Angela la schiava e la sua dignitosa solitudine (di F. Dumano)

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I racconti in Bianco & Nero di Fausta Dumano. L'epoca delle 'donne di servizio'. Diventavano parte della famiglia. Nulla a che vedere con le badanti di oggi

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ricordi in bianco e nero… le donne sole hanno sempre un fascino particolare… Di lei ricordo solo il nome: Angela. La chiamavano ”la schiava”. A volte certi soprannomi sono crudeli, segnano il destino.

Oggi nelle case ci sono le badanti tuttofare, spesso migranti… Ricordi in bianco e nero, una volta erano giovani ragazze che arrivavano da qualche paesino, entravano nella ”famiglia” e restavano li a vita. Si chiamavano ”donne di servizio”.

Alcune volte diventavano parte integrante della famiglia. E allora erano come delle zie, mangiavano sedute a tavola. In altri casi invece erano ”le serve”.

Angela viveva con una maestra e con il figlio… Ah… ricordi in bianco e nero, in quegli anni insegnare era una “professione che permetteva lussi”. Angela la ricordo sempre sola, al massimo seguiva ”la sua signora”.

Nei miei ricordi in bianco e nero lei era associata a due macabri feti esposti sotto spirito nella farmacia vicino a questa scalinata. Non ricordo come fu, entrando una volta da ragazzina con un’amica, mi fece notare quei macabri feti, accanto c’era lei  con un volto triste. Avendola notata altre volte sempre accanto a quei feti nel mio immaginario lei era la custode.

Su quella panchina, nascosta dalla vita del salotto culturale della piazza municipio, era possibile incrociare spesso il suo silenzio e la sua solitudine. Nel mio costruire storie pensavo che lì attendesse l’arrivo di una lettera, di un’attesa. Costruivo probabili scenari da ”venditrice di sogni”.

Una panchina solitaria, una scalinata che a pochi passi dal salotto conduceva nel quartiere Arco, una donna in attesa, lei il simbolo del silenzio, incuriosita. Oggi le badanti fanno comunità, sono una società nella società. Nulla a che vedere con la dignitosa solitudine su quella panchina.

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