La classifica del Sole 24 Ore: in ginocchio tra chiacchiere e zero visione

La caduta della Ciociaria nelle classifiche della qualità della vita non è una sorpresa e non è un dramma sportivo. È il risultato di anni senza una strategia, senza investimenti, senza un’idea chiara di futuro. Il territorio migliora e peggiora quasi per caso, mentre intorno si moltiplicano le polemiche e le tifoserie del giorno dopo. A mancare non è la fortuna. Ma una visione alternativa che nessuno ha il coraggio di scrivere.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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Ci ostiniamo a leggere il mondo come se fosse una partita di calcio. Novanta minuti, un gol che cambia tutto, una classifica che ribalta destini. Ma la vita è un’altra cosa. È lenta, testarda, fatta di cicli lunghi e di processi che maturano goccia dopo goccia. 

La Ciociaria scivola giù nelle classifiche della qualità della vita, poi risale di qualche posizione, poi torna a scendere. E ogni volta partono cori, sfottò, tifoserie politiche che si affrontano come allo stadio. Tutto ridotto a chi ha segnato e chi ha sbagliato il rigore.

La verità è che qui non siamo davanti a una partita ma a un test di resistenza. Crescere richiede anni, investimenti seri, una pianificazione che non si improvvisa. Le classifiche non sono un trofeo da esporre né un atto d’accusa: sono termometri. Dicono se la cura sta funzionando, se stiamo recuperando, se le scelte di ieri stanno preparando il terreno per domani.

La classifica spostata per inerzia

 E per quanto piano, in alcuni ambiti stiamo recuperando davvero. Ma lentamente, quasi per inerzia. Il problema è proprio qui: i cambiamenti della Ciociaria avvengono senza una ragione precisa. Chi oggi si lamenta dei 3 posti persi in classifica è in grado di dire cosa avrebbe dovuto farci invertire la rotta in questo ultimo anno? 

Non c’è stato un evento, nessuna scelta strategica, nessuna grande opera pubblica, nessun investimento epocale. Nulla che possa spiegare perché dovremmo sperare in una svolta. Sembra che si speri in un progresso da stregoneria, come se il territorio migliorasse per allineamento astrale più che per merito.

La domanda è semplice: chi ha disegnato una visione alternativa? Chi ha avuto il coraggio di immaginare una Ciociaria diversa, più moderna, più competitiva, in base alla quale oggi dovremmo risalire nella classifica? 

Perché la verità è che nessuno l’ha fatto davvero. La politica locale continua a vivere stagione per stagione, come una squadra senza centrocampo, incapace di ragionare sul gioco lungo. Solo giudizi sul passato, mai un progetto per il futuro.

Senza Ricevuta di Ritorno.