La geniale trovata per San Valentino di don Dino, parroco di San Pietro Apostolo a Castelmassimo di Veroli. Perchè l'amore non è cosa semplice. E per certi versi è anche rischioso
Geniale lo è sempre stato: fin da quando – giovanissimo parroco – l’avevano sbattuto nel quartiere più complesso di Frosinone. E lui, per non lasciare i bambini sulla strada, si era inventato i giochi da costruire con gli scarti. È diventata una trasmissione televisiva: prima su Teleuniverso solo nel centro Italia, poi sulla Rai in tutto il Paese.
Don Dino Mazzoli è così: geniale e spontaneo, empatico e diretto, appartiene a quella generazione di preti che non profumano di incenso ma riempiono le chiese. Dopotutto è quella la missione.
Il prete a San Valentino

Chissà cosa fa un prete nel giorno delle coppiette, quello dedicato a San Valentino. Da settimane i migliori ristoranti hanno esposto su internet il cartello Sold Out, tutto pieno. Ed il prezzo dei fiori è triplicato: più sale la domanda e più la segue il prezzo.
Pochi sanno che – per chi crede – c’è una cosa che il demonio non riesce a sopportare. Lo rivelò un altro prete don Sante Babolin, ordinario di Filosofia e decine di libri dati alle stampe e per gradire, anche esorcista. In quella veste domandò al demonio perché stesse tormentando così una coppia: la risposta fu «Non sopporto che si amino». Al Maligno dà fastidio l’amore umano: ogni volta ne esce sconfitto. Perché la vera libertà si attua amando: si è liberi per amare, non si è liberi per essere liberi. O, se preferite un altro prete, Massimiliano Kolbe: «Solo l’amore crea». (Leggi qui).
Il regalo di don Dino

E don Dino non è voluto rimanere con le mani in mano. Anche lui ha voluto celebrare il santo patrono degli innamorati: lo ha fatto invitando i giovani fidanzati a celebrare l’amore portando il proprio partner… a Messa.
Sul web, sui loro canali, ha fatto apparire un bellissimo manifesto che poteva tranquillamente essere utilizzato per una campagna a tema: sotto, la scritta: Vuoi stupire la persona che ami? Portala a messa. Con l’indicazione che come ogni sera la funzione sarebbe iniziata alle ore 18.
Un’iniziativa che restituisce alla festa degli innamorati un valore spirituale e umano. Non si tratta di un invito alla preghiera, ma di un’opportunità per riscoprire l’essenza dell’amore autentico, fondato su valori: come la fiducia, il rispetto e l’impegno reciproco. Non sugli anelli o sulla borsa di marca.
La messa di San Valentino, in questo contesto, diventa un momento di condivisione speciale. Non una fuga dalla realtà, ma un’occasione per vivere l’amore con il cuore e non con i regali.
Perché se è amore vero è fatto di spirito. E solo l’amore crea.



