La falegnameria di Lello Geppetto

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

di FAUSTA DUMANO
Scrittrice e insegnante
detta ‘Insognata’

 

 

Ricordi in bianco e nero… un viaggiare nel tempo, ma anziché stare in una carrozza del treno ad osservare le immagini che scorrono dal finestrino, qui è il tempo a scorrere a mano a mano che si sfogliano le pagine con migliaia di istantanee. Sono sempre più convinta che vivere ad Arpino abbia scatenato la mia fantasia di bambina, regalandomi storie che oggi sembrano surreali.

Stavolta nello scenario di quel fantastico mondo in bianco e nero appare Raffaele Albery. Eh già il nonno di Piero, l’autore di tutte le foto che stanno facendo riaffiorare il passato nei miei ricordi. Molti lo associano subito al signore che portava la croce alla processione del Venerdì Santo: una croce portata per mezzo secolo.

Ricordi in bianco e nero… Per me si chiamava ”Geppetto” in realtà tutti lo chiamavano Lello. Aveva una falegnameria  all’Arco, proprio vicino alle suore dove da bambina andavo all’asilo. Sentendo la fiaba di Pinocchio mi venne facile la mia associazione con Geppetto. La sua falegnameria era particolare, era aperta ai ragazzi, che potevano giocare con i pezzi di legno. Non c’era la corrente, lui lavorava tutto ”al naturale … Ricordi in bianco e nero.

Io da bambina, sono stata maschia. Preferivo i maschietti alle bambine. La falegnameria di Lello Geppetto era accogliente, sprigionava gli odori del legno. La mia nonna storceva le spalle, avrebbe preferito che quella nipotina, calzettoni e treccine, frequentasse altri luoghi. Ah i chiodi erano lo spettro che avrebbe dovuto allontanarmi da quegli odori inebrianti di quei legni.

Nella falegnameria di Lello, con i trucioli di legno si giocava, i frammenti che avanzavano dal suo antico cesellare, segare, inchiodare… venivano ”lavorati ”e con tanta fantasia diventavano giocattoli… Ricordi in bianco e nero… arrivavano i primi bambolotti che piangevano, le bambole che camminavano, le macchinette telecomandate, i giochi con le pile… Ma la falegnameria di Lello, il mio Geppetto, restava un luogo magico, dove una fila di formiche sembrava costruisse il tunnel dell’autostrada. Lui lavorava, nonostante il brusio e il vociare.

Crescendo si continuava a passare da Lello ad orari diversi, mentre batteva i chiodi, con il lapis dietro l’orecchio. Era il depositario dei segreti, il consigliere… Ricordi in bianco e nero… Da bambina con Geppetto ero arrabbiata, aveva costruito quel burattino senza mamma, solo con un papà. Ma Lello non aveva proprio niente in comune con Geppetto.

Alle nuove generazioni, play station e diavolerie spaziali, potrà sembrare strano che noi ci siamo divertiti tanto dentro una falegnameria… Ricordi  in bianco e nero, quella falegnameria  aveva una calamita al miele, era impossibile non passare da  Lello. Poi, crescendo, in quel luogo discutevi di massimi sistemi, ragionamenti impegnati, il mondo che cambiava e noi che senza accorgercene cambiavamo con lui.

Ricordi in bianco e nero… poi un giorno, all’improvviso, nelle nostre vite arrivò lui… il nipote… Ma questa è un’ altra storia…

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Foto: copyright archivio Piero Albery, per gentile concessione

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