Il paradosso dell’eccellenza invisibile

Il paradosso di una provincia che produce innovazione ma perde talenti e popolazione. È l'ora di strategie concrete per trasformare eccellenze isolate in sviluppo strutturale.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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C’è un paradosso che il Sud del Lazio ed in particolare la provincia di Frosinone vive ogni giorno senza rendersene conto: è un territorio che produce elicotteri più longevi, materiali compositi per i Boeing, tecnologie per riciclare le terre rare dagli hard disk esausti, sistemi per difendere le auto dai cyberattacchi. Ed è lo stesso territorio che titola su una fantomatica «Valle dei Veleni» e si convince — convincendo gli altri — di non avere niente da offrire.

Il risultato è che gli ortopedici non vengono e mandano deserto un concorso bandito dalla Asl, che i programmatori informatici preferiscono qualsiasi altra sede, che le imprese migliori perdono i loro talenti senza riuscire a rimpiazzarli, i manutentori che abbiamo mandato a formarsi a Varese difficilmente tornano qui per lavorare ma preferiscono accasarsi in Austria a costo di guadagnare meno. 

Frosinone e Cassino perdono duecento abitanti l’anno ciascuna. L’intera provincia scenderà sotto i 390.000 residenti entro il 2050. Se non si inverte la rotta, diventeremo una terra di anziani senza nipoti — perché i nipoti saranno andati a costruire il loro futuro altrove.

Il problema non è l’offerta culturale — chi vuole Roma la raggiunge in quaranta minuti. Non è la qualità della vita: l’aria e la tranquillità di qui non si trovano da nessun’altra parte nemmeno pagando. Il problema è più profondo e più difficile da ammettere: l’agenda della politica è vuota. Mancano le risposte concrete su velocità burocratica, infrastrutture, attrattività industriale, identità territoriale. Mancano le pagine scritte su velocità, industria, turismo, giovani, connessione.

Fincantieri ha scelto Cassino per la sua joint venture Power4Future. Novo Nordisk ha messo un miliardo ad Anagni. Ma sono eccezioni che dimostrano che il territorio può attrarre, non una strategia.

Gli Stati Generali convocati dal presidente della Provincia Luca Di Stefano sono stati una scossa. Da allora, troppe pagine sono rimaste bianche. Ed è arrivato il momento di prendere la penna.

Senza Ricevuta di Ritorno.