La Cassazione conferma l’assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms: il fatto non sussiste. La vicenda giudiziaria si chiude definitivamente, ma resta aperto il nodo politico e morale delle scelte sull’immigrazione.
Con la Cassazione che conferma l’assoluzione di Matteo Salvini, il caso Open Arms esce definitivamente dalle aule di giustizia. “Il fatto non sussiste”, dicono i giudici. Ed è una formula che cancella l’ipotesi stessa di reato. Fine del processo, fine della storia giudiziaria. Almeno quella.
La VI sezione penale ha respinto il ricorso della Procura di Palermo, confermando in toto la sentenza di primo grado. Sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio non ci sono stati. Punto.
Dal punto di vista del Diritto, il caso è chiuso. E va detto con chiarezza: in uno Stato di diritto le sentenze si rispettano, soprattutto quando diventano definitive. Salvini, in questa vicenda, non è colpevole. Non lo era prima per i giudici di Palermo, non lo è ora per quelli della Cassazione.
Ma non finisce qui

Ma sarebbe ingenuo pensare che questa decisione chiuda anche il dibattito politico. Perché Open Arms non è mai stato solo un processo penale. È stato, fin dall’inizio, un processo simbolico su un’idea di politica migratoria, su un ruolo del ministro dell’Interno, sul confine scivoloso tra scelta politica e responsabilità giuridica.
La Cassazione è stata chiara. Resta però una domanda che la giustizia non è chiamata a risolvere: era giusto trattenere per giorni 147 persone, tra cui minori, su una nave umanitaria? Non è una questione penale, ormai è chiaro. Ma resta una questione politica e morale, che divide il Paese e continuerà a farlo.
Salvini esce rafforzato sul piano giudiziario. Potrà dire, non senza ragione, di essere stato processato per una scelta politica e assolto con formula piena. I suoi avversari dovranno prenderne atto.
Ma dovranno anche decidere se continuare a combattere nelle aule di Giustizia questioni che sono invece da palco e da tribuna. Perché quando le sentenze diventano bandiere, a perdere è sempre lo Stato di diritto.



