Ora parlateci voi di quando volevate che il Pd vi parlasse di Bibbiano

Le accuse politiche di Meloni, Salvini e Di Maio e la campagna di denigrazione di un partito che dalla vicenda è uscito mondo

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

L’eugenetica è una brutta faccenda: a prenderla lasca e senza scomodare aberrazioni storiche che calzano sempre male è quella presunzione per cui il come sei nato ti dà maggiori diritti rispetto a come ti comporti. E’ una sorta di “balcone” (ma tu guardacaso…) dal quale tu scruti l’avversario e lo schiacci appena ti si offre l’occasione, invece di contendere con esso a parità di condizioni.

A volte e soprattutto in politica l’eugenetica è quella cosa per mezzo della quale prendi un pezzo di storia incompleta, la fai già completa ed avvii a sparare bordate contro chi, a tuo parere, deteneva un primato morale.

Perciò, Deo Gratias, adesso ti si offre l’occasione per abbaiare che quel primato morale esso, l’avversario che sta in tacca di mira, non lo detiene più. Oppure non lo ha mai detenuto. E tu, se sei abbastanza truce, ci guadagni credito.

La Storia che punisce i forcaioli

Uno dei manifesti su Bibbiano

Ma la storia alla fine mette ogni stupido in casella, e non perché sia giusta, piuttosto perché è composta per lo più di fatti in accrescimento cognitivo. Che significa? Che se in politica su una mera ipotesi ci puoi costruire stilettate sardoniche (legittime) sempre in politica e su quella stessa mera ipotesi non puoi imbastirci crociate sistemiche.

Sennò poi va a finire come con Bibbiano, dove una destra ex forcaiola pro domo sua ed oggi totem specchiato di garantismo coatto si lancia sul polpaccio di un Pd messo alla berlina e, ad iter giudiziario avviato, è costretta a fare i conti con la più grande figura di roba calda e marrò degli ultimi 30 anni.

“Parlateci di Bibbiano” era diventato un mantra, lo slogan sardonico e cattivo con cui Fratelli d’Italia, Lega e Movimento Cinquestelle avevano sempre in cartucciera una dum-dum con cui zittire i dem sulla scorta di una vicenda giudiziaria sordida in narrazione quanto, parrebbe proprio, inconsistente in punto di Diritto. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di giovedì 10 luglio 2025).

Ma sì, parliamone…

Giorgia Meloni

Perciò è bene che oggi ci parli di Bibbiano, ad esempio, Giorgia Meloni, che con il suo Partito all’opposizione e con percentuali ancora da prefisso telefonico, dopo l’apertura dell’inchiesta sugli affidi pilotati nel comune emiliano, a Bibbiano ci andò.

E, corrusca (nel fare le faccette mannare e tiroidee la Meloni di una volta era insuperabile) come una Erinni dell’Ethos, si fece riprendere davanti al cartello di ingresso al territorio comunale.

Era con gente che esibiva cartelli con su scritto: “Siamo stati primi ad arrivare. Saremo gli ultimi ad andarcene!”. Ecco, oggi e per coerenza la premier dovrebbe essere la prima a fare ammenda e l’ultima a cercare di dribblare la medesima.

Meloni, Salvini e Giggino

Neanche a dirlo, Matteo Salvini si mise talmente in scia che alla fine corse a tenere un comizio in paese e, quando venne varato il Conte uno, fece auguri ironici al M5s che si accingeva a governare con “quelli di Bibbiano”.

Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica

M5s che, per bocca di un eugenetico “Giggino” Di Maio, aveva asserito in precedenza il famoso claim-boomerang “mai con quelli di Bibbiano”. Insomma, tutto ciò che sembrava contenere di marcio quell’indagine, e con allitterazioni traverse che vedevano esponenti del coinvolti in filoni minori, venne preso da sovranisti e populisti.

Poi triturato in un mix di forcaiolismo gratuito e lanciato a catapulta in zona Nazareno. Come le pelli unte con le suppurazioni del vaiolo che trapper ed esercito Usa lanciavano nelle riserve indiane per sfoltire grazie a Madre Natura le fila di un potenziale nemico pronto a rimettersi in armi.

Tre condannati minori su 14

Matteo Salvini

Oggi su Bibbiano è arrivata la sentenza di primo grado. Giudicato che, dopo le assoluzioni con riti alternativi dei personaggi più “mainstream” della vicenda, dice che su 14 imputati solo 3 sono “meritevoli” di condanna, ma per fatti non attinenti la polpa sordida su cui si imbastì quella “shitstorm”.

Sentenza che di fatto aveva già azzerato ogni responsabilità del Pd nella triste vicenda dei bambini indottrinati al punto da accusare i loro genitori di molestie sessuali dopo sedute di psicoterapia ad hoc presso l’associazione Hansel e Gretel.

Il paradosso vero, al di là del merito del pronunciamento, è duplice: etico e politico.

Le scuse doverose degli accusatori

Perché non si mette un partito alla berlina solo perché il sindaco del Comune dove è accaduto un fatto ipotetico, sindaco coinvolto per aspetti burocratici e poi assolto, è di quel partito, partito avversario.

E soprattutto perché il garantismo è un dovere che non ammette altalene: sacro quando comandi e riformi la Giustizia al punto da annacquare l’esercizio dell’azione penale e trascurabile quando non comandi e per opportunità di bottega devi additare il mostro prima che Procedura asseveri che di mostro si tratti.

Perciò parlateci di quando volevate che vi si parlasse di Bibbiano, cari accusatori arcigni che furono. E magari dopo parlate con la vostra coscienza di personaggi pubblici di massimo rango. Quella che dovrebbe imporvi di pronunciare una sola parola: “Scusateci tutti”.