La toppa luccicante e lo strappo nascosto

Treni moderni vengono messi su una rete ferroviaria ferma agli anni Cinquanta, e il risultato è un fallimento annunciato. Non è un errore tecnico ma un segno politico. Si preferisce il rattoppo che fa scena alla progettazione che richiede continuità e visione.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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Ci sono proverbi che attraversano i secoli perché non sbagliano mai. Uno dice che una toppa nuova non si mette su un vestito vecchio. Sembra la lezione di una nonna, invece è l’unica bussola razionale per capire il grottesco caso dei treni Blues in Sicilia. Nuovi, moderni, scintillanti. Troppo scintillanti. Così moderni da consumare le rotaie in pochi chilometri, così avanzati da mettere in crisi la sicurezza perché la rete ferroviaria a cui sono stati affidati è rimasta ferma agli anni Cinquanta. 

È come montare il motore di una Ferrari su una carrozza: appena sente il rombo il cavallo scappa, le ruote saltano, e alla fine ci si stupisce pure.

Foto: Lothar Dieterich / Pixabay

Non è un incidente tecnico. È una fotografia politica. Continuiamo a infilare toppe luccicanti su infrastrutture nate nella Prima Repubblica, quando si programmava, si progettava, si costruiva. Non si cancellava tutto perché era cambiato il Governo: c’era la ‘continuità amministrativa’, cioè non importava se l’opera l’aveva ideata un avversario, si faceva lo stesso, perché serviva. 

Oggi no. Oggi il rattoppo funziona più della progettazione: lo annunci, lo filmi, lo posti, lo tagli col nastro. Fa scena. Fa effetto. Fa consenso immediato. Poi, però, arriva l’istante in cui la toppa si stacca e sotto riappare lo strappo. Più largo di prima.

È quello che è successo in Sicilia. Perché servono treni nuovi, certo, ma servono soprattutto binari nuovi, linee nuove, visione nuova. Invece si compra la novità e la si appoggia su un sistema che novità non è. Che non lo regge. Che non può reggerlo. E quando la realtà presenta il conto, tutti cadono dal pero: “Chi poteva immaginarlo?”. 

Chiunque avesse letto quel proverbio antico.

Senza Ricevuta di Ritorno.