Nicolò è innamorato (Il Duro del week end)

Luciano Duro

Narratore e Sognatore

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Luciano Duro
di LUCIANO DURO
Narratore e Sognatore

 

In classe dalla maestra Franca, terza elementare, è sempre un fidanzarsi ! In particolare Nicolò è perdutamente innamorato, i suoi occhioni dolci, non sono che per lei. Soffre così tanto che la maestra ha ben pensato di metterlo nello stesso banco della bimba. Starle vicino, aiutarla a cercare il quaderno nello zaino, sfiorare appena una mano, parlarle, lo rende felice. Per sembrare più attraente e alla moda ha anche provato a mettersi un orecchino al lobo destro, ma si è scontrato con la netta opposizione dei genitori. Io che in quella classe sono di casa, osservo e resto perplesso, da principio mi diverte ma poi penso alla sofferenza di Nicolò e mi sento stupidamente superficiale.

I compagni di classe hanno notato che, da un po’ di tempo, è strano, non gioca più con gli altri, non è disponibile come prima. Ma perchè rendere la vita difficile con amori improbabili già a otto anni? E’ il grande gioco dell’imitazione dei grandi? I bambini osservano lo stile degli adulti perchè un giorno lo saranno anche loro. Non avendo ancora, a quell’età, le opportune difese ed il cuoricino tenero si soffre ancora di più.

Lei, Romina, la bimba, tanto graziosa, con lo smalto rosso alle unghie, che agita continuamente le mani, affinchè si noti, gioca ad essere una piccola donna. È gratificata dall’attenzione del compagno di scuola, ma è incerta se corrispondere. C’è un’altra insidia che rende quell’amore infantile difficile; la piccola ha già scelto un fidanzatino dall’inizio dell’anno scolastico, è il miglior amico di Nicolò.

Nella testolina del bambino c’è confusione e disagio, sentimenti così profondi come amicizia e amore che si scontrano e sembrano inconciliabili. Renato ha l’aspetto di un ometto, è il più fico, il più alto di tutti e ha una cresta di capelli tenuta ritta con abbondante gel. Lui sembra infastidito da tale evidente interesse , si sente già uomo e la preoccupazione è completare l’album di figurine “Panini”, non ha tempo per quelle “smancerie”. Romina è oggetto di adulazione ma anche di invidia delle altre bambine, vogliono essere protagoniste in questa storia, si parlano sottovoce, dispensano consigli, si scambiano bigliettini e si inviano disegnini. Lei si sente al centro della scena, gioca, come se fosse già signorina, perchè a quella età è un gioco, se la sorella più grande ha un fidanzato, perchè non potrebbe averlo anche lei?

La maestra Franca lo sa, le maestre riescono ad intuire ogni sussulto sentimentale che si sviluppa nella classe, e senza darlo troppo ad intendere, affronta il problema didatticamente, attraverso un percorso lungo e non privo di insidie. Parla della percezione dell’amore nei bambini per collegarlo poi ai genitori.

Nicolò, non ascolta, non può capire, quell’approccio amoroso, intorno agli otto anni, è un impegno, terribilmente serio, è una rappresentazione della vita in cui per la prima volta è attore protagonista, un intricato problema la cui soluzione non può essere delegata ad altri. Se chiedevi a Nicolò, prima che frequentasse la scuola elementare, chi volesse sposare da grande, lui avrebbe sicuramente sognato di “sposare” la mamma, colei che ama e che è la donna perfetta, è quasi invidioso delle moine di papà, ma ora che ha scoperto un altro tipo d’amore è smarrito e disorientato perchè oltre a turbare il suo cuore lo fa sentire quasi infedele.

È un amore tutto diverso e non è lo stesso che si prova per mamma e la scuola elementare è il momento in cui si scopre “il mondo di fuori” che va oltre “il mondo di dentro”, circoscritto al nucleo familiare.

I sentimenti dei bambini vanno compresi e rispettati, gestirli è uno degli aspetti più difficili e delicati.

Essere genitori è un mestiere davvero complicato, spesso si impara strada facendo mentre in questa società, dove tutti hanno fretta, i bambini crescono più velocemente di quanto noi possiamo immaginare e talvolta siamo costretti a rincorrerli.

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