Il prof Sciucca e le sue lezioni (di F.Dumano)

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

di FAUSTA DUMANO
Scrittrice e insegnante
detta ‘Insognata’

 

 

Ricordi in bianco e nero… il professore Marcello Sciucca è uno di  quei prof che dovrebbero entrare nell’album dì oro dei docenti.

Non è stato un mio professore, ma mi ha insegnato tante cose. Chiariamo subito una cosa: alla scuola media di Arpino mi sono iscritta alla sezione dove si studiava Inglese, non perché fossi un’avanguardia, che aveva capito che la lingua inglese ci avrebbe fagocitato. Ma semplicemente nella sezione di Francese l’insegnante di matematica era mia madre.

Il prof. Sciucca era insegnante di materie artistiche, insegnava a disegnare, facendolo con passione, una passione veramente incredibile.

La scuola media, ricordi in bianco e nero, al tempo era ”obbligatoria” ma non gratuita. Oltre ai libri di testo bisognava comprare il materiale, compreso quello per disegnare. Il materiale per disegnare e dipingere da sempre costa. Il prof Sciucca ogni anno ”adottava’ ‘gli studenti del disagio” la sua cartella di prof era piena di colori che seminava.

Il prof era ”un compagno’ che distribuiva con generosità ”la ricchezza”. E per impedire che la sua generosità mettesse in disagio, beneficiava anche i figli della borghesia.

Ricordi in bianco e nero… Ad Arpino nacquero due associazioni, L’Arci e l’Acli, che si sfidavano a colpi di eventi. L’Arci era quella dei compagni, l’Acli il mondo della chiesa, della Democrazia Cristiana. Arpino, della DC andreottiana era un feudo.

Il prof Sciucca non mi ha insegnato a disegnare, ma mi ha insegnato a studiare la Storia dell’Arte sull’Argan, quel manuale di arte, gioia e angoscia dei liceali. Ricordi in bianco e nero… camminando in quel salotto culturale della piazza, mi insegnava la filosofia dell’arte, la funzione sociale dell’arte. Blocco notes e penna, nei traslochi della mia vita ho conservato le lezioni del prof Sciucca.

E forse è la vera missione di chi fa il prof, più che trasmettere la materia, insegnare ad allargare i confini culturali, come avvenne con me, camminando in quel salotto culturale che è la Arpino di quell’epoca.

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