La Cisterna-Valmontone e la futura Roma-Latina ridisegnano gli equilibri tra territori. Latina si avvicina a Roma, mentre la Ciociaria rischia di perdere il vantaggio competitivo. Tutto dipenderà da una cosa sola: la capacità politica di avere visione.
Partiamo dalla notizia di cronaca. In queste ore il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è stato a Latina per presentare la bretella Cisterna-Valmontone, i cui cantieri apriranno entro il 2026. Salvini ha detto che «Sia la Bretella Cisterna-Valmontone che la Roma-Latina non saranno a pagamento, non ci sarà pedaggio. E per la Roma-Latina, i cantieri apriranno nel 2027».
Una lettura sciocca e superficiale potrebbe dire: e chi se ne importa.
Più vicini e più lontani con la bretella

Mettiamo in pausa, allarghiamo il campo. Oggi andare da Cassino a Latina richiede quasi 2 ore di tempo: un viaggio. E pure andare a Roma da Latina non è proprio questa passeggiata.
Frosinone è ad un soffio. O meglio: era. Perché quelle due nuove infrastrutture avvicineranno di molto Roma e Latina. Abbatteranno i tempi. E noi? Continueremo a rimanere dove siamo. È chiaro che se ieri conveniva investire a Frosinone che è a mezz’ora da Roma tra poco quello stesso ragionamento si potrà fare per Latina. Che fino a questo momento era tagliata fuori.
È lo stesso ragionamento che facemmo qualche giorno fa per il maxi polo del freddo a Ferentino che venne agevolato 10 anni fa dall’allora sindaco Antonio Pompeo ed ora ha salvato lo stabilimento Froneri, preferendo chiudere Parma e la Spagna. (Leggi qui: Nestlé vende, Ferentino incassa: la lezione che i sindaci non vedono).
Visione e prospettiva

È una questione di visione e prospettiva. Un po’ come il salvataggio della scuola Paolini evitando il collasso delle casse civiche: i lavori partono ora ma dietro c’è una prospettiva. Come quella dell’attuale sindaco Piergianni Fiorletta con il teatro romano ed il museo lapidario: pensati dieci anni fa ed ora in dirittura d’arrivo per la Capitale della Cultura.
Latina ha avuto una visione di prospettiva. A Ferentino i sindaci, altrettanto. Gli anni diranno se a Frosinone il sindaco Riccardo Mastrangeli è stato un visionario o solo un folle che ha incasinato il traffico. Ma la nostra prospettiva?
Da noi, finiti Giulio Andreotti ed Angelo Picano, abbiamo provato ad imbalsamarli. Ma non è con i totem che si va nel futuro. I politici servono quando sono vivi. Se sono politici veri. E sono capaci di avere idee.



