Quando Valentino Parlato veniva al Manifesto ad Isola del Liri (di L.Duro)

Luciano Duro

Narratore e Sognatore


di Luciano DURO
Narratore e Sognatore

 

 

Seduti ad un tavolo, presso Scala, non ancora ristrutturato a ristorante, una via di mezzo, tra un’ordinata taverna e una trattoria, davanti a un buon bicchiere di vino bianco ed un grande piatto centrale di affettati, discorrevamo tra noi: Valentino Parlato, Dante Pantano, detto “Boschetto”, Bruno Greco e Gigi Scala.

Valentino Parlato veniva spesso ad Isola del Liri in quella piccola bottega, sempre affollata, dove c’era la sezione provinciale del Manifesto, allora giornale e allo stesso tempo Partito.

In quell’occasione era arrivato per un intervento elettorale, era l’unico disponibile in redazione. Lui non amava i comizi, preferiva parlare ad una ristretta cerchia di militanti al chiuso. Non ricordo il motivo per cui “Boschetto” si unì a noi, di sicuro i due si conoscevano da molto e non si erano più incontrati. Boschetto, già dirigente del PCI locale, era stato per anni vicesindaco della città, ma che io ricordi, era in quel periodo oggetto di “rottamazione” da parte dei giovani che avevano preso la direzione del Partito.

Il locale, pur ampio, si riempi subito di fumo. Valentino sembrava non smettere mai: fumava una sigaretta dopo l’altra, non mangiò molto, il suo unico sostentamento era quel pacchetto “Pueblo” di tabacco naturale al 100% che sosteneva essere senza additivi chimici, e ne aveva sempre altri due di scorta. Aveva una profonda conoscenza di Isola del Liri, e delle sue fabbriche, era stato redattore di “Rinascita” ed economista dell’ Unità, aveva seguito le vicende sindacali e le lotte operaie. Forse per questo conosceva Boschetto il quale raccontava che nell’immediato dopoguerra, da giovane comunista, percorreva in lungo e in largo il territorio con la bicicletta, come un missionario, sempre a far riunioni nelle sezioni che man mano si aprivano nei centri vicini.

Parlarono di quel 17 febbraio del 1949, quando i carabinieri spararono sugli operai che avevano occupato le Cartiere Meridionali. Valentino Parlato fece qualche affermazione che non piacque molto a noi che avevamo il mito della classe operaia e dell’Isola rossa. Ascoltavamo senza interloquire, intimiditi dalla statura politica dei due. Egli sosteneva che gli operai di Isola del Liri, erano combattivi e determinati a difesa del salario e dei propri diritti, non avevano compreso però che l’effetto della tecnologia sulla società era dirompente e sarebbe stato ancora maggiore negli anni a venire. Sarebbero cambiate le regole e le dinamiche competitive, modificando in profondità ed in maniera irreversibile le abitudini delle persone. La difesa del posto di lavoro passava attraverso un diverso modo di intendere il mercato e quelle fabbriche, alcune ormai di vecchia tecnologia erano avviate ad una inevitabile chiusura.

Su questi concetti anche il sindacato era in netto ritardo, argomentava, mentre Boschetto annuiva, rafforzando quelle convinzioni.

Poi il discorso scivolò sulla radiazione di Valentino, Aldo Natoli, Lucio Magri, Luigi Pintor, Luciana Castellina, Eliseo Milani, Lidia Menapace, Rossana Rossanda dal PCI, nel 1969, in seguito alle esplicite critiche mosse al Partito, che non aveva condannato l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Ma fu quello solo l’ultimo atto di una scissione che si era già consumata con la componente, capeggiata da Giorgio Amendola, all’ interno di un Partito in quel momento senza segretario, poiché Longo che doveva governare la transizione era gravemente malato.

Nonostante la spessa coltre di fumo si stava bene e quello stare insieme era per noi un orgoglio ed un motivo di crescita culturale e politica, ma Valentino, che già aveva in qualche maniera abusato di quel vino bianco che scorreva leggero come l’acqua, doveva pur tornare a Roma. Ci salutammo con un caldo abbraccio: “Non siate pessimisti e mi raccomando, allargate il consenso, abbiamo bisogno di voti”.

Accese un’altra sigaretta e ci salutò con un confidenziale sorriso e un leggero cenno della mano.

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