La Befana dei Vigili con cui ho mantenuto la promessa

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Fausta Insognata Dumano

 

di FAUSTA DUMANO
Scrittrice e insegnante
detta ‘Insognata’

 

Ricordi in bianco e nero… la befana era una grande attesa nella mia vita di bambina, mista alla delusione che il giorno dopo suonava la campanella: una crudeltà tornare a scuola il giorno dopo.

A casa mia la befana non portava solo le calze… ma anche i giochi. Era più ricca di Babbo Natale. Sebbene nel mio immaginario era una strega, che spaventava, scendeva dal camino e bisognava andare a dormire presto, perché lei altrimenti non sarebbe arrivata. Non bisognava alzarsi perché la signora Befana non gradiva rumori, ah credici evitavo anche di andare al bagno.

La Befana mi incuriosiva assai. Prima di tutto anche lei indovinava i miei gusti, sapeva troppe cose di me e non le scrivevo nessuna lettera. Questa cosa la rendeva ai miei occhi un’ indovina. Un po’ di carbone lo portava sempre, era un avvertimento diceva la mia mamma. Scoprire che la Befana fosse la mia mamma fu un’amara scoperta e la scoperta amara fu proprio ad Arpino.

La prima befana trascorsa ad Arpino… Correvano gli anni Settanta, proprio gli inizi. Frequentavo ancora la Scuola Elementare. Io sono stata una bambina molto ovattata con molta fantasia, che la mia maestra reprimeva con il bisogno di realismo nella scrittura, ma questa è un’ altra storia. Mi intrigava capire perché una povera vecchia, che non aveva neanche i soldi per il dentista, poi avesse i soldi non solo per i giocattoli, ma anche per quei premi miliardari associati alla lotteria Italia.

Ogni tanto nel mio immaginario eleggevo una vecchia befana. Mi stupiva. Aveva il dono dell’ubiquità come in fondo Babbo Natale. Ma lei, scendendo dal camino… i pacchi, come facevano ad essere puliti? Fu la prima befana arpinate a svelarmi l’arcano. A sorpresa contro ogni tradizione siciliana era atterrata in piazza municipio, la befana dei Vigili. Non era scesa dal camino e notai che un pacco aveva la stessa carta che usava la mia mamma. Feci un po’ la saputella dell’io so, ma la mamma mi guardò.«Bene,se interromperai la magia a tua sorella, la Befana non verrà più…».

Ricordi in bianco e nero… Ho protetto la magia della Befana tanto da trasmetterla ai miei figli… Ricordi in bianco e nero… In piazza Municipio si giocava la mattina della Befana. Dall’incredibile archivio di Piero Albery è spuntata una foto della Befana dei vigili, ah diciamolo è la befana che mi ha tolto la magia, la befana per me era solo dei bambini, per gli adulti era sufficiente.

Crescendo ho visto Befane scendere dall’elicottero, ma la magia era già stata interrotta, ma continuo a sperare che quella vecchietta estraendo i numeri si ricordi che l’Insognata non ha mai svelato la sua identità.

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Foto: Archivio Piero Albery, per gentile concessione
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