Il sindaco ed il re (di F. Dumano)

Foto © Archivio Piero Albery

Tommasino Gazzellone appartiene alla galleria dei sindaci 'storici' del territorio. Amante dello sport, fondò la squadra di calcio. Ricevette il Re di Svezia in visita ad Arpino e lo porto a studiare la Civita Vecchia. Aveva...

Fausta Dumano
Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Nell’immaginario di un’intera generazione Tommasino Gazzellone è stato il sindaco di sempre. Erano gli anni in cui non c’era il limite a due soli mandati consecutivi, non c’era nemmeno l’elezione diretta: le maggioranze si formavano nelle Aule dopo le elezioni e si poteva venire sfiduciati e sostituiti da un altro. Nonostante questo, Tommasino fu il sindaco per anni e anni.

Il suo nome è legato allo Sport. Per due aspetti. Fu il primo allenatore della squadra di calcio di Arpino, la prima squadra ‘seria’ nel senso che puntava con concretezza a recitare un ruolo di vertice nei campionati. La fondò negli anni ’50 con il segretario Mario Diodati. Negli anni ’80 invece, da sindaco, faceva parte del comitato d’onore del Rally di Pico.

Re Gustavo Adolfo di Svezia, raffinato archeologo innamorato dell’Italia

Nell’archivio fotografico di Piero Albery, che ha immortalato tre generazioni, ci sono diverse foto del sindaco in piazza o dietro alle processioni. Ma la tappa che ne proiettò il nome (e quello di Arpino) sul palcoscenico internazionale fu negli anni ’60 con l’arrivo del re di Svezia Gustavo Adolfo con il quale visitarono insieme la località Civita Vecchia.

Ancora prima degli olandesi, Arpino è  stata metà  degli svedesi. La venuta del re di Svezia ad Arpino la ricordano  in tanti e capita ancora di ascoltare qualche anziano narrare di quel soggiorno arpinate del sovrano. Era innamorato dell’Italia e non perdeva occasione per scoprirne ogni volta un aspetto. Ad Arpino lo portò la sua passione e competenza per l’archeologia.

Il sindaco per antonomasia è in carica anche negli anni ’80 in occasione del bimillenario della nascita di Agrippa. Per l’occasione Tommasino Gazzellone cura  un saggio con le fonti di Cassio Rione e Svetonio.

La Civita Vecchia di Arpino © CiociariaTurismo

In quelli anni Arpino era un feudo della Democrazia Cristiana e di Giulio Andreotti, i sindaci erano sempre della Dc, mentre il professor Sardelli era l’opposizione socialista. Poi arrivò l’opposizione del Pci con unico consigliere Evaldo Gabriele (leggi qui Evaldo Gabriele, l’intellettuale a tempo pieno). Fu il convinto sostenitore di quel progetto che già dai primi anni del ‘900 affascinava glii arpinati: la funicolare dal castello dei Ciccodicola. Funicolare che è stata sempre presente nei programmi elettorali e mai è stata realizzata.

Originario del quartiere Colle, il sindaco scendeva in piazza generalmente a piedi. Sempre elegante, difficile incontrarlo senza la giacca e la cravatta: anche a Ferragosto e con il solleone. Il suo ufficio era la piazza, non bisognava salire in municipio per incontrarlo, lui ascoltava camminando… Saper ascoltare: un’altra caratteristica dei sindaci dei tempi andati, rimasta anche lei nei Ricordi in Bianco e Nero.