Nel giorno della lotta alla violenza sulle donne, la politica promette unità ma poi torna a dividersi sul tema più sensibile. Il Ddl che cambiava la legge sulla violenza sessuale: da voto unanime a frenata improvvisa. E le donne aspettano.
In un Parlamento che litiga anche sull’ora del caffè, il ddl sulla violenza sessuale sembrava una piccola, preziosa eccezione. Un attimo di concordia, quasi un miracolo civile. Alla Camera era passato all’unanimità, con Meloni e Schlein schierate fianco a fianco. Una foto rara. Una di quelle che ti fanno pensare che, almeno sulle tutele delle donne, la politica possa ancora parlare con una voce sola. Avevano stabilito finalmente un principio: solo si, significa si. Il resto è violenza sessuale. (Leggi qui: Only yes means yes» e finalmente l’abbiamo detto).

Poi è arrivato il Senato e si è tornati alla solita musica stonata. La maggioranza in queste ore ha tirato il freno a mano. Che il testo avesse margini di ambiguità è vero. Che sia doveroso correggerli è altrettanto vero.
Il punto è un altro. Se si era creato un clima di unità così raro, perché non usare quella stessa unità per gestire anche questa fase dei miglioramenti?
Le opposizioni sono uscite dalla commissione Giustizia. Una mossa teatrale ma comprensibile. Anche perché loro, il voto in Aula, lo volevano proprio oggi, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E persino La Russa si era detto d’accordo.

Dall’altra parte, Giulia Bongiorno rivendica calma e metodo. Nessuno vuole affossare il ddl, assicura. Solo qualche miglioramento tecnico, un ciclo breve di audizioni, poi avanti. Intanto, a Montecitorio, le opposizioni chiedono una sospensiva. Non se ne fa nulla. Resta però la protesta contro la ministra Roccella, colpevole secondo Avs di aver evitato ogni spiegazione, come se tacere risolvesse il problema.
Il risultato è l’immagine che conosciamo troppo bene. Una legge importante resta impantanata. La concordia si frantuma. E le donne, che avrebbero diritto a una riforma chiara, diventano di nuovo spettatrici.
La politica aveva avuto una rara occasione per mostrarsi adulta. L’ha sprecata in una manciata di giorni. E questa, più delle polemiche, è la vera notizia.



