Prosciolto Cagnazzo, crolla la gogna: quando il tribunale smentisce la piazza

Il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo ribalta una narrazione già scritta. Dopo mesi di accuse e sospetti, le decisioni dei giudici riportano il caso dentro il perimetro della giustizia, lontano dal processo mediatico.

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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E adesso chi glielo dice? Chi glielo dice a quelli che avevano già alzato la forca ed annodato il cappio? Chi glielo dice alla folla di tricoteuse che avevano già preparato la seggiola ed il gomitolo di lana per sferruzzare in attesa dell’arrivo del condannato e poter assistere al macabro spettacolo. E chi glielo dice ai moralisti un tanto al chilo, pronti a giudicare e condannare senza appello sulla base di un titolo di giornale che molte volte nemmeno capiscono. Agli investigatori ed ai complottisti, agli Sherlock Holmes che avevano capito tutto senza avere mai indagato su niente.

Il condannato non verrà: non arriverà in piazza con la sua divisa, con i gradi strappati e la sciabola spezzata, per privarlo della dignità più di quanto abbiano già fatto quelli del tribunale della strada.

Fabio Cagnazzo nell’ufficio di Frosinone

Non verrà. E non per mancanza di coraggio, non per un sussulto codardo che gli impedisca di pagare il prezzo dei suoi crimini: lui, accusato di essere complice degli assassini, sordido occultatore delle prove con cui risalire alle mani sporche del sangue di un sindaco pescatore ed eroe che combatteva le mafie e la droga nel suo piccolo paese.

Il Tribunale mette fine alla gogna

Non verrà il carabiniere con la divisa lacerata. Non verrà perché non è colpevole. E non è stato complice di nessun criminale il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo: lo hanno prosciolto oggi i giudici che hanno esaminato le carte, esattamente come, nei mesi scorsi lo hanno scarcerato i giudici che dovevano decidere sulla detenzione ed i giudici che dovevano decidere sul suo ritorno in servizio. Tre corti: tutte la stessa decisione.

Niente spettacolo questa sera: il mostro in divisa non c’è. Ma c’è quello nell’animo di chi giudica senza sapere.

Senza Ricevuta di Ritorno.