Championnet brucia ancora: quando la tradizione batte la burocrazia

A Frosinone il rogo di Championnet torna a chiudere il Carnevale: una tradizione difesa dalla città e salvata dal buon senso istituzionale. Le regole non cancellano i riti: possono renderli sostenibili.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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Le tradizioni non chiedono permessi: perché sono esse stesse un permesso. Appartengono alla storia profonda di un territorio, di una città, alla sua memoria collettiva, a quel filo invisibile che tiene insieme generazioni diverse senza bisogno di spiegazioni. A Frosinone il rogo del generale Championnet, a conclusione del carnevale è una di queste. 

Viene bruciato il carro allegorico  con il busto in cartapesta dell’ufficiale napoleonico alto circa quattro metri, al quale la tradizione associa una beffa compiuta nel giorno di martedì grasso: fecero tornare l’ufficiale in armi a Frosinone per sedare una sollevazione, gli fecero trovare la città in festa prima dell’inizio della Quaresima.

Il generale Jean Antoine Étienne Vachier detto Championnet

Lo scorso anno si era provato a spegnere quel rogo benaugurante con una circolare, con una norma, con una lettura burocratica della realtà. Frosinone è una città con l’aria inquinata, più volte viene bloccato il traffico e vietato l’uso di camini e stufe a pellet: inconcepibile un rogo a cielo aperto. 

Il risultato fu opposto: la città reagì, la piazza si ribellò, la tradizione vinse per ragioni di ordine pubblico. Un paradosso solo apparente: quando una comunità sente di essere privata di un rito identitario, la frattura diventa più pericolosa di qualunque falò.

Championnet che supera il passato

(Foto © Stefano Strani)

Quest’anno, invece, è accaduta una cosa diversa. Il sindaco ha cancellato gli insulti che si erano levati lo scorso anno e l’ha fatto cavalcando la piazza: ha rispettato la legge ma ha chiesto una deroga, la Regione ha ascoltato, mettendo sul tavolo una soluzione concreta. Non un “sì” cieco, ma un sì responsabile: biomassa asciutta, niente materiali inquinanti, meno auto, più navette, eventualmente piantumazione di nuovi alberi.

È la dimostrazione che le soluzioni esistono sempre, quando si smette di usare le regole come alibi e si comincia a usarle come strumenti. La tradizione non è stata salvata “nonostante” le norme, ma attraverso le norme.

E, per Frosinone, è un messaggio potente.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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