Raffaele, il dottor Freud che ci analizzava sulle sedie del bar (di F.Dumano)

Raffaele, il dottor Freud di una generazione: portò la psicanalisi ad Arpino e analizzava i ragazzi sui gradini della chiesa o sulle sede del bar

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

​Per noi era il nostro dottor Freud. Raffaele Gargaro, detto  Lello, circolava sempre con testi che erano trattati di psicanalisi.

 

Il dottor Freud in quegli anni frequentava gli ambienti intellettuali della sinistra. La sua presenza nel salotto culturale della piazza Municipio ad Arpino ti faceva immaginare che ti trovassi a Trieste, la capitale mitteleuropea. Il dottor Freud in quel salotto portò da  Perugia, se i ricordi in bianco e nero  non si intrecciano sbagliati, la psicanalisi. Sulle sedie del  Bar Sport, ma anche sui gradini della chiesa, inconsapevolmente diventammo le sue cavie.

 

Il dottor Freud scandagliava i nostri atti, i nostri gesti, interpretava i nostri sogni, aveva sempre la sua analisi . «Hai lasciato le chiavi di casa, perché inconsciamente non vuoi rientrare a casa». Ricordi in bianco e nero… il dottor Freud ti offriva una chiave per leggere i romanzi , sui banchi di scuola al liceo era chiaro solo l’intreccio tra Freud e Svevo… ma all’improvviso, ricordi in bianco e nero, fu la scoperta del femminismo a trasformare le nostre chiacchierate in dispute , in accapigliamenti in cui l’Evaldo (leggi qui) faceva da paciere.

 

Su cosa si disputava? Non fu solo la Amanda Guiducci, l’intellettuale marxista, studiosa di Cesare Pavese, l’autrice di due libri cult della mia generazione ”Due donne da buttare”e ”La donna non è gente”, ma la scoperta di Melanie Klein. Non era lo scontro sull’io, se nasca al momento della nascita (per la Klein) o dopo (per  Freud), ma ”Invidia e Gratitudine” il teatro dello scontro: per la Kkein «l’invidia non nasce dalla mancanza dell’organo maschile, ma per il potere che la società gli attribuisce».

 

Il dottor Freud ogni tanto suonava la chitarra. Ricordi in bianco e nero… anche lui ha scritto la storia di quegli  anni, contribuendo  a portare il vento culturale in quel salotto. Ogni  tanto lo incontro a Frosinone, dove vive con la sua famiglia: il dottor  Freud oggi ovviamente fa lo psichiatra. Ignoro quali teorie lo affascinino e segua, per me resta il dottor Freud che ci ha steso sui gradini della chiesa, sulle sedie, rendendoci le cavie inconsapevoli delle sue teorie.

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