Non sono invisibili, sono i nostri occhi a non vederli

Da Fiuggi a Mantova: non abbiamo più occhi per vedere la sofferenza degli altri. Come se avessimo paura di essere contagiati. E fingiamo che non esistano, che siano invisibili

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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A Mantova, in piazza Anconetta, una Mercedes grigia è rimasta ferma per settimane con i finestrini oscurati da lenzuola. Chi ci passava davanti l’ha scambiata per un’auto in panne, abbandonata. Dentro, da mesi, dormiva Daniele Beccari, 58 anni, ex guardia giurata che aveva perso il lavoro per una malattia e la casa per un divorzio. 

È morto lì, per un malore, e nessuno se n’è accorto per un giorno intero. 

«Era una persona volenterosa e si dava da fare», dicono all’emporio solidale dove, appena una settimana prima, aveva iniziato un tirocinio retribuito: venti ore a settimana, poche centinaia di euro al mese, il primo passo per rimettersi in carreggiata. 

Ai volontari non aveva detto della macchina: raccontava di una stanza in affitto. «Tutti però hanno una dignità», hanno spiegato. Appunto.

(Foto © DepositPhotos.com)

A Fiuggi, nello stesso giorno, una donna di 64 anni non mangiava da tempo, sola in casa in condizioni igieniche precarie, isolata da anni. L’hanno trovata gli agenti del Commissariato dopo una segnalazione, e senza aspettare moduli e procedure hanno comprato di tasca propria generi alimentari e beni di prima necessità. Un gesto minimo, che però dice quanto la rete che dovrebbe reggere queste vite sia diventata sottile fino a spezzarsi.

Invisibili? Ciechi noi

Il filo che lega Mantova e Fiuggi non è la povertà economica, è l’invisibilità. Beccari aveva un’auto parcheggiata in centro città, sotto gli occhi di chiunque attraversasse la piazza. La donna di Fiuggi aveva una casa, dei vicini, un quartiere. Nessuno dei due era davvero scomparso: erano lì, visibili, e nessuno li ha visti fino a quando non è arrivata una divisa a fare il lavoro che un tempo faceva la comunità.

Gli ultimi non si nascondono da noi. Siamo noi che ci ostiniamo a non guardarli. Restano gli occhi della Polizia, dei Vigili del Fuoco, dei volontari di un emporio solidale a fare quello che una volta faceva un saluto sulle scale, una telefonata, una spesa portata a chi non poteva farla da solo. 

Non è mancanza di soldi, la nostra. È mancanza di sguardo.

Senza Ricevuta di Ritorno.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).