Pasquale con il carretto e l’eroica Raganella (di F. Dumano)

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Pasquale ed il suo carretto carico di fieno, trainato da un asino o da una mucca: un altro pezzo di Ciociaria scomparsa, riscoperto grazie ai Ricordi in Bianco & Nero

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ci sono immagini che restano con te per sempre. Di lui ricordo il suo nome: Pasquale. Arrivava sempre con la sua auto speciale, la sua carretta trainata a volte anche da una mucca. Non mi ricordo da dove arrivasse, le frazioni di campagna sono infinite. Di certo aveva con lui sempre una cagnetta Raganella e in questa foto sono visibili le zampette.

 

In questa immagine ci sono tanti elementi di un tempo, un manifesto politico, archeologia: a quei tempi i manifesti proletari venivano scritti con i pennarelli. In quell’angolo apparivano quelli di Romolo Rea, magari questo è proprio suo. Era l’angolo del Psi. Di lui sindaco e poi consigliere regionale, parleremo in un’ altra storia.

 

La Vespa potrebbe essere quella mitica di Elena, un’altra storia.

 

Raganella è protagonista di tante storie anche leggendarie, salvò una notte la mucca, che si sentiva male. Andò a chiamare, svegliandolo, Pasquale. Ma Raganella è famosa perché si narra che nonostante fosse piccoletta non aveva paura dei lupi, era così la guardiana della notte. Ho sempre pensato che fosse femmina, o meglio ho attribuito il nome al femminile.

 

Certamente l’arrivo di Pasquale faceva effetto. Oggi è rarità incontrare queste “auto”. Nei ricordi c’è un incontro tra Pasquale e un autobus proprio nei pressi dell’ inizio di via Vittoria Colonna, punto nevralgico, dove un solo pulman creava ingorgo. Ricordo come se fosse un film in bianco e nero, la scena dell’ animale che non voleva fare marcia indietro. Queste scene attiravano sempre curiosi, che a volte diventavano comparse elargendo consigli.

 

Ricordi in bianco e nero, sbiaditi nel tempo… Non lo posso affermare con certezza, ma la sua mucca dovrebbe essere diventata famosa in un opuscolo del commendatore Iannuccelli: ”La mucca impazzita nel giorno dei morti”.

 

E chissà per quanti, come per me bambina, Pasquale era come un San Francesco, che parlava con gli animali… ma nel centro di Arpino.

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