Nessuna disdetta, nessuna pausa. Dopo la strage, le piste restano piene e il dolore viene rimosso. Il cinismo non è nei ragazzi morti, ma in chi continua a vivere come se nulla fosse.
C’è un dettaglio, nella tragedia di Crans Montana, che fa più rumore delle fiamme. Ed è il silenzio di chi non ha cambiato programma. Nessuna disdetta. Nessun ripensamento. Le settimane bianche sono andate avanti come se nulla fosse. Stesso hotel, stesse piste, stesso après-ski. Lì dove pochi giorni prima si è consumata una strage di ragazzi.

È un cinismo quieto, senza rabbia. Quello di chi scia mentre altri piangono. Di chi cerca relax sapendo che, a pochi metri, qualcuno ha trovato la morte. Non cattiveria: rimozione. La forma più comoda dell’indifferenza.
L’urlo dei morti non lo sentono. O forse lo sentono ma lo abbassano, come si fa con una notifica fastidiosa sul telefono. Perché la vacanza è sacra, lo stress va smaltito, la vita deve continuare. Sempre. Anche sopra le macerie emotive degli altri.
Quelli che a Crans Montana avrebbero capito subito
Poi c’è l’altro cinismo, quello del senno di poi. “Perché filmavano invece di scappare?”. “Perché non hanno capito subito?”. Come se fossero una manica di allocchi. Invece erano solo dei ventenni. Cioè esseri umani nella fase della vita in cui il pericolo è un’ipotesi astratta, non un evento imminente. Erano convinti che anche questa volta gli adulti li avrebbero protetti.

Erano convinti che il sistema antincendio avrebbe funzionato. Che le porte di emergenza si sarebbero aperte. Che qualcuno, pagato e preparato, avesse già pensato a tutto. Nessuno nasce pronto alla catastrofe. Nessuno immagina che una notte di festa possa trasformarsi in una bomba in appena due minuti.
Gli allocchi non sono loro. Gli allocchi sono quelli che oggi pontificano. Quelli che hanno sempre la risposta giusta, purché arrivi dopo. Quelli che spiegano cosa si doveva fare, ma non sanno dire chi avrebbe dovuto proteggere.
E forse il vero scandalo non è che la gente continui a sciare. È che continui a credere di essere più lucida delle vittime. Più sveglia. Più preparata. Quando invece, in fondo, siamo tutti uguali: bravissimi a dimenticare, pessimi a prenderci la responsabilità di chi doveva evitare che accadesse.
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).



