty Brothers hanno due birre ufficiali, la Drunk’n’Deer American IPA e la Fox Trot West Coast IPA. In effetti sono due birre di chiara ispirazione statunitense ma sono molto diverse tra loro: Fox Trot segue lo stile Californiano, esalta il gusto luppolato a discapito del corpo, ha un colore un tantino più ambrato, gusto pieno, fruttato, avvolgente e con un retrogusto amaro notevole. Amo la persistenza di questa birra, ho bevuto qualche sorso a distanza di 5 minuti l’uno dall’altro e in bocca non spariva affatto, ideale birra da pasto, da abbinare con primi importanti, carni alla griglia, o perché no, anche a formaggi stagionati. 

Drunk’n’Deer è una IPA solo per la gradazione ma è a tutti gli effetti una APA, stile americano in toto, ha un bilanciamento di malti nettamente diverso rispetto alla Fox Trot, più delicata sicuramente ma ha una nota acidula davvero molto interessante, il colore ed il gusto tendono ad avvicinarsi ad una classica pils, ma racchiude in se tutte le caratteristiche di una buona e fragrante birra artigianale. 

Drunk’n’Deer , una IPA che a tutti gli effetti è una APA

Per ora dunque le birre sono due (e che birre!) ma tante sono le idee e progetti in cantiere, Gianmarco ha lo sguardo sornione ma i suoi occhi guardano lontano: “Queste sono le nostre prime birre ma non ti nascondo che altri esperimenti sono stati fatti, la sfida più grande  sarà quella di dare alle prossime creature la stessa qualità di quelle che hai assaggiato stasera… Magari in un pub tutto nostro? Chissà!

Eh no ragazzi, ditelo subito perché poi devo organizzare dei mezzi che mi permettano di rotolare verso casa… Cercasi autisti! 

Consiglio di degustare le birre dei Thirsty Brothers con “Beer never broke my heart” di Luke Combs in sottofondo… Un bancone, luci soffuse, qualche nocciolina, la magia è tutta qui.

Questi sono pazzi, viva i pazzi!