Non ti arrabbiare… è inutile

Maria Rita_Ilford_IV

di MARIA RITA SCAPPATICCI

Psicologa e blogger

 

È l’emozione che mette in evidenza il nostro lato peggiore.
Modifica il nostro stato d’animo, la nostra espressione e ci manda in tilt, fino a dire cose inaudite che sembrano non appartenere a noi stessi.

La rabbia è un sentimento che si presenta frequentemente nella nostra vita e che, molto spesso, dirige i nostri pensieri e sentimenti nelle relazioni con gli altri.

Ed è proprio in un litigio con un interlocutore che viene fuori in maniera dirompente, come un’esplosione d’istinti.

Sarà sicuramente capitato a tutti, nel corso di una discussione, di perdere le staffe, di allarmarci e arrivare a far degenerare un discorso su argomenti che non facevano parte del focus del discorso. Senza rendercene conto alziamo il tono della voce, la testa scoppia e più urliamo più abbiamo la sensazione che l’altro non ci stia ascoltando.

In realtà quando ci arrabbiamo stiamo dando all’altro la possibilità di controllarci. Non ne siamo affatto consapevoli ma ci prodighiamo a fare bellissimi sermoni per chiarire la nostra posizione proprio perché in quel momento ed in quella situazione è l’altro a dirigere e a gestire l’argomento.
Gli abbiamo regalato una parte di noi e ci arrabbiamo perché tentiamo invano di recuperarla e di fargli capire che è in debito con i nostri sentimenti e con la nostra vita.

Le questioni di principio sono da esempio di come sia vero quanto appena affermato.

Il più delle volte alla fine di una discussione accesa ci si dimentica il motivo per il quale siamo arrabbiati ma ce l’abbiamo comunque con l’altro e se scavassimo in fondo ai nostri pensieri saremmo in grado di capire che il rancore porta con sé la voglia di rivalsa e la restituzione del nostro modo di essere.

Tutte le lamentale quando non si va d’accordo con qualcuno iniziano sempre con un “ho provato a fargli capire che…”
La verità è che quando siamo arrabbiati ci sentiamo derubati, traditi e rapiti di una parte di noi che probabilmente non tornerà più come prima.

Abbiamo paura che il nostro equilibrio possa essere minato dagli altri, perché sono loro, in quel momento a controllare la nostra vita.

Partendo da questa premessa sarà facile comprendere come più si inasprisce la discussione più gli altri acquistano potere su di noi, perché ciò che ci riesce difficile comprendere è che se chi ci sta di fronte ha la sua idea difficilmente sarà disposto a cambiarla con un urlatore seriale di fronte.

La motivazione che ci fa arrabbiare ha di per una giusta radice: cambiare le cose.

Ciò che è sbagliato è il modo in cui si persevera, cercando di cambiare. Se proprio siamo convinti di ciò che diciamo cerchiamo di attuarlo senza rivendicazioni verso nessuno. Se abbiamo l’impressione che l’altro gestisca la nostra vita riprendiamocela e cerchiamo oltre.

Diamoci del tempo per stare in silenzio, ridefinire i nostri obiettivi e andare oltre chi non è d’aiuto.

Sbagliare a riporre la fiducia in qualcuno significa imparare che gli altri sono diversi da noi e questa nuova conoscenza potrà dirigere i nostri nuovi obiettivi.

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